Ex schiavo etiope divenuto capo di briganti, Mosè si convertì radicalmente e raggiunse i monaci del deserto di Scete. Divenuto sacerdote e modello di umiltà, trionfò sulle tentazioni demoniache attraverso un'ascesi rigorosa. Morì a 75 anni, lasciando dietro di sé settantacinque discepoli.
I suoi contemporanei
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MOSÈ, SOLITARIO NEL DESERTO DI SCETE, IN EGITTO (400).
Origini e vita di brigantaggio
Nato in Etiopia e inizialmente schiavo, Mosè divenne un temuto capo di briganti dopo essere stato cacciato dal suo padrone.
Mosè nacque in E tiopia ( l'attuale Abissinia), grande regione dell'Africa orientale. Nero come gli abitanti di quel paese bruciato, aveva la coscienza ancora più nera del corpo. Dapprima schiavo di un ricco borghese, non mostrava che una sfortunata inclinazione a ogni sorta di vizi: presto il suo padrone, stanco di non poter ottenere nulla dal suo carattere indocile, lo cacciò definitivamente dalla sua casa. Si fece allora capo di una banda di ladri ed esercitò mille brigantaggi: i suoi crimini diffusero ovunque il terrore insieme all'odio per il suo nome.
Conversione e vita monastica
Toccato dalla grazia, confessa i suoi crimini ed entra in un monastero dove si distingue per un'ascesi estrema e una grande umiltà.
Tuttavia Dio toccò con la sua grazia quel cuore pervertito e fece di Mosè un perfetto penitente. L'insigne ladro di ieri, con il cuore oggi penetrato dalla compunzione e il volto bagnato di lacrime, si presentò ai religiosi di un monastero vicino e testimoniò un vivo rimpianto per i suoi crimini. Dopo aver fatto loro pubblicamente la confessione dei suoi peccati, li pregò con insistenza di metterlo sulla via della salvezza e di accordargli il prezioso pegno rivestendolo dell'abito monastico. Dopo diversi giorni di prove, fu ammesso nella comunità. Lo si sarebbe visto allora apparire in poco tempo formato alle virtù religiose come se vi si fosse esercitato da lunghi anni. Esatto in tutti i doveri, nei digiuni, nelle veglie, nelle preghiere, si adempiva con gioia a tutto ciò che gli veniva comandato per il servizio del monastero. Si nutriva solo di pane e acqua e passava intere notti senza dormire. Eccelleva nelle virtù dell'umiltà e della compunzione, gemendo senza sosta e versando torrenti di lacrime.
Vita eremitica e combattimenti spirituali
Si ritira nei deserti di Scete e di Calamo, affrontando vittoriosamente le tentazioni del demonio.
Sacerdozio e fine della vita
Ordinato sacerdote dal patriarca Teofilo di Alessandria, muore all'età di settantacinque anni lasciando numerosi discepoli.
Gli ammirevoli progressi che aveva fatto nelle virtù religiose, uniti ai doni straordinari di cui Dio lo aveva favorito, gli meritarono un posto tra i più illustri Padri della solitudine. Fu elevato al sacerdozio e fatto sacerdote dei solitari di Scete da Teo filo, patr iarca di Alessandria. Fu nel mezzo degli sforzi incessanti che compì per portare la sua condotta all'altezza della sua dignità, che morì nel suo deserto di Scete, all'età di settantacinque anni e dopo aver formato settantacinque discepoli.
Fonti agiografiche
Riferimenti agli Acta Sanctorum e agli scritti di Michel-Ange Marin sui Padri del deserto.
Acta Sanctorum , 25 agosto. — Cfr. Les Pères des déserts d'Orient, d i Michel-Ange Mar in.
Iconografia
Segni e attributi
Entità
Rete del racconto
I nomi, luoghi e concetti più presenti nella scheda, pesati per centralità nel testo.
Il soprannaturale nella sua vita
I miracoli di San Mosè l'Etiope (di Scete)
Domande frequenti su San Mosè l'Etiope (di Scete)
Chi era San Mosè l'Etiope (di Scete)?
Ex schiavo etiope divenuto capo di briganti, Mosè si convertì radicalmente e raggiunse i monaci del deserto di Scete. Divenuto sacerdote e modello di umiltà, trionfò sulle tentazioni demoniache attraverso un'ascesi rigorosa. Morì a 75 anni, lasciando dietro di sé settantacinque discepoli.
Di cosa è San Mosè l'Etiope (di Scete) santo patrono?
Patronati di San Mosè l'Etiope (di Scete): penitenti.
Come si riconosce San Mosè l'Etiope (di Scete) nell’arte cristiana?
Nell’iconografia, San Mosè l'Etiope (di Scete) è riconoscibile da: abito monastico, carnagione scura e barba bianca.
Quali miracoli sono attribuiti a San Mosè l'Etiope (di Scete)?
A questo santo sono attribuiti 1 miracoli, in particolare: Conversione.
Quali santi furono contemporanei di San Mosè l'Etiope (di Scete)?
Tra i suoi contemporanei figurano: San Biagio, Sant'Ilario di Poitiers, San Basilio Magno (Arcivescovo di Cesarea) e San Baudilio.
Quando morì San Mosè l'Etiope (di Scete)?
San Mosè l'Etiope (di Scete) morì verso il 400.
Quali sono gli altri nomi di San Mosè l'Etiope (di Scete)?
Altre forme del nome: Moïse l'Éthiopien.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Schiavitù in Etiopia
- Capo di una banda di ladri e briganti
- Conversione e confessione pubblica in un monastero
- Ammissione nella comunità monastica dopo un periodo di prova
- Ritiro nei deserti di Scete e di Calamo
- Ordinazione sacerdotale da parte del patriarca Teofilo di Alessandria
- Morto all'età di 75 anni circondato da 75 discepoli