San Roberto Bellarmino
Nato nel 1542, Roberto Bellarmino fu un gesuita, cardinale e arcivescovo di Capua, celebre per le sue doti di teologo e controversista contro il protestantesimo. Nonostante le alte cariche, visse con l'umiltà di un semplice religioso e morì a Roma nel 1621. La sua opera monumentale, in particolare le Controversie, rimane un riferimento fondamentale della Chiesa cattolica.
I suoi contemporanei
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SAN ROBERTO BELLARMINO,
Giovinezza e ingresso tra i Gesuiti
Nato nel 1542 a Montepulciano e nipote di papa Marcello II, Roberto Bellarmino entra nella Compagnia di Gesù a 18 anni prima di insegnare teologia a Lovanio.
Roberto Bellarmi no, nato a Montepulciano nel 1542 e nipote, per parte di madre Cinzia Cer vini, di papa Marcello II, non fu solo un abile teologo, un eccellente predicatore e il più celebre controversista del suo tempo, ma fu anche uno dei più santi e zelanti prelati di cui si onora la Chiesa cattolica. La sua carriera è tutta brillante di buone opere, virtù, fatiche e gloria. Entrò nella Compagnia di Gesù a diciott o anni e, poco tem po dopo, fu incaricato dai suoi superiori di insegnare teologia a Lovanio. Le sue predicazioni susc itavano un tale vivo entusiasmo che i protestanti stessi venivano dall'Inghilterra e dall'Olanda per ascoltarlo. Dopo sette anni di soggiorno nei Paesi Bassi, ritornò in Italia. Gregorio XIII lo scelse per occupa re la cattedr a di controversia che aveva appena istituito. Sisto V lo scelse poi in qualità di teologo per il legato che inviò in Francia nell'anno 1590. Clemente VIII lo obbligò, nove anni do po, con un comando formale, ad accettare la berretta cardinalizia e lo nominò, il 21 aprile 1602, arcivescovo di Capua. Infine, Paolo V, avendo voluto trattenerlo presso la sua persona, Bellarmino si dimise dal suo arcivescovado e si dedicò agli affari della corte di Roma fino al 1 621.
Una carriera ai vertici della Chiesa
Notato da diversi papi, ricopre funzioni prestigiose: professore di controversia a Roma, teologo in Francia, cardinale e arcivescovo di Capua.
Ciò che era stato fino al momento in cui tanti onori vennero a circondarlo, lo fu sempre nel cuore; non aveva nulla, al di fuori dei segni della sua dignità, che lo distinguesse da un semplice gesuita. Custodiva il più fedelmente possibile le regole della Compagnia, e volle rendere l'anima a Dio nel noviziato del Gesù. Infatti, essendovisi fatto portare fin dall'inizio della sua malattia, vi depose il peso del suo corpo, e volò verso il più puro splendore del sole divino, da quel luogo stesso dove si era consacrato interamente a Dio. Gregorio XV volle visitare il cardinale morente; questi, raccogliendo le sue forze, gli rivolse queste parole che provano la venerazione che nutriva per il vicario di Gesù Cristo:
Una fine di vita umile e pia
Nonostante i suoi titoli, conserva la semplicità di un gesuita e muore nel 1621 nel noviziato del Gesù, circondato dalla venerazione di papa Gregorio XV e dei fedeli.
*Domine, non sum dignus ut intres sub tectum meum*; in seguito pregò il Reverendo Padre Andrea, suo intimo amico, di mettere per iscritto che moriva, per la misericordia di Dio, nel seno della Chiesa cattolica e nella vera fede, e che non pensava diversamente alla sua ultima ora di quanto facesse quando scriveva le sue Controversie e difendeva la Chiesa; e, non appena le sue forze si affievolirono, recitò il Simbolo degli Apostoli, il cinquantesimo Salmo, l'Orazione Domenicale, il Saluto angelico, strinse teneramente il Crocifisso tra le braccia e, assistito dalle preghiere di tutti i Padri della Compagnia, rese dolcissimamente l'anima al suo Creatore, il 17 settembre 1621, all'età di settantanove anni. I suoi funerali, per ordine del Sommo Pontefice, furono celebrati con tutto lo splendore che si riserva a quelli dei Principi della Chiesa; ma ciò che superava ogni pompa religiosa erano le lacrime, il rimpianto, la venerazione del popolo, che la guardia pontificia, chiamata a moderare tanta sollecitudine, non riusciva a contenere nell'esplosione del suo dolore. Che ciò basti a dare un'idea della sua reputazione di santità.
Il mausoleo del Bernini
La sua tomba, situata nella chiesa del Gesù a Roma, è un capolavoro scolpito dal Bernini sotto il patrocinio del cardinale Odoardo Farnese.
La tomba del dotto e pio cardinale è collocata presso l'altare della chi esa del Gesù, a Roma, dal lato del Vangelo. Questo magnifico mausoleo, opera del Bernini, fu erett o dal cardinale Odo ardo Farnese, su disegni di Girolamo Rainaldi. Vi si vedono, oltre a diverse altre figure, due statue di grande bellezza, di cui una rappresenta la Religione e l'altra la Sapienza; entrambe sono scolpite da Pietro Bernini. Ecco l'iscrizione che si legge sul mausoleo:
*Roberto cardinali Bellarmino Politiano è societate Jesu Marcelli II. P. M. Sororis filio Odouardus Cardinalis Farnesius Sui erga virum, quem Patris loco semper coluit Amoris numquam morituri Monumentum pos. Obdormivit in Domino Anno sal. MDCXXI. Ætatis sive LXXIX.*
Il campione della Controverse
Autore prolifico, il suo 'Corso di controversia' è lo strumento principale di difesa del cattolicesimo di fronte al protestantesimo, riconosciuto per il suo rigore e la sua chiarezza.
Bellarmino ha arricchito la Chiesa con un gran numero di opere dotte. La più diffusa è il suo *Corso di controver sia*, vasto arsenale in cui si trovano le armi della migliore tempra per l'attacco e per la difesa. Mai il pro testantesimo e bbe un avversario più temibile, né il cattolicesimo un campione più fortunato. I dissidenti hanno convenuto che egli presentava le loro difficoltà in tutta la loro forza e sapeva distruggerle con abilità e solidità. Le migliori edizioni della sua controversia sono quelle di Parigi, chiamate *Triadelphes*, e quella di Praga, del 1721, tutte in 4 volumi in-folio.
Abbiamo inoltre del dotto cardinale un *Commento sui Salmi*, che è molto stimato; dei *Sermoni* un po' ordinari quanto allo stile, ma forti per le ragioni e toccanti per la loro unzione; un *Trattato sugli scrittori ecclesiastici*; un altro *Sull'autorità temporale del Papa*; uno *Scritto sugli obblighi dei vescovi*; una *Grammatica ebraica*; alcune *Lettere* e degli *Inni*, tra i quali si distingue quello sulla testa di santa Maddalena, *Pater superni luminis*, ecc.
Le sue opere di pietà formano cinque opuscoli che sono: 1° *De ascensu mentis in Deum*, o *Gradi per elevare il proprio spirito a Dio*; 2° *Della felicità eterna dei Santi*; 3° *Del gemito della colomba o della felicità delle lacrime*; 4° *Le sette parole di Gesù Cristo in croce*; e 5° *Della buona morte*.
Riconoscimento postumo
Considerato un Padre della Chiesa dai suoi contemporanei, il processo di beatificazione fu ufficialmente avviato da Clemente X nel 1674.
Lo stile di Bellarmino non è né puro né elegante; ma è serrato, chiaro, preciso e abbastanza nobile: abbonda in citazioni della Sacra Scrittura, di cui aveva una conoscenza approfondita. I cardinali suoi contemporanei lo consideravano e ne parlavano come di un Padre della Chiesa e di un uomo consumato in santità; per questo il papa Clemente X fece iniziare, nell'anno 1674, le informazioni giuridiche per la sua beatificazione.
Le principali edizioni delle sue opere complete sono quelle di Colonia, 1617-1620; di Venezia, 1721-1728; di Napoli, 1858.
Estratto da *Esprit des Saints*, di M. Unibé Grimes. — Cfr. Goschler, *Dictionnaire encyclopédique de la théologie catholique*; e Godescord, edizione di Bruxelles, 1854.
Iconografia
Segni e attributi
Entità
Rete del racconto
I nomi, luoghi e concetti più presenti nella scheda, pesati per centralità nel testo.
Domande frequenti su San Roberto Bellarmino
Chi era San Roberto Bellarmino?
Nato nel 1542, Roberto Bellarmino fu un gesuita, cardinale e arcivescovo di Capua, celebre per le sue doti di teologo e controversista contro il protestantesimo. Nonostante le alte cariche, visse con l'umiltà di un semplice religioso e morì a Roma nel 1621. La sua opera monumentale, in particolare le Controversie, rimane un riferimento fondamentale della Chiesa cattolica.
Come si riconosce San Roberto Bellarmino nell’arte cristiana?
Nell’iconografia, San Roberto Bellarmino è riconoscibile da: galero cardinalizio, abito gesuita, libri di controversia e crocifisso.
Quali santi furono contemporanei di San Roberto Bellarmino?
Tra i suoi contemporanei figurano: Beato Giovanni di Gesù Maria, Ana de Jesús, Venerabile Anna di Gesù e San Francesco di Sales (Vescovo e Principe di Ginevra).
Quando morì San Roberto Bellarmino?
San Roberto Bellarmino morì verso il 1621.
Quali sono gli altri nomi di San Roberto Bellarmino?
Altre forme del nome: Roberto Bellarmino e Politiano.
Chi sono i familiari di San Roberto Bellarmino?
Familiari di San Roberto Bellarmino: Cynthia Ceruini (madre) e Marcel II (zio).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita a Montepulciano nel 1542
- Ingresso nella Compagnia di Gesù a 18 anni
- Insegnamento della teologia a Lovanio
- Nomina a cardinale da parte di Clemente VIII nel 1599
- Nomina ad arcivescovo di Capua il 21 aprile 1602
- Morto nel noviziato del Gesù a Roma nel 1621
Citazioni
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Domine, non sum dignus ut intres sub tectum meum
Parole rivolte a papa Gregorio XV -
Pater superni luminis
Inno della testa di santa Maddalena