30 dicembre 4° secolo

San Sabino di Spoleto

Vescovo di Spoleto nel IV secolo, Sabino fu arrestato ad Assisi per la sua fede. Dopo aver infranto un idolo di Giove, gli furono tagliate le mani e vide i suoi diaconi morire martiri. In prigione, ridiede la vista a un cieco e convertì il governatore Venustiano prima di soccombere egli stesso sotto i colpi di flagelli piombati.

Cronologia

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    SAN SABINO, VESCOVO DI SPOLETO E MARTIRE (303).

    Contesto 01 / 06

    Contesto della persecuzione

    Sotto l'imperatore Massimiano Erculeo, una feroce persecuzione impose l'idolatria per gli atti della vita quotidiana, spingendo Sabino, vescovo di Spoleto, a sostenere i fedeli in Umbria.

    All'epoca della grande persecuzione religiosa accesa dall'imperatore Massimiano Erculeo (286-305), la crudeltà esercitata contro i fedeli giunse a tale eccesso che, per scoprirli e per rovinarli, non si permetteva a nessuno né di comprare, né di vendere, né persino di macinare del grano, o di attingere acqua, se prima non avessero incensato dei piccoli idoli esposti a tale scopo nei mercati e agli angoli delle strade. Poiché queste orribili violenze erano capaci di scuotere anche i più fermi, occorrevano uomini veramente apostolici per rafforzarli nella loro religione. Sabino, vesco vo di Spoleto, di cui no n conosciamo né il paese né i gloriosi inizi, assolse mirabilmente a questa funzione, non solo nella sua città episcopale, ma anche in molte altre dell'Umbria.

    Martirio 02 / 06

    Arresto e primo supplizio

    Arrestato ad Assisi dal governatore Venustiano, Sabino rifiuta di adorare un idolo di Giove e lo distrugge, il che gli costa il taglio delle mani.

    Venustiano, governatore della To scana, essendone stato informato, arrestò presto questo felice progresso; poiché, avendo in contra to il nostro Santo ad Assisi dove predicava il Vangelo, lo f ece me tter e in prigi one con Marcello ed Esuperanzio, i suoi diaconi, e molti altri membri del suo clero. Qualche tempo dopo li fece comparire davanti a sé e volle obbligarli ad adorare una piccola statua di Giove, fatta di corallo e rivestita di tela d'oro, che aveva nel suo appartamento. Ma Sabino, prendendola tra le mani, la gettò generosamente a terra e la ridusse in pezzi.

    Questa azione irritò così tanto Venustiano che fece tagliare le mani al santo prelato e stendere i suoi diaconi sul cavalletto, dove furono rotti dai colpi di bastone, lacerati con unghie di ferro e bruciati con torce ardenti, finché non ebbero reso l'anima per il rigore di tali supplizi.

    Miracolo 03 / 06

    Miracoli e carità in prigione

    Assistito dalla vedova Serena, Sabino guarisce il giovane Priscilliano dalla cecità, portando alla conversione di quindici compagni di prigionia.

    Sabino, che li incoraggiò sempre durante il loro martirio, fu ricondotto in prigione, dove, dopo sei giorni, una vedova di alto lignaggio , chia mata Serena, che impiegava i suoi beni in opere di carità, venne a trovarlo per offrirgli i suoi servizi. Da allora, si prese grande cura di assisterlo e di fornirgli le cose necessarie alla vita; e la sua pietà non fu senza ricompensa; poiché, avendo un nipote cieco, chiamato Priscillia no, san Sabino, a cui ella lo condusse, gli restituì la vista; ciò che fu causa della conversione di quindici prigionieri testimoni di questo grande miracolo.

    Conversione 04 / 06

    Conversione del governatore

    Soffrendo agli occhi, Venustiano chiede la guarigione a Sabino; si converte con la sua famiglia prima di essere giustiziato per ordine di Lucio.

    Venustiano aveva lasciato il Santo in pace, a causa di un crudele dolore agli occhi da cui fu tormentato per trentadue giorni; ma, avendo appreso il prodigio della guarigione di Priscilliano, venne a trovare il taumaturgo in prigione, con sua moglie e i suoi due figli, per supplicarlo di dargli anche qualche sollievo nel tormento insopportabile che sopportava. Sabino gli rispose che, se avesse voluto credere in Gesù Cristo e farsi battezzare con la sua famiglia, avrebbe ottenuto subito ciò che chiedeva. Egli acconsentì, gettò nel fiume i pezzi della statua di corallo di cui abbiamo parlato, si fece istruire sui misteri della nostra religione e ricevette il sacramento della rigenerazione spirituale. Sua moglie e i suoi figli parteciparono a questa felicità; e poco tempo dopo persero tutti la testa per la confessione del Vangelo, per sentenza di Lucio, che Mas simian o inviò appositamente per giudicarli.

    Martirio 05 / 06

    Martirio finale e posterità

    Sabino viene battuto a morte a Spoleto. Il suo corpo viene raccolto da Serena e le sue reliquie sono in seguito trasferite a Faenza.

    Per san Sabino, questo nuovo presidente lo fece condurre a Spoleto, dove fu condannato ad essere frustato con corde piombate: i carnefici eseguirono questa sentenza con tanta violenza e crudeltà che egli spirò tra le loro mani. Fu il 7 dicembre 303; ma poiché il Martirologio Romano lo segna solo al 30, abbiamo differito fino a quel giorno lo scrivere gli Atti. Serena, che fu anch'ella in seguito coronata da un glorioso martirio, ne rimosse il corpo e lo seppellì onorevolmente a un miglio dalla città, insieme alle sue mani che aveva riscattato e imbalsamato e che conservava preziosamente in un vaso di cristallo. Da allora, in suo onore sono state costruite un'insigne basilica e una chiesa sotterranea. Le sue reliquie sono state t raspor tate a Faenza (Bomagne), il che ha fatto dire ad alcuni autori che ne fosse stato vescovo. Diverse altre città d'Italia ne possiedono ossa e la sua memoria vi è sempre stata così celebre che vi si vedono diversi monasteri costruiti sotto il suo nome.

    Fonte 06 / 06

    Fonte

    Il racconto è attribuito a Padre Giry.

    Questo racconto è di Padr e Giry.

    Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

    Segni e attributi

    Rete del racconto

    I nomi, luoghi e concetti più presenti nella scheda, pesati per centralità nel testo.

    I miracoli di San Sabino di Spoleto

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    Domande frequenti su San Sabino di Spoleto

    Chi era San Sabino di Spoleto?

    Vescovo di Spoleto nel IV secolo, Sabino fu arrestato ad Assisi per la sua fede. Dopo aver infranto un idolo di Giove, gli furono tagliate le mani e vide i suoi diaconi morire martiri. In prigione, ridiede la vista a un cieco e convertì il governatore Venustiano prima di soccombere egli stesso sotto i colpi di flagelli piombati.

    Di cosa è San Sabino di Spoleto santo patrono?

    Patronati di San Sabino di Spoleto: Spoleto e Faenza.

    Come si riconosce San Sabino di Spoleto nell’arte cristiana?

    Nell’iconografia, San Sabino di Spoleto è riconoscibile da: mani tagliate, vaso di cristallo contenente le sue mani, flagello piombato e statua di Giove infranta.

    Come è morto San Sabino di Spoleto?

    San Sabino di Spoleto subì il martirio per la fede cristiana (4° secolo).

    Quali miracoli sono attribuiti a San Sabino di Spoleto?

    A questo santo sono attribuiti 2 miracoli, in particolare: Guarigione e Conversione.

    Quali santi furono contemporanei di San Sabino di Spoleto?

    Tra i suoi contemporanei figurano: San Biagio, Sant'Ilario di Poitiers, San Basilio Magno (Arcivescovo di Cesarea) e San Baudilio.

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Predicazione in Umbria durante la persecuzione di Massimiano Erculeo
    2. Arresto ad Assisi da parte del governatore Venustiano
    3. Distruzione di una statua di Giove in corallo
    4. Mutilazione delle mani da parte del carnefice
    5. Guarigione miracolosa del cieco Priscilliano in prigione
    6. Conversione e battesimo del governatore Venustiano e della sua famiglia
    7. Morto sotto i colpi di flagelli piombati a Spoleto