4 giugno 20° secolo

Filippo Smaldone

Sacerdote italiano (1848-1923), soprannominato l'apostolo dei sordomuti, fondatore a Lecce delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori, canonizzato nel 2006 da Benedetto XVI.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    Sezioni di lettura: 5

    Vita 01 / 05

    Biografia

    Nato a Napoli nel 1848, Filippo Smaldone fu ordinato sacerdote nel 1871 e consacrò la sua vita all'educazione dei sordomuti, fino alla sua morte a Lecce nel 1923.

    Filippo Smaldone nasce a Napoli il 27 luglio 1848, nel quartiere popolare del Mercato, primo di diversi figli di una famiglia di commercianti legata alla dinastia dei Borbone. Durante i suoi studi di filosofia e teologia, in un'Italia attraversata da profondi sconvolgimenti politici e religiosi, si sente chiamato a servire i sordomuti, allora annoverati tra i più abbandonati. Riceve il suddiaconato il 31 luglio 1870, il diaconato il 27 marzo 1871, poi l'ordinazione sacerdotale il 23 settembre 1871, con dispensa d'età. Giovane sacerdote a Napoli, esercita come catechista, collaboratore parrocchiale e visitatore di ospedali. Durante una grave epidemia che colpisce la città, contrae egli stesso la malattia e sfiora la morte; attribuisce la sua guarigione all'intercessione della Vergine del Rosario di Pompei, che diventa una devozione duratura. Confermato dal suo confessore nella sua vocazione verso i sordomuti, ne fa l'apostolato di tutta la sua vita. Muore a Lecce il 4 giugno 1923, all'età di 74 anni, indebolito dal diabete, circondato dai suoi cari e munito dei conforti religiosi.

    Fondazione 02 / 05

    Vita e opera

    A Lecce, nel 1885, Filippo Smaldone fonda la Congregazione delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori, dedita all'educazione e all'assistenza dei sordomuti.

    L'opera principale di Filippo Smaldone è la fondazione di un istituto religioso interamente dedicato ai sordomuti, che egli considera degni di una dedizione totale. Il 25 marzo 1885, lascia Napoli per Lecce, in Puglia, accompagnato da alcune giovani donne che aveva formato e con il concorso di don Lorenzo Apicella, per aprirvi una casa per l'educazione dei sordomuti. Da questa iniziativa nasce la Congregazione delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori, di cui la casa di Lecce diventa la casa madre. Pedagogista esigente, Smaldone mette a punto dei metodi per istruire e catechizzare questi bambini fino ad allora privati di istruzione religiosa, volendo che accedessero pienamente alla vita cristiana e all'autonomia. L'opera si estende rapidamente: un secondo istituto apre a Bari nel 1897, poi altre case, e la congregazione allarga la sua azione ai giovani ciechi e agli orfani. Sollecito della vita spirituale del clero, partecipa anche all'animazione della Lega eucaristica dei sacerdoti adoratori. La sua azione coniuga competenza educativa e carità concreta verso i più bisognosi.

    Teologia 03 / 05

    Cammino verso la santità

    La spiritualità di Smaldone unisce indissolubilmente l'adorazione eucaristica e il servizio ai più poveri, in particolare ai sordomuti.

    La santità di Filippo Smaldone poggia sulla stretta unione tra un'intensa vita di preghiera e un instancabile servizio di carità. Profondamente eucaristico, attingeva dall'adorazione la forza del suo apostolato, facendo dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria il centro della sua devozione e di quella della sua congregazione. Papa Benedetto XVI lo descriverà come «un sacerdote dal cuore grande, nutrito continuamente dalla preghiera e dall'adorazione eucaristica», e soprattutto «testimone e servitore della carità». Smaldone vedeva nel sordomuto l'immagine di Dio ed esortava a servirlo con un rispetto quasi religioso. La sua fama di santità, già viva durante la sua vita per via della sua dedizione agli emarginati, si confermò dopo la sua morte. La sua vita illustra il legame, secondo le parole riportate da Benedetto XVI, tra «l'amore indivisibile per l'Eucaristia e l'amore per il prossimo», l'attenzione ai più poveri che scaturisce dall'incontro con Cristo nel sacramento. Pazienza, umiltà e perseveranza in un'opera difficile e poco riconosciuta caratterizzano il suo cammino spirituale.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Beatificato da Giovanni Paolo II nel 1996 e canonizzato da Benedetto XVI il 15 ottobre 2006, Filippo Smaldone viene festeggiato il 4 giugno.

    La causa di beatificazione di Filippo Smaldone fu introdotta nel 1964. Riconosciuto venerabile l'11 luglio 1995 sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, dopo l'approvazione di un miracolo attribuito alla sua intercessione, fu beatificato dallo stesso pontefice il 12 maggio 1996. Un secondo miracolo, esaminato all'inizio degli anni 2000 e approvato dal dicastero competente e poi dal Papa, aprì la strada alla sua canonizzazione. Il Papa Benedetto XVI lo iscrisse nel catalogo dei santi il 15 ottobre 2006, in Piazza San Pietro, durante una celebrazione nel corso della quale furono canonizzati anche Rafael Guízar Valencia, Rosa Venerini e Théodore Guérin. Nella sua omelia, il Papa sottolineò che Smaldone fu «innanzitutto un testimone e servitore della carità, che manifestò in modo eminente nel servizio ai poveri, in particolare ai sordomuti». La sua festa liturgica è fissata al 4 giugno, giorno dell'anniversario della sua morte.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    L'eredità di Smaldone si perpetua attraverso le Suore Salesiane dei Sacri Cuori e il suo patronato delle persone sorde e mute.

    L'eredità di Filippo Smaldone si prolunga attraverso la Congregazione delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori, da lui fondata a Lecce, che prosegue oggi la sua missione educativa e caritativa presso le persone sorde, ma anche i ciechi, i bambini e i più bisognosi, in diversi paesi. Considerato l'«apostolo dei sordomuti», è tenuto per patrono delle persone sorde e mute così come dell'istituto che ha fondato. Le sue spoglie sono conservate nella casa madre della congregazione. La sua figura rimane un riferimento per la pastorale delle persone in situazione di disabilità uditiva e per una carità che riconosce nel più debole la presenza di Cristo. La celebrazione del primo anniversario della sua canonizzazione, rilanciata dalla stampa missionaria, è stata l'occasione per le Suore Salesiane dei Sacri Cuori di riaffermare il loro impegno in questa missione. Il suo esempio continua ad ispirare l'unione, da lui vissuta, tra adorazione eucaristica e servizio concreto dei marginalizzati.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Domande frequenti su Filippo Smaldone

    Chi era Filippo Smaldone?

    Sacerdote italiano (1848-1923), soprannominato l'apostolo dei sordomuti, fondatore a Lecce delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori, canonizzato nel 2006 da Benedetto XVI.

    Di cosa è Filippo Smaldone santo patrono?

    Patronati di Filippo Smaldone: Personnes sourdes, Persone sorde, Personnes muettes, Persone sordomute, Sœurs salésiennes des Sacrés-Cœurs e Suore salesiane dei Sacri Cuori.

    Quali santi furono contemporanei di Filippo Smaldone?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.

    Quando morì Filippo Smaldone?

    Filippo Smaldone morì verso il 1923.

    Quali sono gli altri nomi di Filippo Smaldone?

    Altre forme del nome: Philippe Smaldone.

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1923
    2. Canonizzazione nel 2006 da parte di Benedetto XVI

    Citazioni

    • come ci prostriamo davanti al Santissimo Sacramento, così dovremmo inginocchiarci davanti a un sordomuto https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/en/homilies/2006/documents/hf_ben-xvi_hom_20061015_canonizzazioni.html