Bernardo Tolomei
Bernardo Tolomei (1272-1348), giurista di Siena divenuto eremita, fondatore della congregazione benedettina di Monte Oliveto (gli Olivetani). Morto di peste a Siena nel 1348 mentre assisteva i suoi monaci, è stato canonizzato da Benedetto XVI nel 2009.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nato a Siena nel 1272 nella nobile famiglia Tolomei, giurista rinomato, abbandonò la carriera per la vita eremitica dopo una grave malattia agli occhi, la cui guarigione attribuì alla Vergine.
Bernardo Tolomei nacque a Siena il 10 maggio 1272, nella potente famiglia nobile dei Tolomei, e ricevette al battesimo il nome di Giovanni. Formato presso i Frati Predicatori nel collegio di San Domenico di Camporeggio, proseguì gli studi giuridici e divenne dottore in diritto nella sua città natale, dove ricoprì cariche pubbliche. Secondo la tradizione riportata dai suoi biografi, fu colpito da una grave malattia agli occhi che lo condusse verso la cecità; fece allora voto di consacrarsi interamente a Dio se avesse riacquistato la vista, guarigione che attribuì all'intercessione della Vergine Maria. Nel 1313, all'età di circa quarant'anni, lasciò Siena per ritirarsi nel deserto di Accona, proprietà di famiglia situata a sud-est della città, in compagnia di due compagni, Patrizio Patrizi e Ambrogio Piccolomini, per condurre un'esistenza da eremita dedita alla preghiera e alla penitenza. Fu in quel momento che prese il nome di Bernardo. Da questo austero ritiro nascerà la comunità monastica che segnerà tutta la sua vita. Morì a Siena il 20 agosto 1348, vittima della peste nera che allora devastava l'Italia.
Vita e opera
Bernardo Tolomei è il fondatore della congregazione benedettina di Santa Maria di Monte Oliveto, gli Olivetani, caratterizzata da un abito bianco e posta sotto la Regola di san Benedetto.
L'opera maggiore di Bernardo Tolomei è la fondazione della congregazione benedettina di Santa Maria di Monte Oliveto, gli Olivetani. La comunità formatasi ad Accona ricevette un fondamento canonico il 26 marzo 1319, quando il vescovo di Arezzo Guido Tarlati rilasciò la «Charta fundationis» che istituiva il monastero di Santa Maria di Monte Oliveto sotto la Regola di san Benedetto. I monaci adottarono un abito bianco in onore della Vergine Maria, segno distintivo della nuova famiglia monastica. Bernardo, a lungo riluttante a esercitare l'autorità, fu eletto abate e, secondo le fonti olivetane, rieletto ogni anno fino alla sua morte. Sollecito nell'assicurare il futuro della sua opera, ottenne da papa Clemente VI, il 21 gennaio 1344, l'approvazione pontificia della nuova congregazione benedettina detta «di Santa Maria di Monte Oliveto». Durante la sua vita, la congregazione conobbe una rapida espansione e fondò diversi monasteri in Italia. L'abbazia di Monte Oliveto Maggiore, rimasta il cuore dell'ordine, perpetua ancora oggi questa tradizione spirituale, segnata dalla contemplazione, dal lavoro manuale e dalla vita comune.
Cammino verso la santità
La sua santità si manifestò in una vita di umiltà, penitenza e contemplazione eucaristica, coronata dal dono di sé fino alla morte al servizio dei suoi fratelli.
La reputazione di santità di Bernardo Tolomei si fondò su un'esistenza di profonda umiltà, penitenza e preghiera. Rinunciando alla gloria degli incarichi pubblici e alla fama giuridica, scelse la solitudine e il servizio. Durante la canonizzazione, Papa Benedetto XVI sottolineò in lui «l'amore per la preghiera e per il lavoro manuale», un «raro spirito di umiltà e di accoglienza fraterna», e descrisse la sua vita come «una vita eucaristica, interamente consacrata alla contemplazione, espressa nell'umile servizio del prossimo». Questa spiritualità radicata nella Regola benedettina — ora et labora — culminò nella prova della peste del 1348: piuttosto che rimanere al sicuro nella solitudine di Monte Oliveto, Bernardo scese tra i suoi monaci colpiti dall'epidemia per assisterli e confortarli. Questa estrema testimonianza di carità, che gli costò la vita, fu fin da subito considerata il sigillo di una vita santa. La tradizione olivetana lo ha tenuto per beato fin dalla sua morte, ed egli fu celebrato come «eroe di penitenza e martire di carità».
Beatificazione e canonizzazione
Il culto di Bernardo Tolomei fu confermato nel 1644 da Innocenzo X, e fu canonizzato il 26 aprile 2009 da Benedetto XVI. La sua festa è fissata al 20 agosto.
Venerato sin dalla sua morte dalla congregazione olivetana, Bernardo Tolomei vide il suo culto confermato il 24 novembre 1644 da papa Innocenzo X, equivalente a una beatificazione. Il processo di canonizzazione giunse a compimento oltre tre secoli e mezzo più tardi: il 26 aprile 2009, papa Benedetto XVI lo proclamò santo nel corso di una messa solenne celebrata in piazza San Pietro, dove furono canonizzati lo stesso giorno, tra gli altri, Arcangelo Tadini, Nuno de Santa Maria Álvares Pereira, Gertrude Comensoli e Caterina Volpicelli. Nella sua omelia, il Sommo Pontefice ricordò che Bernardo aveva ottenuto nel 1344 l'approvazione pontificia della sua congregazione, e che «durante l'epidemia di peste nera del 1348, lasciò la solitudine di Monte Oliveto per il monastero di San Benedetto fuori Porta Tufi a Siena, per assistere i suoi monaci colpiti dalla peste, e morì egli stesso vittima, in autentico martire della carità». La sua festa liturgica è celebrata il 20 agosto, giorno anniversario della sua morte; il calendario benedettino la colloca il 19 agosto.
Spiritualità ed eredità
Bernardo Tolomei lascia la congregazione olivetana, tuttora viva, e l'abbazia di Monte Oliveto Maggiore in Toscana, centro del suo irradiamento spirituale.
L'eredità di Bernardo Tolomei si perpetua innanzitutto attraverso la congregazione benedettina di Santa Maria di Monte Oliveto, gli Olivetani, di cui rimane il fondatore e il santo patrono. Il cuore di questa famiglia monastica resta l'abbazia di Monte Oliveto Maggiore, nelle Crete senesi a sud di Siena, che conserva la memoria del suo fondatore e celebra la lunga continuità della vita olivetana; i suoi monaci vi mantengono la spiritualità benedettina della preghiera liturgica, della lectio divina e del lavoro. La figura di Bernardo, giurista divenuto eremita e poi servitore dei suoi fratelli fino al sacrificio della sua vita durante la peste, ha ispirato un'iconografia che lo rappresenta nell'abito bianco di abate olivetano. La sua canonizzazione nel 2009 ha rinnovato l'attenzione rivolta al suo messaggio: il primato della contemplazione, l'umiltà e la carità operosa al servizio del prossimo, in particolare nella prova. Venerato principalmente in Toscana e all'interno dell'ordine olivetano diffuso in Italia e oltre, è onorato come un testimone della fedeltà monastica all'interno della Chiesa medievale.
Iconografia
Segni e attributi
Domande frequenti su Bernardo Tolomei
Chi era Bernardo Tolomei?
Bernardo Tolomei (1272-1348), giurista di Siena divenuto eremita, fondatore della congregazione benedettina di Monte Oliveto (gli Olivetani). Morto di peste a Siena nel 1348 mentre assisteva i suoi monaci, è stato canonizzato da Benedetto XVI nel 2009.
Di cosa è Bernardo Tolomei santo patrono?
Patronati di Bernardo Tolomei: Congrégation olivétaine (Sainte-Marie de Monte Oliveto) e Congregazione olivetana (Santa Maria di Monte Oliveto).
Come si riconosce Bernardo Tolomei nell’arte cristiana?
Nell’iconografia, Bernardo Tolomei è riconoscibile da: abito bianco da abate olivetano.
Quali santi furono contemporanei di Bernardo Tolomei?
Tra i suoi contemporanei figurano: San Pellegrino di Auxerre, San Tommaso d'Aquino, San Francesco d'Assisi (Confessore) e Santa Coletta (Nicole).
Quando morì Bernardo Tolomei?
Bernardo Tolomei morì verso il 1348.
Quali sono gli altri nomi di Bernardo Tolomei?
Altre forme del nome: Bernard Tolomei, Giovanni Tolomei e Bernardus Tolomeus.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1348
- Canonizzazione nel 2009 da parte di Benedetto XVI
Citazioni
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Durante l'epidemia di peste nera del 1348, lasciò la solitudine di Monte Oliveto per il monastero di San Benedetto a Porta Tufi a Siena, per assistere i suoi monaci colpiti dalla peste, e morì egli stesso vittima, autentico martire della carità.
Omelia di Papa Benedetto XVI, canonizzazioni del 26 aprile 2009 (vatican.va) -
Una vita eucaristica, interamente consacrata alla contemplazione, espressa nell'umile servizio del prossimo.
Omelia di Papa Benedetto XVI, canonizzazioni del 26 aprile 2009 (vatican.va)