29 novembre 18° secolo

Francesco Antonio Fasani

Francescano conventuale di Lucera, predicatore infaticabile e confessore soprannominato il «Padre Maestro», devoto dell'Immacolata Concezione, canonizzato nel 1986.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    Vita 01 / 05

    Biografia

    Nato a Lucera, in Puglia, nel 1681, in una famiglia modesta e pia, Giovanni Fasani entra tra i Frati minori conventuali e viene ordinato sacerdote nel 1705.

    Francesco Antonio Fasani nasce il 6 agosto 1681 a Lucera, in Capitanata (Puglia, allora Regno di Napoli), in una famiglia di condizione modesta e profondamente cristiana; i suoi genitori, Giuseppe Fasani e Isabella Della Monaca, gli impongono al battesimo il nome di Giovanni (Donato Antonio Giovanni secondo diverse fonti). Rimasto orfano di padre durante l'infanzia, il giovane è segnato dalla pietà mariana della sua famiglia. Entra tra i Frati minori conventuali e fa la professione religiosa nel 1696, assumendo il nome di Francesco Antonio in omaggio a san Francesco d'Assisi e a sant'Antonio di Padova. Inviato a proseguire la sua formazione, studia filosofia e teologia, in particolare ad Assisi e a Roma. Viene ordinato sacerdote l'11 settembre 1705. Laureato in teologia, riceve il titolo di «maestro» (magister), da cui il soprannome di «Padre Maestro» che gli rimarrà legato per tutta la vita. A partire dal 1707, si stabilisce durevolmente nel convento di Lucera, sua città natale, dove eserciterà il suo ministero per trentacinque anni, fino alla sua morte il 29 novembre 1742.

    Missione 02 / 05

    Vita e opera

    Instancabile predicatore e confessore della Capitanata, Fasani esercita anche incarichi di governo nel suo ordine e dispiega un'intensa carità verso i poveri e i carcerati.

    Stabilito a Lucera, Francesco Antonio Fasani consacra il suo ministero alla predicazione e alla confessione, percorrendo la Capitanata e le regioni vicine per tenere missioni popolari, ritiri, quaresimali e novene. La sua parola, semplice e nutrita dalla Scrittura, mira a toccare le anime e a portarle alla penitenza; un testimone dei processi canonici riferisce che «predicava in modo familiare, pieno dell'amore di Dio e del prossimo». In seno al suo ordine, assume diverse responsabilità: lettore di filosofia, maestro dei novizi, guardiano del convento, e nel 1721 viene nominato ministro provinciale della provincia di Sant'Angelo con un breve di papa Clemente XI. Rinomato per la sua carità, organizza l'aiuto ai più bisognosi — distribuzioni di viveri e vestiti, soccorsi organizzati a favore dei poveri della città — e accompagna spiritualmente i condannati condotti al supplizio. Profondamente legato all'Immacolata Concezione, ne favorisce il culto a Lucera, dove fa della chiesa di San Francesco il centro del suo apostolato.

    Teologia 03 / 05

    Cammino verso la santità

    La sua santità unisce un'esigente predicazione del Vangelo, una vita di preghiera e la devozione mariana all'Immacolata, nella fedeltà all'ideale francescano.

    La reputazione di santità di Francesco Antonio Fasani si è costruita, durante la sua vita e dopo la sua morte, sulla coerenza tra la sua parola e la sua vita. Predicatore esigente, non cercava di attenuare le esigenze del Vangelo, come ricordò Giovanni Paolo II durante la canonizzazione. La sua spiritualità era radicata nell'imitazione di san Francesco d'Assisi — povertà, umiltà, carità — e in un'intensa devozione mariana verso l'Immacolata Madre di Dio, che onorava con la preghiera e la predicazione. La frase che gli viene attribuita, «Bisogna che si faccia la carità», riassume la sua costante sollecitudine per i poveri. Uomo del confessionale tanto quanto del pulpito, passava lunghe ore ad ascoltare e riconciliare i fedeli, unendo all'austerità personale una grande dolcezza pastorale. Questa duplice fedeltà, alla verità predicata e alla misericordia esercitata, fonda la «reputatio sanctitatis» che, fin dalla sua morte avvenuta il 29 novembre 1742 — primo giorno della novena dell'Immacolata —, fece di lui agli occhi dei lucerini il «santo» della loro città.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Beatificato da Pio XII nel 1951 e poi canonizzato da Giovanni Paolo II il 13 aprile 1986, Francesco Antonio Fasani è festeggiato il 29 novembre, giorno dell'anniversario della sua morte.

    Dopo la sua morte a Lucera il 29 novembre 1742, la venerazione popolare che circondava il «Padre Maestro» portò all'apertura della sua causa. Francesco Antonio Fasani fu beatificato il 15 aprile 1951 da papa Pio XII. Il riconoscimento di un nuovo miracolo, approvato sotto il pontificato di Giovanni Paolo II (decreto del 1985), aprì la strada alla canonizzazione: fu proclamato santo da Giovanni Paolo II il 13 aprile 1986, in piazza San Pietro a Roma. Nella sua omelia, il Papa salutò l'«infaticabile predicatore» che non aveva mai attenuato le esigenze del messaggio evangelico. La sua memoria liturgica è celebrata il 29 novembre, giorno dell'anniversario della sua morte; alcuni calendari francescani lo commemorano il 27 novembre. Primo santo originario della Capitanata (l'antica Daunia), rimane una figura di riferimento per l'Ordine dei Frati Minori Conventuali.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    Co-patrono di Lucera e invocato come «santo della pioggia», Fasani resta onorato nella basilica-santuario a lui dedicata che ne custodisce il corpo.

    Il ricordo di Francesco Antonio Fasani resta vivo a Lucera, di cui è co-patrono. La pietà popolare lo invoca tradizionalmente come «il santo della pioggia», ricorrendo alla sua intercessione in caso di siccità. Il suo corpo è conservato a Lucera, nella chiesa divenuta basilica-santuario che porta il suo nome e dove converge la devozione locale, particolarmente attorno alla sua festa del 29 novembre, strettamente associata alla novena dell'Immacolata Concezione che egli amava tanto. La sua eredità spirituale, segnata dalla predicazione evangelica, dalla carità concreta verso i poveri e dalla devozione mariana, continua ad essere presentata come modello all'interno della famiglia francescana conventuale, che vede in lui l'«apostolo della sua terra». La sua figura illustra la santità discreta di un religioso pienamente radicato in una città di provincia, il cui raggio d'azione pastorale superò tuttavia largamente le mura di Lucera, estendendosi a tutta la Capitanata e alle regioni vicine della Puglia e del Molise.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Domande frequenti su Francesco Antonio Fasani

    Chi era Francesco Antonio Fasani?

    Francescano conventuale di Lucera, predicatore infaticabile e confessore soprannominato il «Padre Maestro», devoto dell'Immacolata Concezione, canonizzato nel 1986.

    Di cosa è Francesco Antonio Fasani santo patrono?

    Patronati di Francesco Antonio Fasani: Co-patron de la ville de Lucera e Compatrono della città di Lucera.

    Per cosa si prega Francesco Antonio Fasani?

    Francesco Antonio Fasani è invocato per: Obtenir la pluie en temps de sécheresse e Ottenere la pioggia in tempo di siccità.

    Quali santi furono contemporanei di Francesco Antonio Fasani?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Venerabile Agnese di Gesù, Beata Maria Anna di Gesù, Sant'Alfonso Maria de' Liguori e Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe di Gesù.

    Quando morì Francesco Antonio Fasani?

    Francesco Antonio Fasani morì verso il 1742.

    Quali sono gli altri nomi di Francesco Antonio Fasani?

    Altre forme del nome: François Antoine Fasani, Francis Anthony Fasani e Il Padre Maestro.

    Chi sono i familiari di Francesco Antonio Fasani?

    Familiari di Francesco Antonio Fasani: Giuseppe Fasani (padre) e Isabella Della Monaca (madre).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1742
    2. Canonizzazione nel 1986 da parte di Giovanni Paolo II

    Citazioni

    • Bisogna che si faccia la carità. https://www.vatican.va/news_services/liturgy/saints/ns_lit_doc_19860413_fasani_it.html