Narcisa de Jesús
Mistica laica ecuadoriana, Narcisa de Jesús (1832-1869) ha condotto una vita di intensa preghiera, penitenza e carità verso i poveri, prima a Guayaquil e poi a Lima.
I suoi contemporanei
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Biografia
Infanzia e giovinezza di Narcisa de Jesús Martillo Morán in Ecuador, segnata dalla sua precoce pietà e dalla cresima.
Santa Narcisa de Jesús Martillo Morán (Narcisa de Jesús) nasce il 29 ottobre 1832 nell'hacienda San José de Nobol, situata nel cantone di Daule (provincia di Guayas, Ecuador). È la sesta dei nove figli di Pedro Martillo e Josefa Morán, proprietari terrieri profondamente credenti. Sua madre muore nel 1838 quando Narcisa ha solo sei anni. Grazie all'aiuto di un'insegnante itinerante e di sua sorella maggiore, impara a leggere, scrivere, cucire, cucinare, cantare e suonare la chitarra. Mostra molto presto una grande sensibilità spirituale e un dono per la musica, trasformando spesso le sue preghiere in canti. Il 16 settembre 1839, all'età di sette anni, riceve il sacramento della cresima dalle mani di Monsignor Francisco Xavier de Garaycoa, primo vescovo di Guayaquil. È in quel momento che avverte un'intensa chiamata interiore alla santità. Prende l'abitudine di ritirarsi in un piccolo bosco vicino a casa sua, presso un albero di guava (guayabo), per contemplare le realtà divine. Allestisce inoltre un oratorio nella sua casa e sceglie come modello santa Mariana de Jesús (il «Giglio di Quito»), decidendo di offrirsi come anima vittima per la salvezza del mondo.
Vita e opera
La vita attiva e contemplativa di Narcisa a Guayaquil e poi a Lima, divisa tra il lavoro di sarta, la carità e penitenze estreme.
Dopo la morte del padre nel gennaio 1852, Narcisa, allora diciannovenne, si trasferì a Guayaquil per provvedere ai bisogni dei suoi fratelli e sorelle minori. Lì lavorò come sarta, un mestiere che padroneggiava perfettamente. In questa grande città, condusse una doppia vita: da un lato, lavorava attivamente per sostenere la sua famiglia e si dedicava al servizio dei poveri, dei malati e dei bambini abbandonati; dall'altro, si dedicava a una vita di preghiera e di penitenza estremamente rigorosa. Entrò a far parte dell'Associazione delle Figlie di Maria e si associò spiritualmente ai Domenicani diventando membro del Terz'Ordine di San Domenico. Per vivere più profondamente la sua unione con Cristo, pronunciò diversi voti privati: verginità perpetua, povertà, obbedienza al suo direttore spirituale, clausura, eremitismo, digiuno a pane e acqua e comunione quotidiana. Dopo un breve soggiorno a Cuenca per cercare maggiore solitudine, nel giugno 1868 partì per Lima, in Perù, su consiglio del suo direttore spirituale francescano. Lì fu accolta come pensionante laica nel convento domenicano del Patrocinio. Senza pronunciare voti religiosi pubblici, vi seguì un programma di un'austerità impressionante: otto ore di preghiera quotidiana in silenzio, quattro ore di mortificazione notturna (comprendenti la flagellazione e l'uso di una corona di spine) e un digiuno quasi assoluto in cui l'Eucaristia costituiva il suo nutrimento principale. Lì sperimentò frequenti estasi mistiche.
Cammino verso la santità
La morte di Narcisa nel 1869, la scoperta del suo corpo incorrotto nel 1955 e l'apertura della sua causa di canonizzazione.
Narcisa di Gesù muore l'8 dicembre 1869 nel convento del Patrocinio a Lima, all'età di 37 anni, lo stesso giorno in cui Papa Pio IX apre il Concilio Vaticano I a Roma. Subito dopo la sua morte, le religiose del convento notano una luce risplendente e un profumo soave e persistente emanare dalla sua cella. La sua reputazione di santità, già ben stabilita durante la sua vita, si propaga immediatamente tra il popolo.
Nel 1955, quasi un secolo dopo la sua morte, il suo corpo viene esumato per essere trasferito da Lima a Guayaquil. I testimoni scoprono allora con stupore che la sua salma è perfettamente preservata e incorrotta: le sue carni sono rimaste morbide ed elastiche, e sembra semplicemente addormentata. Il suo corpo riposa oggi nel santuario a lei dedicato a Nobol, il suo villaggio natale.
Il processo informativo diocesano in vista della sua canonizzazione si apre ufficialmente a Guayaquil il 26 settembre 1961 e si chiude il 10 luglio 1962. Il decreto sui suoi scritti viene pubblicato l'8 luglio 1965. Il 23 ottobre 1987, Papa Giovanni Paolo II promulga il decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, attribuendole così il titolo di Venerabile.
Beatificazione e canonizzazione
I miracoli riconosciuti che hanno portato alla beatificazione di Narcisa nel 1992 e alla sua canonizzazione nel 2008.
La beatificazione di Narcisa di Gesù è resa possibile dal riconoscimento di un primo miracolo avvenuto nel 1967. Si tratta della guarigione scientificamente inspiegabile di Juan Pesántez Peñaranda, un giovane colpito da tumori cancerosi in seguito a un urto frontale contro un tronco di banano. Dopo aver pregato «Narcisita» durante un sogno, i suoi tumori scomparvero completamente. Il decreto sul miracolo viene promulgato il 7 marzo 1992 e papa Giovanni Paolo II la beatifica solennemente il 25 ottobre 1992 in Piazza San Pietro in Vaticano. Il cammino verso la canonizzazione si apre grazie a un secondo miracolo avvenuto nel 1992. Edelmira Victoria Arellano Plúas, una bambina nata con una grave malformazione anatomica congenita (assenza di organi genitali esterni), viene guarita in modo istantaneo, completo e duraturo dopo che sua madre l'ha affidata all'intercessione della beata Narcisa. La commissione medica del Vaticano approva questo miracolo all'unanimità il 18 gennaio 2006. Papa Benedetto XVI procede alla sua canonizzazione solenne il 12 ottobre 2008 in Piazza San Pietro. È la seconda santa della storia dell'Ecuador.
Spiritualità ed eredità
La spiritualità di offerta di Narcisa di Gesù e la sua eredità come modello di santità laicale.
La spiritualità di santa Narcisa di Gesù si fonda sull'identificazione profonda con Cristo sofferente attraverso la preghiera contemplativa e l'offerta di sé. Sebbene sia rimasta laica per tutta la vita, ha vissuto le esigenze della vita consacrata con il rigore di un'eremita nel cuore del mondo. Il suo amore per l'Eucaristia e la sua devozione filiale verso la Vergine Maria hanno guidato ogni sua azione. Ha saputo coniugare una vita mistica straordinaria (segnata da estasi e, secondo alcune testimonianze, dalle stigmate) con un servizio umile e quotidiano verso i più bisognosi.
La sua eredità rimane viva in Ecuador, in particolare a Nobol, dove il suo santuario nazionale attira ogni anno migliaia di pellegrini giunti a venerare il suo corpo incorrotto. È presentata dalla Chiesa come un modello di santità laicale, di catechista e di lavoratrice, particolarmente per le donne costrette a lasciare la campagna per cercare lavoro in città.
Iconografia
Segni e attributi
Il soprannaturale nella sua vita
I miracoli di Narcisa de Jesús
Domande frequenti su Narcisa de Jesús
Chi era Narcisa de Jesús?
Mistica laica ecuadoriana, Narcisa de Jesús (1832-1869) ha condotto una vita di intensa preghiera, penitenza e carità verso i poveri, prima a Guayaquil e poi a Lima.
Di cosa è Narcisa de Jesús santo patrono?
Patronati di Narcisa de Jesús: laïcs, laici, catéchistes, catechisti, travailleurs, lavoratori, jeunes femmes quittant la campagne pour la ville e giovani donne che lasciano la campagna per la città.
Per cosa si prega Narcisa de Jesús?
Narcisa de Jesús è invocato per: guérison de tumeurs, guarigione dai tumori, malformations congénitales e malformazioni congenite.
Come si riconosce Narcisa de Jesús nell’arte cristiana?
Nell’iconografia, Narcisa de Jesús è riconoscibile da: chitarra e corona di spine.
Quali miracoli sono attribuiti a Narcisa de Jesús?
A questo santo sono attribuiti 2 miracoli, in particolare: Guarigione.
Quali santi furono contemporanei di Narcisa de Jesús?
Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Juan de Jesús López y González e Mercedes de Jesús Molina.
Quando morì Narcisa de Jesús?
Narcisa de Jesús morì verso il 1869.
Quali sono gli altri nomi di Narcisa de Jesús?
Altre forme del nome: Narcisse de Jésus Martillo Morán e Narcisita.
Chi sono i familiari di Narcisa de Jesús?
Familiari di Narcisa de Jesús: Pedro Martillo (padre) e Josefa Morán (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1869
- Canonizzazione nel 2008 da parte di Benedetto XVI