Nikolaus Gross
Nikolaus Gross (1898-1945) è stato un sindacalista, giornalista e resistente cattolico tedesco, giustiziato dai nazisti nel carcere di Plötzensee e beatificato nel 2001.
I suoi contemporanei
Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.
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Biografia
La giovinezza, il lavoro in miniera e la vita familiare di Nikolaus Gross nella Ruhr.
Il beato Nikolaus Gross (a volte scritto Groß) è nato il 30 settembre 1898 a Niederwenigern (oggi un quartiere della città di Hattingen, vicino a Essen), nel cuore della regione industriale della Ruhr in Germania. Proveniente da un ambiente operaio profondamente cattolico, è figlio di un fabbro di miniera. Dal 1905 al 1912 frequenta la scuola elementare cattolica locale. Per provvedere ai bisogni della sua famiglia, inizia a lavorare molto giovane: prima in un laminatoio come molatore, poi come minatore di carbone dal 1915 al 1920, trascorrendo cinque anni a lavorare nel sottosuolo. Nonostante un lavoro fisico estenuante, Nikolaus dedica il suo tempo libero a perfezionare la sua istruzione con corsi serali. Il suo impegno sociale e religioso si manifesta rapidamente: nel 1917 aderisce al Sindacato dei minatori cristiani (Gewerkverein christlicher Bergarbeiter). Nel 1918 si unisce al Partito di Centro (Zentrumspartei), il partito politico cattolico tedesco. Nel 1919 entra nell'Associazione dei minatori di Sant'Antonio (Antonius Knappenverein), legata al Movimento operaio cattolico (Katholische Arbeiterbewegung - KAB). Il 24 maggio 1923 sposa Elisabeth Koch, anch'ella originaria di Niederwenigern. Da questa unione felice nascono sette figli. Nikolaus è descritto come uno sposo amorevole e un padre esemplare, profondamente premuroso verso l'educazione cristiana dei suoi figli.
Vita e opera
L'impegno sindacale e giornalistico di Nikolaus Gross contro l'ideologia nazionalsocialista.
La carriera di Nikolaus Gross si orienta rapidamente verso il sindacalismo e il giornalismo impegnato. Nel 1920, all'età di 22 anni, diventa segretario della sezione giovanile del sindacato dei minatori cristiani. Un anno dopo, viene nominato redattore aggiunto del giornale sindacale Bergknappe («Il Minatore»). Le sue responsabilità sindacali lo portano a lavorare in diverse regioni della Germania (in particolare in Slesia e in Sassonia) prima di tornare a stabilirsi nella Ruhr, a Bottrop, nel 1924. Nel 1927 diventa redattore aggiunto, poi nel 1929 caporedattore della Westdeutsche Arbeiterzeitung (Giornale dei lavoratori della Germania occidentale), l'organo di stampa ufficiale della KAB. Attraverso i suoi editoriali, Gross si impone come una voce importante del cattolicesimo sociale. Fin dall'emergere del nazionalsocialismo, percepisce con grande lucidità l'incompatibilità assoluta tra l'ideologia nazista e la fede cristiana. Usa la sua penna per difendere la dignità umana e i diritti dei lavoratori di fronte alle teorie razziali e totalitarie. Sotto il regime di Hitler, la Westdeutsche Arbeiterzeitung subisce una censura costante. Nel 1935, il giornale è costretto a cambiare nome per diventare la Ketteler-Wacht (La Guardia di Ketteler). Gross vi scrive «tra le righe» per continuare a guidare le coscienze cristiane. Nel novembre 1938, il giornale viene definitivamente proibito dal regime nazista. Lungi dal rinunciare, Gross pubblica clandestinamente opuscoli e volantini per fortificare la fede e la resistenza morale degli operai cattolici.
Cammino verso la santità
La resistenza attiva all'interno del Circolo di Colonia, l'arresto, la tortura e il martirio di Nikolaus Gross.
A partire dal 1940, Nikolaus Gross è sottoposto a incessanti interrogatori e perquisizioni da parte della Gestapo. Si impegna attivamente nel «Circolo di Colonia» (Kölner Kreis), una rete informale di oppositori cristiani che comprende personalità come Bernhard Letterhaus, Jakob Kaiser e il prelato Otto Müller. Questo gruppo collabora con Carl Goerdeler, figura di spicco della resistenza civile tedesca, per preparare il dopoguerra e la ricostruzione democratica del Paese. Sebbene Nikolaus Gross non abbia partecipato direttamente alla preparazione né all'esecuzione dell'attentato del 20 luglio 1944 contro Adolf Hitler, era pienamente informato del complotto. Dopo il fallimento dell'attentato, la Gestapo scopre i suoi legami con Goerdeler e Kaiser. Il 12 agosto 1944, verso mezzogiorno, Nikolaus Gross viene arrestato presso la sua abitazione. È dapprima incarcerato nel campo di concentramento di Ravensbrück, poi trasferito in settembre nella prigione di Tegel a Berlino. Durante la detenzione, subisce gravi torture. Sua moglie Elisabeth, sfidando i divieti, riesce a fargli visita e nota sulle sue braccia e sulle sue mani i segni evidenti dei maltrattamenti subiti. Nonostante la sofferenza, Gross conserva una pace interiore notevole, attinta dalla preghiera quotidiana. Il 15 gennaio 1945, viene tradotto davanti al Tribunale del popolo (Volksgerichtshof), presieduto dal giudice Roland Freisler. Condannato a morte per alto tradimento, accoglie la sentenza con dignità. Il 23 gennaio 1945, Nikolaus Gross viene giustiziato mediante impiccagione nella prigione di Plötzensee a Berlino. Al fine di evitare che la sua sepoltura diventi un luogo di raccoglimento, le autorità naziste fanno bruciare il suo corpo e disperdono le sue ceneri nei campi di spargimento.
Beatificazione e canonizzazione
Il processo di beatificazione e il riconoscimento solenne del suo martirio da parte di Papa Giovanni Paolo II nel 2001.
La causa di beatificazione di Nikolaus Gross viene ufficialmente aperta nel 1997 nella diocesi di Essen. Il processo canonico dimostra che egli ha offerto la sua vita come martire in odium fidei (in odio alla fede), poiché la sua opposizione al regime nazista derivava direttamente dalle sue convinzioni religiose e dal suo rifiuto di trasgredire i comandamenti di Dio. Il 7 luglio 2001, Papa Giovanni Paolo II promulga il decreto che riconosce ufficialmente il suo martirio. Il 7 ottobre 2001, Nikolaus Gross viene solennemente beatificato da Papa Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro in Vaticano. Durante l'omelia di beatificazione, il Santo Padre sottolinea la figura di questo giornalista e padre di famiglia che «comprese con sagacia che l'ideologia nazionalsocialista non poteva conciliarsi con la fede cristiana». La sua memoria liturgica è fissata al 15 gennaio, giorno della sua condanna a morte da parte del tribunale nazista, e figura a questa data nel Martirologio Romano.
Spiritualità ed eredità
La spiritualità del dovere quotidiano e l'eredità di coraggio civile lasciata da Nikolaus Gross.
La spiritualità di Nikolaus Gross poggia su una fede vissuta nel cuore delle realtà quotidiane, professionali e familiari. Per lui, il dovere di stato e l'impegno sociale sono i luoghi privilegiati della santificazione del laicato. Nel 1943, scrive nella sua dottrina della fede: «La maggior parte delle grandi realizzazioni nasce nell'adempimento quotidiano del nostro dovere nelle piccole cose della routine di tutti i giorni. Il nostro amore particolare va sempre ai poveri e ai malati». La sua resistenza al totalitarismo era guidata dal primato della legge divina sulle leggi umane ingiuste: «Al di sopra di tutto si trova l'esigenza di obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. Se ci viene richiesto qualcosa che va contro Dio o la fede, allora non solo possiamo, ma dobbiamo rifiutare l'obbedienza». Alla vigilia dell'attentato del 20 luglio 1944, mentre il prelato Caspar Schulte di Paderborn gli ricordava la sua responsabilità di padre di sette figli dicendogli: «Signor Gross, non dimentichi che lei ha sette figli. Io non ho la responsabilità di una famiglia. Si tratta della sua vita», Gross rispose con una profonda grandezza spirituale: «Se oggi non impegniamo la nostra vita, come vogliamo superare la nostra prova davanti a Dio e davanti al nostro popolo?». Oggi, il beato Nikolaus Gross è onorato come un modello di coraggio civile e di fedeltà cristiana. Numerose strade, scuole e istituzioni sociali portano il suo nome in Germania, in particolare nella diocesi di Essen e nella regione della Ruhr.
Domande frequenti su Nikolaus Gross
Chi era Nikolaus Gross?
Nikolaus Gross (1898-1945) è stato un sindacalista, giornalista e resistente cattolico tedesco, giustiziato dai nazisti nel carcere di Plötzensee e beatificato nel 2001.
Come è morto Nikolaus Gross?
Nikolaus Gross subì il martirio per la fede cristiana (20° secolo).
Quali santi furono contemporanei di Nikolaus Gross?
Tra i suoi contemporanei figurano: Teresa di Gesù delle Ande, Mariano de Jesús Euse Hoyos, Paola di Gesù Gil Cano e Candida Maria di Gesù.
Quali sono gli altri nomi di Nikolaus Gross?
Altre forme del nome: Nikolaus Groß, Nicola Gross e Nicolas Gross.
Chi sono i familiari di Nikolaus Gross?
Familiari di Nikolaus Gross: Elisabeth Koch (moglie).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1945
- Beatificazione nel 2001 da parte di Giovanni Paolo II
Citazioni
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La maggior parte delle grandi realizzazioni nasce dall'adempimento quotidiano del nostro dovere nelle piccole cose della routine di ogni giorno. Il nostro amore particolare va sempre ai poveri e ai malati.
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Prima di tutto c'è l'esigenza di obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. Se ci viene chiesto qualcosa che va contro Dio o la fede, allora non solo possiamo, ma dobbiamo rifiutare l'obbedienza.
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Se oggi non impegniamo la nostra vita, come vogliamo superare la nostra prova davanti a Dio e davanti al nostro popolo?
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