Giacomo Abbondo
Giacomo Abbondo (1720-1788) è stato un sacerdote italiano, parroco di Tronzano Vercellese, beatificato nel 2016 da papa Francesco.
I suoi contemporanei
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Biografia
La giovinezza, la formazione e l'ordinazione sacerdotale di Giacomo Abbondo in Piemonte.
Giacomo Abbondo nasce il 27 agosto 1720 a Salomino, una frazione del comune di Tronzano Vercellese, in Piemonte (Italia). È il secondo dei sei figli di Carlo Benedetto Abbondo e Francesca Maria Naya. Cresce in un ambiente familiare profondamente cristiano, segnato dall'esempio dello zio paterno, don Carlo Giovanni Abbondo, cappellano di Salomino, rinomato per la sua pietà e la sua carità.
Sentendo molto presto la chiamata al sacerdozio, inizia i suoi studi a Tronzano e poi al seminario di Vercelli. Il 15 dicembre 1740 riceve la cresima e la tonsura clericale dalle mani del cardinale Carlo Vincenzo Maria Ferreri. Viene ordinato sacerdote il 21 marzo 1744 da monsignor Giovanni Pietro Solaro, dopo aver ottenuto una dispensa d'età da papa Clemente XII, non avendo ancora raggiunto l'età canonica richiesta.
Dopo la sua ordinazione, prosegue gli studi universitari e ottiene un dottorato in lettere all'Università di Torino il 31 ottobre 1748. Viene quindi nominato professore di lettere presso le Scuole Reali di Vercelli. Parallelamente al suo insegnamento, si impegna attivamente nella pastorale locale: si iscrive alla Compagnia di San Giovanni Decollato per assistere i prigionieri e i condannati a morte, e alla Compagnia di Nostra Signora del Buon Consiglio.
Vita e opera
Il ministero pastorale di don Giacomo Abbondo come prevosto di Tronzano, segnato dalla catechesi, dalla carità e dal rifiuto del rigorismo.
Nel 1757, in seguito alla morte del parroco don Giovanni Bartolomeo Naya, i capifamiglia di Tronzano elessero don Giacomo Abbondo come nuovo prevosto della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, in conformità con un diritto locale di elezione risalente al 1435. Fece il suo ingresso solenne nella sua parrocchia natale il 3 luglio 1757.
Don Abbondo trovò una comunità profondamente segnata dal rigorismo giansenista del suo predecessore. Si impegnò immediatamente a ricentrare la fede dei suoi parrocchiani sulla bontà e la misericordia di Dio, sulla bellezza dei sacramenti e sulla frequentazione assidua della Parola divina. Il suo ministero si articolò attraverso diversi assi principali:
- Catechesi e insegnamento: Riorganizzò la Compagnia della Dottrina Cristiana secondo gli statuti di san Carlo Borromeo. Ogni domenica pomeriggio, impartiva una catechesi sistematica aperta a tutti. In inverno, quando i lavori nei campi rallentavano, percorreva a cavallo, avvolto in un grande mantello, le frazioni e le cascine isolate per insegnare il catechismo ai bambini impegnati a custodire il bestiame. - Sacramenti e devozione: Opponendosi al rigorismo dell'epoca, favorì la comunione frequente e ammise i bambini alla prima comunione fin dall'età di dieci anni. Trascorreva lunghe ore nel confessionale e portava regolarmente la comunione ai malati e agli anziani. - Carità e mediazione: Attraverso la Congregazione di Carità, assisteva materialmente i più bisognosi. Si distinse inoltre come un mediatore di pace rispettato tra le autorità civili e religiose, così come tra le diverse confraternite locali. - Liturgia e vocazioni: Compose preghiere specifiche per il popolo, un rito di benedizione per gli agonizzanti e organizzò esercizi spirituali parrocchiali che favorirono la nascita di numerose vocazioni sacerdotali.
Cammino verso la santità
La morte di don Giacomo Abbondo, la sua immediata reputazione di santità e le prime tappe della sua causa di beatificazione.
Don Giacomo Abbondo muore il 9 febbraio 1788 a Tronzano Vercellese. La popolazione locale lo piange immediatamente come un padre e un santo. I capifamiglia redigono un elogio pubblico unanime lodando la sua memoria immortale, la sua profonda dottrina, la sua prudenza e il suo zelo pastorale infaticabile. La sua reputazione di santità si mantiene e si accresce nel corso dei decenni. Tra il 1841 e il 1884, più di settanta ex-voto vengono deposti sulla sua tomba in riconoscimento di grazie ottenute per sua intercessione, e i pellegrinaggi si moltiplicano. La causa di beatificazione si apre ufficialmente nella diocesi di Vercelli negli anni 1920. Il 13 marzo 1922, i suoi resti mortali vengono trasferiti dal cimitero comunale verso una cappella della chiesa parrocchiale di Tronzano. Il processo informativo diocesano inizia il 22 gennaio 1923. Dopo una lunga interruzione, la causa (divenuta storica) viene rilanciata negli anni 1980. Il decreto di validità dell'inchiesta diocesana è firmato il 21 novembre 2003. Il 9 maggio 2014, papa Francesco autorizza la promulgazione del decreto che riconosce le sue virtù eroiche, attribuendogli il titolo di Venerabile.
Beatificazione e canonizzazione
Il riconoscimento del miracolo della guarigione di Giovanni Viola e la celebrazione della beatificazione di Giacomo Abbondo nel 2016.
Per aprire la strada alla sua beatificazione, la postulazione presenta all'esame della Congregazione delle Cause dei Santi una guarigione avvenuta nel 1907.
Il miracolo riguarda Giovanni Viola, un adolescente di 14 anni nato a Tronzano. Il 20 settembre 1907, mentre stava scaricando del fieno, il giovane cadde accidentalmente sulle punte di una forca (bidente) che gli era sfuggita di mano. Le punte attraversarono i tessuti del perineo per fuoriuscire dal foro otturatorio destro del bacino. Grazie alle ferventi preghiere rivolte all'intercessione di don Giacomo Abbondo, il giovane guarì in modo rapido, completo e duraturo, senza alcuna complicazione o postumo, un fatto scientificamente inspiegabile nell'era pre-antibiotica.
L'inchiesta diocesana su questo miracolo è validata il 5 dicembre 2008. La Consulta Medica della Congregazione approva il carattere scientificamente inspiegabile della guarigione il 26 giugno 2014, seguita dai consultori teologi il 20 novembre 2014. Il 5 maggio 2015, papa Francesco firma il decreto che riconosce ufficialmente questo miracolo.
La cerimonia di beatificazione è celebrata l'11 giugno 2016 nella cattedrale di Vercelli (Cattedrale di Sant'Eusebio) dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, in rappresentanza di papa Francesco. La sua festa liturgica è fissata al 9 febbraio, giorno della sua nascita al Cielo.
Spiritualità ed eredità
La spiritualità di buon pastore di Giacomo Abbondo e la perennità della sua memoria a Tronzano Vercellese.
La spiritualità di don Giacomo Abbondo è quella di un pastore interamente dedito al suo gregge, che incarna la figura evangelica del buon pastore nella semplicità e nell'umiltà della campagna piemontese. Interrogato un giorno sul valore materiale del beneficio parrocchiale che gli era stato assegnato, rispose con questa formula che riassume la sua alta coscienza della responsabilità sacerdotale:
« può valere il Paradiso o l'Inferno ».
La sua eredità rimane particolarmente viva a Tronzano Vercellese, di cui è il santo patrono. La scuola primaria del comune porta oggi il suo nome (Scuole Elementari Don Giacomo Abbondo). Le sue reliquie, esumate durante una ricognizione canonica il 5 novembre 2015, riposano ora sotto l'altare della chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo di Tronzano, dove continuano ad essere venerate dai fedeli.
Il soprannaturale nella sua vita
I miracoli di Giacomo Abbondo
Domande frequenti su Giacomo Abbondo
Chi era Giacomo Abbondo?
Giacomo Abbondo (1720-1788) è stato un sacerdote italiano, parroco di Tronzano Vercellese, beatificato nel 2016 da papa Francesco.
Di cosa è Giacomo Abbondo santo patrono?
Patronati di Giacomo Abbondo: Tronzano Vercellese e Tronzano Vercellese.
Quali miracoli sono attribuiti a Giacomo Abbondo?
A questo santo sono attribuiti 1 miracoli, in particolare: Guarigione.
Quali santi furono contemporanei di Giacomo Abbondo?
Tra i suoi contemporanei figurano: Venerabile Agnese di Gesù, Beata Maria Anna di Gesù, Sant'Alfonso Maria de' Liguori e Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe di Gesù.
Quando morì Giacomo Abbondo?
Giacomo Abbondo morì verso il 1788.
Chi sono i familiari di Giacomo Abbondo?
Familiari di Giacomo Abbondo: Carlo Benedetto Abbondo (padre), Francesca Maria Naya (madre) e Carlo Giovanni Abbondo (zio paterno).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1788
- Beatificazione nel 2016 da parte di Francesco
Citazioni
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può valere il Paradiso o l'Inferno
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