Enrico Rebuschini
Religioso camilliano italiano (1860-1938), Enrico Rebuschini consacrò la sua vita alla cura dei malati a Cremona, superando al contempo gravi crisi di depressione.
I suoi contemporanei
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Biografia
Infanzia, studi e vocazione contrastata di Enrico Rebuschini, segnata da una prima crisi di depressione.
Enrico Rebuschini nasce il 28 aprile 1860 a Gravedona, sulle rive del lago di Como, in Italia. È il secondo di cinque figli di Domenico Rebuschini, ispettore delle imposte, e di Sofia Polti. Sebbene la sua famiglia appartenga alla borghesia agiata, Enrico manifesta fin dall'infanzia una grande sensibilità verso i poveri e i bisognosi.
Suo padre si oppone fermamente alla sua precoce vocazione sacerdotale. Per obbedienza, Enrico prosegue gli studi profani: studia matematica all'Università di Pavia per un anno, ma lascia l'istituto a causa del clima anticlericale che vi regna. Dopo aver compiuto il servizio militare come sottotenente di riserva presso la Scuola militare di Milano, ottiene un diploma di ragioniere nel 1882. Lavora poi per circa tre anni nell'amministrazione della fabbrica di seta di suo cognato.
Nonostante il successo professionale, Enrico avverte un profondo malessere e ribadisce il suo desiderio di diventare sacerdote. Suo padre finisce per cedere ed Enrico entra nel seminario di Como all'età di 24 anni. Notato per le sue qualità, viene inviato a Roma al Collegio Lombardo per studiare teologia presso l'Università Pontificia Gregoriana. È durante questo periodo che subisce una grave crisi di depressione nervosa, una fragilità psicologica che lo accompagnerà per tutta la vita. Costretto a tornare in famiglia, trascorre del tempo in una clinica e attribuisce la sua guarigione all'intervento di Dio e della Vergine Maria.
Vita e opera
Ingresso tra i Camilliani, ordinazione sacerdotale e dedizione ai malati a Verona e poi a Cremona.
Dopo aver ritrovato il suo equilibrio, Enrico si dedica alla visita e alla cura dei malati. Il suo confessore lo orienta verso l'Ordine dei Ministri degli Infermi (i Camilliani), fondato da san Camillo de Lellis. Il 27 settembre 1887, all'età di 27 anni, entra nel noviziato dei Camilliani a Verona.
Grazie a una dispensa speciale concessa in ragione dei suoi studi precedenti, viene ordinato sacerdote il 14 aprile 1889 da monsignor Giuseppe Sarto, allora vescovo di Mantova e futuro papa san Pio X. Pronuncia i voti perpetui l'8 dicembre 1891.
Dal 1891 al 1899, padre Rebuschini esercita il suo ministero a Verona. Vi è dapprima vice-maestro dei novizi e insegnante di teologia, poi cappellano degli ospedali militare (1890-1895) e civile (1896-1899) della città.
Il 1° maggio 1899, viene trasferito a Cremona, presso la clinica e casa di cura San Camillo, dove trascorrerà il resto della sua vita. A Cremona, assume importanti responsabilità amministrative e spirituali: - Viene nominato cappellano delle Figlie di San Camillo il 21 dicembre 1903. - Esercita la funzione di economo (amministratore finanziario) della comunità e della clinica per 34 anni (fino al 1937). - È superiore della comunità di Cremona per 11 anni (ripartiti su tre periodi distinti).
Nonostante i suoi incarichi amministrativi, rimane innanzitutto un infermiere e un consolatore per i malati, che chiama affettuosamente i «signori malati». Trascorre lunghe ore al capezzale dei sofferenti e nel confessionale, offrendo un sostegno spirituale e morale inestimabile.
Cammino verso la santità
Il combattimento spirituale di Enrico Rebuschini contro la depressione e la sua reputazione di santità quotidiana.
La vita di padre Enrico Rebuschini è segnata da un combattimento spirituale e psicologico permanente. Soggetto a ricadute regolari di depressione nervosa, spesso legate al suo temperamento perfezionista e scrupoloso, riesce a trasformare questa fragilità in una profonda empatia per coloro che soffrono nel corpo e nello spirito.
Vive una santità definita «feriale» (quotidiana), caratterizzata dall'umiltà, dalla dolcezza, dalla discrezione e da una fedeltà assoluta ai doveri ordinari. La sua reputazione di santità si diffonde ampiamente durante la sua vita a Cremona, dove gli abitanti lo chiamano affettuosamente il «Padrino santo».
Colpito da una broncopolmonite, muore nella serenità e nell'abbandono alla Provvidenza il 10 maggio 1938 a Cremona, all'età di 78 anni.
Beatificazione e canonizzazione
Il processo di beatificazione di Enrico Rebuschini, proclamato beato da Giovanni Paolo II nel 1997.
Dopo la sua morte, la devozione popolare nei suoi confronti non ha cessato di crescere. Il processo informativo ordinario in vista della sua beatificazione è stato aperto dal vescovo di Cremona e si è svolto dal 1947 al 1958.
L'11 luglio 1995, il Papa Giovanni Paolo II ha promulgato il decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, dichiarandolo venerabile.
Dopo il riconoscimento ufficiale di una guarigione scientificamente inspiegabile attribuita alla sua intercessione, padre Enrico Rebuschini è stato beatificato il 4 maggio 1997 dal Papa Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro in Vaticano. Durante la cerimonia, il Santo Padre ha sottolineato il suo amore straordinario per l'Eucaristia e la sua costante dedizione verso i malati.
Spiritualità ed eredità
La spiritualità di unione a Cristo sofferente e il patrocinio di Enrico Rebuschini per le persone depresse.
La spiritualità del beato Enrico Rebuschini poggia sull'unione intima con Cristo sofferente e su una carità senza limiti verso il prossimo. Il suo ideale di vita, annotato nei suoi appunti personali, era di «consumare il proprio essere per dare Dio al prossimo, vedendo in lui il volto stesso del Signore».
Attingeva la sua forza dall'adorazione eucaristica prolungata e dalla preghiera costante. La sua vita mostra che la santità è accessibile nel mezzo delle prove psicologiche e dei limiti umani.
Oggi, il beato Enrico Rebuschini è particolarmente invocato come santo patrono e protettore delle persone che soffrono di depressione e malattie mentali. I suoi resti mortali riposano nella cappella della clinica San Camillo a Cremona (via Mantova), dove numerosi pellegrini giungono per sollecitare la sua intercessione.
Domande frequenti su Enrico Rebuschini
Chi era Enrico Rebuschini?
Religioso camilliano italiano (1860-1938), Enrico Rebuschini consacrò la sua vita alla cura dei malati a Cremona, superando al contempo gravi crisi di depressione.
Di cosa è Enrico Rebuschini santo patrono?
Patronati di Enrico Rebuschini: Personnes souffrant de dépression, Persone che soffrono di depressione, Personnes souffrant de maladies mentales e Persone affette da malattie mentali.
Per cosa si prega Enrico Rebuschini?
Enrico Rebuschini è invocato per: Dépression, Depressione, Maladies mentales e Malattie mentali.
Quali santi furono contemporanei di Enrico Rebuschini?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Enrico Rebuschini?
Enrico Rebuschini morì verso il 1938.
Chi sono i familiari di Enrico Rebuschini?
Familiari di Enrico Rebuschini: Domenico Rebuschini (padre) e Sofia Polti (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1938
- Beatificazione nel 1997 da parte di Giovanni Paolo II
Citazioni
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consumare il proprio essere per donare Dio al prossimo, vedendo in lui il volto stesso del Signore
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