31 maggio 19° secolo

Mariano da Roccacasale

Frate francescano laico e portinaio nel convento di Bellegra, Mariano da Roccacasale è un modello di semplicità, povertà e accoglienza caritatevole dei poveri.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    Vita 01 / 05

    Biografia

    Nascita di Domenico Di Nicolantonio a Roccacasale, la sua giovinezza come pastore e il suo ingresso tra i Frati Minori con il nome di fra Mariano.

    Il beato Mariano da Roccacasale, nato Domenico Di Nicolantonio (a volte indicato come Domenico De Arcangelo nelle fonti francofone della Santa Sede), è una figura di spicco della semplicità e della carità francescana del XIX secolo. Nasce a Roccacasale, in provincia dell'Aquila (Abruzzo, Italia), il 13 o il 14 gennaio 1778 (la biografia ufficiale in francese del Vaticano menziona invece la data del 14 giugno 1778, che corrisponde a una domenica). Proveniente da una famiglia di contadini e pastori profondamente devota, è l'ultimo di sei figli nati dall'unione di Gabriele di Nicolantonio e Santa D'Arcangelo. Fin dall'infanzia, Domenico conduce una vita umile e dura, lavorando come pastore sulle pendici del monte Morrone. È nella solitudine dei pascoli e nel silenzio della natura che sviluppa una profonda vita interiore e impara ad ascoltare la voce di Dio. All'età di 23 anni, sente un richiamo irresistibile a consacrare la sua intera vita al Signore. Nel maggio 1802, si presenta al convento francescano di San Nicola ad Arischia per esservi ammesso come fratello laico. Il 2 settembre 1802, vi veste l'abito dei Frati Minori con il nome di fra Mariano da Roccacasale, e pronuncia i voti l'anno successivo, nel 1803.

    other 02 / 05

    Vita e opera

    I primi anni di frate Mariano nel convento di Arischia, seguiti dai suoi cinquant'anni al Sacro Ritiro di Bellegra come devoto portinaio.

    Frate Mariano trascorre i primi dodici anni della sua vita religiosa nel convento di Arischia. Vi esercita con dedizione esemplare diverse mansioni manuali: falegname, giardiniere, cuoco e portinaio. Questo periodo è segnato da grandi sconvolgimenti politici in Italia, in particolare sotto l'occupazione napoleonica e le leggi di soppressione degli ordini religiosi. Sebbene il convento di Arischia non venga chiuso, la vita comunitaria ne risulta fortemente perturbata. Nel 1814, dopo la caduta di Napoleone e il ritorno del Papa a Roma, la vita religiosa può finalmente riprendere il suo corso normale. Desideroso di vivere la sua vocazione in un clima di maggiore contemplazione e austerità, frate Mariano chiede di essere trasferito in un luogo di ritiro più appartato. Nel 1815 (o 1816), raggiunge il Sacro Ritiro di San Francesco a Civitella (oggi Bellegra), situato nella provincia di Roma. È in questo convento che trascorrerà gli ultimi cinquant'anni della sua vita. A Bellegra, frate Mariano riceve l'incarico di frate portinaio, una funzione che eserciterà per oltre quarant'anni. La portineria del convento diventa allora il centro del suo apostolato e il luogo privilegiato della sua santificazione. Vi accoglie con infinita pazienza, instancabile carità e un sorriso costante gli innumerevoli pellegrini, viaggiatori e soprattutto i poveri della regione, distribuendo loro pane, zuppa calda, ma anche parole di conforto spirituale e di pace.

    other 03 / 05

    Cammino verso la santità

    La vita di povertà, umiltà e adorazione eucaristica di fra Mariano, la sua sapienza spirituale e la sua morte serena nel 1866.

    La vita di fra Mariano è caratterizzata da una povertà assoluta e da un'umiltà eroica. Per amore di Cristo povero, rifiuta sistematicamente di indossare un saio nuovo, sandali nuovi o un mantello nuovo, preferendo indumenti logori e rattoppati. Trascorre la maggior parte del suo tempo libero in adorazione silenziosa davanti al Santissimo Sacramento, attingendo dall'Eucaristia la forza per la sua carità quotidiana. Sebbene non abbia ricevuto alcuna istruzione formale e sappia leggere solo rari testi spirituali, fra Mariano possiede una sapienza spirituale straordinaria. La sua reputazione di santità attira non solo i poveri e gli afflitti, ma anche sacerdoti e teologi che vengono a sollecitare i suoi consigli e le sue preghiere. Per diciassette anni vive accanto a un altro religioso esemplare, il venerabile Franceschino da Ghisoni, con il quale gareggia in virtù. Nel 1863, il suo esempio di vita santa e serena segna profondamente il giovane Giuseppe Oddi, venuto a fargli visita. Ispirato da fra Mariano, quest'ultimo entrerà più tardi tra i francescani di Bellegra con il nome di fra Diego da Vallinfreda (anch'egli beatificato). Il 23 maggio 1866, mentre è in preghiera ai piedi dell'altare, fra Mariano si accascia, gravemente malato. Riportato nella sua cella, presagisce la sua morte imminente e si prepara all'incontro con il Signore chiedendo i sacramenti. Si spegne serenamente il 31 maggio 1866, giorno della solennità del Corpus Domini, ripetendo la preghiera di san Francesco d'Assisi: «Mio Dio e mio tutto!».

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Il percorso di riconoscimento delle virtù e del miracolo di fra Mariano, culminato nella sua beatificazione da parte di Papa Giovanni Paolo II nel 1999.

    La causa di beatificazione di fra Mariano viene ufficialmente introdotta il 12 dicembre 1895 sotto il pontificato di Papa Leone XIII, conferendogli il titolo di Servo di Dio. Il 3 maggio 1923, Papa Pio XI firma il decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, dichiarandolo Venerabile. Il 6 aprile 1998, Papa Giovanni Paolo II approva ufficialmente un miracolo attribuito alla sua intercessione, ovvero la guarigione scientificamente inspiegabile di un bambino gravemente malato. Il 3 ottobre 1999, Papa Giovanni Paolo II presiede la celebrazione solenne della sua beatificazione in Piazza San Pietro in Vaticano, insieme a quella del suo successore spirituale alla portineria di Bellegra, fra Diego Oddi. La sua festa liturgica è fissata al 31 maggio nel Martirologio Romano, e celebrata il 30 maggio nell'Ordine Francescano così come nella sua diocesi d'origine di Sulmona-Valva.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    La spiritualità francescana di fra Mariano, incentrata sulla povertà, la Vergine Maria e l'Eucaristia, e la sua eredità di ospitalità.

    La spiritualità del beato Mariano da Roccacasale poggia sui pilastri fondamentali della tradizione francescana: l'amore per la povertà evangelica, una devozione filiale e tenera verso la Vergine Maria (che chiamava affettuosamente «la mamma mia») e un'adorazione fervente dell'Eucaristia. Durante la sua beatificazione, Papa Giovanni Paolo II lo ha presentato come un grande esempio di ospitalità e di pace, sottolineando che la sua vita semplice e umile mostra come i compiti più ordinari possano diventare un cammino di unione intima con Dio e di servizio generoso verso il prossimo. Le sue reliquie sono oggi conservate e venerate presso il Sacro Ritiro di Bellegra, che rimane un luogo di pellegrinaggio e di raccoglimento spirituale.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    I miracoli di Mariano da Roccacasale

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    Domande frequenti su Mariano da Roccacasale

    Chi era Mariano da Roccacasale?

    Frate francescano laico e portinaio nel convento di Bellegra, Mariano da Roccacasale è un modello di semplicità, povertà e accoglienza caritatevole dei poveri.

    Quali miracoli sono attribuiti a Mariano da Roccacasale?

    A questo santo sono attribuiti 1 miracoli, in particolare: Guarigione.

    Quali santi furono contemporanei di Mariano da Roccacasale?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.

    Quando morì Mariano da Roccacasale?

    Mariano da Roccacasale morì verso il 1866.

    Quali sono gli altri nomi di Mariano da Roccacasale?

    Altre forme del nome: Domenico Di Nicolantonio e Domenico De Arcangelo.

    Chi sono i familiari di Mariano da Roccacasale?

    Familiari di Mariano da Roccacasale: Gabriele di Nicolantonio (padre) e Santa D'Arcangelo (madre).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1866
    2. Beatificazione nel 1999 da parte di Giovanni Paolo II

    Citazioni

    • Mio Dio e mio tutto! https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQH5_4mbF4NKjPSagtch_csYrFhNQZMQTwKqRQJem6t5UNJGn_YlplMU45nqu7wGRjTRz99AHGJZz3D3dI7v2IPIHYYW4Ak6Nqm1-NyOfxlhCb1LK9SFdXAOOn4COhGvsxqNInOotxrch9_W