Anna Kolesárová
Anna Kolesárová (1928-1944) è stata una giovane laica slovacca, martire della purezza, uccisa da un soldato sovietico durante la Seconda guerra mondiale e beatificata nel 2018.
I suoi contemporanei
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Biografia
La vita di Anna Kolesárová, dalla sua nascita in Slovacchia al suo martirio eroico nel 1944 per preservare la sua purezza di fronte a un soldato sovietico.
Anna Kolesárová, soprannominata affettuosamente «Anka», nasce il 14 luglio 1928 nel piccolo villaggio di Vysoká nad Uhom, situato nell'est dell'attuale Slovacchia (allora in Cecoslovacchia), vicino al confine ucraino. È figlia di Ján Kolesár (soprannominato Hruška) e di Anna Kušnírová, agricoltori profondamente cattolici. Battezzata il giorno dopo la sua nascita, cresce in un ambiente familiare segnato da una fede viva e semplice.
All'età di dieci anni, la sua vita cambia con la morte prematura della madre. Nonostante la giovane età, Anna assume coraggiosamente la gestione della casa familiare, prendendosi cura del padre e del fratello maggiore, Michal. La sua quotidianità è divisa tra i duri lavori della fattoria e una vita spirituale intensa, nutrita dalla preghiera quotidiana e dalla partecipazione alla messa.
Il 22 novembre 1944, mentre la Seconda Guerra Mondiale volge al termine, il villaggio di Vysoká nad Uhom viene occupato dalle truppe dell'Armata Rossa sovietica. Per sfuggire alle violenze, la famiglia Kolesárová e diversi vicini si rifugiano nella cantina situata sotto la loro cucina. Un soldato sovietico ubriaco entra in casa e scopre il loro nascondiglio. Per placarlo e dimostrare le loro intenzioni pacifiche, il padre di Anna chiede alla figlia di uscire per preparargli da mangiare. Il soldato inizia allora a farle pressanti avances sessuali. Di fronte al rifiuto categorico della ragazza di sedici anni, che preferisce morire piuttosto che cedere ai suoi assalti e peccare, il soldato la minaccia di morte. Anna resta ferma nella sua decisione. Viene quindi uccisa da due colpi di arma da fuoco sotto gli occhi del padre e del fratello, pronunciando i nomi di Gesù, Maria e Giuseppe.
Vita e opera
La quotidianità semplice e la vita spirituale di Anna, segnata dalla dedizione familiare e dalla preghiera.
Sebbene Anna Kolesárová non abbia fondato alcuna istituzione né scritto opere teologiche, la sua «vita e opera» risiedono nella santità ordinaria della sua quotidianità e nella sua testimonianza eroica. La sua vita è quella di una giovane laica dedita alla sua famiglia e alla sua comunità parrocchiale. Dopo la morte della madre, divenne il pilastro della casa, svolgendo con cura e umiltà le faccende domestiche e agricole. La sua vita spirituale non era ostentata, ma profondamente radicata nei sacramenti. Aveva l'abitudine di recarsi ogni mattina in chiesa per assistere alla messa con le sue amiche e di recitare il rosario mentre lavorava. È questa preparazione spirituale continua, questa intimità con Dio coltivata giorno dopo giorno, che le ha dato la forza soprannaturale di affrontare il martirio al momento opportuno. La sua «opera» è dunque un modello di fedeltà laica e di purezza cristiana nel mezzo dei doveri ordinari della vita.
Cammino verso la santità
Il riconoscimento immediato del suo martirio, la censura sotto il regime comunista, poi la rinascita della sua devozione dopo il 1989.
Dopo la sua tragica morte, Anna Kolesárová viene immediatamente considerata una martire dalla popolazione locale. A causa delle circostanze della guerra, viene inizialmente sepolta in modo rapido e discreto. Il parroco della parrocchia vicina di Pavlovce nad Uhom, padre Anton Lukáč, annota nel registro parrocchiale accanto al suo nome la dicitura latina: «Hostia sanctae castitatis» (Vittima della santa castità). Tuttavia, con l'avvento del regime comunista in Cecoslovacchia dopo la guerra, la storia di Anna viene deliberatamente messa a tacere dalle autorità, poiché il suo assassino era un soldato dell'Armata Rossa liberatrice. Nonostante questa censura ufficiale, la sua memoria viene conservata clandestinamente dai fedeli e dai sacerdoti locali. Dopo la caduta del regime comunista nel 1989, la devozione verso Anna Kolesárová può finalmente esprimersi liberamente. A partire dal 1999, iniziano a organizzarsi pellegrinaggi regolari di giovani verso la sua tomba a Vysoká nad Uhom. L'inchiesta diocesana in vista della sua beatificazione viene ufficialmente aperta nell'arcidiocesi di Košice il 2 aprile 2005 e si chiude il 14 febbraio 2012.
Beatificazione e canonizzazione
Il riconoscimento ufficiale del suo martirio da parte di Papa Francesco e la sua solenne beatificazione a Košice nel 2018.
Il 6 marzo 2018, Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto che riconosce il martirio di Anna Kolesárová, uccisa in odio alla fede (in odium fidei) e per la difesa della sua castità (in defensum castitatis). La cerimonia di beatificazione è stata celebrata il 1° settembre 2018 presso lo stadio Lokomotíva di Košice, in Slovacchia. La messa è stata presieduta dal cardinale Giovanni Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, in rappresentanza di Papa Francesco, davanti a una folla di oltre 30.000 fedeli, tra cui moltissimi giovani. Le sue reliquie sono oggi venerate nella cattedrale di Sant'Elisabetta a Košice così come nella chiesa parrocchiale di Vysoká nad Uhom. La sua festa liturgica è fissata al 22 novembre (giorno della sua morte), mentre l'arcidiocesi di Košice la celebra il 20 novembre.
Spiritualità ed eredità
Il confronto con santa Maria Goretti, l'impatto della sua eredità sulla gioventù slovacca e l'incontro con papa Francesco nel 2021.
La spiritualità di Anna Kolesárová è spesso paragonata a quella di santa Maria Goretti, un'altra giovane martire della purezza. Papa Francesco stesso l'ha definita la «Maria Goretti slovacca» e un'«eroina dell'amore». La sua vita testimonia l'inestimabile valore della dignità umana, della castità e della fedeltà al Vangelo, anche a costo della propria vita.
La sua eredità è particolarmente viva tra la gioventù slovacca. A Vysoká nad Uhom è stato fondato in suo onore il centro pastorale «Domček» (la casetta). Questo luogo accoglie ogni anno migliaia di giovani per ritiri, incontri e momenti di preghiera incentrati sulla preparazione al matrimonio, sul valore della purezza e sulla crescita spirituale.
Nel settembre 2021, durante il suo viaggio apostolico in Slovacchia, papa Francesco ha incontrato i giovani proprio allo stadio Lokomotíva di Košice, il luogo stesso della beatificazione di Anna. Ha proposto nuovamente la giovane beata come modello di coraggio e di amore autentico, esortando i giovani a «sognare senza paura» e a non lasciare che la loro vita scorra semplicemente.
Domande frequenti su Anna Kolesárová
Chi era Anna Kolesárová?
Anna Kolesárová (1928-1944) è stata una giovane laica slovacca, martire della purezza, uccisa da un soldato sovietico durante la Seconda guerra mondiale e beatificata nel 2018.
Come è morto Anna Kolesárová?
Anna Kolesárová subì il martirio per la fede cristiana (20° secolo).
Quali santi furono contemporanei di Anna Kolesárová?
Tra i suoi contemporanei figurano: Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quali sono gli altri nomi di Anna Kolesárová?
Altre forme del nome: Anka.
Chi sono i familiari di Anna Kolesárová?
Familiari di Anna Kolesárová: Ján Kolesár (padre), Anna Kušnírová (madre) e Michal (fratello).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1944
- Beatificazione nel 2018 da parte di Francesco