19 maggio 20° secolo

Giuseppina Suriano

Giuseppina Suriano (1915-1950), soprannominata Pina, è una giovane laica siciliana attiva nell'Azione Cattolica, che si offrì come vittima d'amore per i sacerdoti.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    Sezioni di lettura: 5

    Vita 01 / 05

    Biografia

    Nascita e infanzia di Giuseppina Suriano a Partinico, la sua educazione e i suoi primi impegni religiosi.

    Giuseppina Suriano, affettuosamente chiamata «Pina», nasce il 18 febbraio 1915 a Partinico, un centro agricolo in provincia di Palermo, in Sicilia (Italia). È la figlia primogenita di Giuseppe Suriano e di Graziella Costantino, modesti ma pii agricoltori. Viene battezzata il 6 marzo 1915 nella chiesa parrocchiale di Maria SS. Annunziata. Fin dall'infanzia, Pina manifesta un temperamento dolce, obbediente e una precoce sensibilità religiosa. All'età di quattro anni (1919), inizia a frequentare l'asilo delle Suore Collegine di Sant'Antonio. Nel 1921 entra nella scuola comunale di Partinico, dove la sua maestra, Margherita Drago, nota e ammira le sue eccezionali virtù. Nel 1922 riceve in rapida successione i sacramenti della Penitenza, della Prima Comunione e della Confermazione. È anche in quell'anno che entra a far parte dell'Azione Cattolica, un impegno che strutturerà tutta la sua esistenza.

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    Vita e opera

    La sua dedizione all'interno dell'Azione Cattolica, il suo tentativo infruttuoso di entrare in religione e il suo voto privato di castità.

    L'Azione Cattolica diventa il fondamento spirituale e il motore dell'apostolato di Pina Suriano. Si impegna attivamente nella vita parrocchiale e diocesana sotto la guida del suo parroco e direttore spirituale, il canonico Antonio Cataldo. Dal 1939 al 1948, assume l'incarico di segretaria parrocchiale dell'Azione Cattolica e, dal 1945 al 1948, presiede la sezione delle Giovani di Azione Cattolica. Nel 1948, fonda l'associazione delle «Figlie di Maria» nella sua parrocchia, di cui assume la presidenza fino alla morte.

    Pina sente una profonda chiamata alla vita religiosa. Nel febbraio 1940, dopo aver finalmente ottenuto il consenso dei genitori, entra nell'Istituto delle Figlie di Sant'Anna a Palermo. Tuttavia, dopo soli otto giorni, un esame medico rivela un problema cardiaco che la costringe a lasciare la comunità e a tornare in famiglia.

    Nonostante questa delusione e la ferma opposizione di sua madre Graziella — che desidera vederla sposata e arriva a maltrattarla fisicamente o a rinchiuderla per impedirle di andare in chiesa —, Pina rimane incrollabile nella sua consacrazione interiore. Il 29 aprile 1932, con l'autorizzazione del suo direttore spirituale, emette un voto privato di castità che rinnova ogni mese, declinando con tatto tutte le proposte di matrimonio. Il 30 marzo 1948, insieme a tre compagne, si offre solennemente come vittima d'amore per la santificazione dei sacerdoti.

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    Cammino verso la santità

    La malattia di Pina, la sua morte precoce nel 1950, il fervore popolare durante i suoi funerali e l'apertura della sua causa di beatificazione.

    Nel marzo 1948, Pina inizia a soffrire di una forma grave di artrite reumatoide. Questa malattia cronica le causa intense sofferenze fisiche che sopporta con pazienza eroica e costante gioia spirituale, offrendole per la conversione dei peccatori e il sostegno del clero. Il 19 maggio 1950, mentre si prepara per andare a messa, viene stroncata da un infarto del miocardio, conseguenza diretta della sua patologia cardiaca e della sua artrite. Muore improvvisamente all'età di 35 anni. I suoi funerali vengono celebrati nella parrocchia del Rosario (Maria SS. del Rosario) a Partinico, in mezzo a una folla immensa che la considera già una santa. Viene inizialmente sepolta nella tomba di famiglia nel cimitero comunale. Il 18 maggio 1969, la sua salma viene traslata nella chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Partinico, divenuta oggi il Santuario Beata Pina Suriano. Durante questa traslazione, il suo braccio destro e la sua mano vengono ritrovati intatti (incorrutti) e sono ora conservati in un reliquiario separato. La causa di beatificazione viene ufficialmente aperta nell'arcidiocesi di Monreale il 6 marzo 1968 dall'arcivescovo Corrado Mingo, e l'inchiesta diocesana si chiude il 26 giugno 1975. Il 18 febbraio 1989, Papa Giovanni Paolo II promulga il decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, conferendole il titolo di Venerabile.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Il miracolo della preservazione di Isabella Mannone da una folgorazione e la solenne beatificazione di Pina Suriano nel 2004.

    La beatificazione di Pina Suriano è resa possibile grazie al riconoscimento di un miracolo avvenuto il 14 giugno 1992 a Marsala (provincia di Trapani, Sicilia). Una ragazza di 18 anni, Isabella Mannone, è vittima di una grave folgorazione nella sua vasca da bagno dopo la caduta accidentale di un asciugacapelli collegato alla presa nell'acqua. Mentre la ragazza perde conoscenza e sua madre, Maria Genna, subisce lei stessa una scarica nel tentativo di soccorrerla, quest'ultima invoca disperatamente la venerabile Pina Suriano. Isabella è miracolosamente e istantaneamente preservata da qualsiasi conseguenza mortale o grave legata a questa forte scarica elettrica.

    Dopo il parere favorevole della commissione medica il 15 maggio 2003, il Papa Giovanni Paolo II firma il decreto ufficiale che riconosce questo miracolo il 22 giugno 2004.

    Giuseppina Suriano è solennemente beatificata dal Papa Giovanni Paolo II il 5 settembre 2004 sull'esplanade di Montorso, vicino a Loreto (Italia), durante un grande raduno nazionale dell'Azione Cattolica Italiana. È elevata agli altari insieme ad Alberto Marvelli e al sacerdote spagnolo Pere Tarrés i Claret.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    La spiritualità di Pina Suriano basata sulla preghiera, l'azione e il sacrificio, e la sua offerta per la santificazione dei sacerdoti.

    La spiritualità di Pina Suriano poggia interamente sul trittico dell'Azione Cattolica: «Preghiera, Azione, Sacrificio». Ha saputo trasformare la sua vita di laica nubile nel mondo in un vero santuario di amore e di dono di sé. La sua devozione eucaristica quotidiana, la sua assidua meditazione della Parola di Dio e la sua fedeltà assoluta al magistero della Chiesa hanno nutrito il suo apostolato presso le giovani della sua parrocchia. La sua offerta come vittima per la santificazione dei sacerdoti rimane il vertice della sua eredità spirituale. Scriveva nelle sue note spirituali il suo desiderio di vivere e morire per Gesù, trovando nella sofferenza accettata un mezzo per unirsi più intimamente alla Passione di Cristo. È oggi venerata come modello di santità laicale quotidiana, mostrando che la perfezione cristiana è accessibile a tutti attraverso i doveri ordinari della vita.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Domande frequenti su Giuseppina Suriano

    Chi era Giuseppina Suriano?

    Giuseppina Suriano (1915-1950), soprannominata Pina, è una giovane laica siciliana attiva nell'Azione Cattolica, che si offrì come vittima d'amore per i sacerdoti.

    Quali santi furono contemporanei di Giuseppina Suriano?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.

    Quando morì Giuseppina Suriano?

    Giuseppina Suriano morì verso il 1950.

    Quali sono gli altri nomi di Giuseppina Suriano?

    Altre forme del nome: Pina Suriano e Pina.

    Chi sono i familiari di Giuseppina Suriano?

    Familiari di Giuseppina Suriano: Giuseppe Suriano (padre) e Graziella Costantino (madre).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1950
    2. Beatificazione nel 2004 da parte di Giovanni Paolo II