Maria Concepción Barrecheguren García
María de la Concepción Barrecheguren García (1905-1927), affettuosamente chiamata Conchita, è una giovane laica spagnola nota per la sua pietà e la sua eroica pazienza di fronte alla malattia.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nascita e infanzia di María de la Concepción Barrecheguren García a Granada, segnata da una salute fragile e da un'educazione cristiana.
María de la Concepción Barrecheguren García, affettuosamente chiamata «Conchita», nasce il 27 novembre 1905 a Granada, in Spagna. È figlia unica di Francisco Barrecheguren Montagut e di Concepción García Calvo, una coppia proveniente da famiglie benestanti e profondamente cristiane. Battezzata l'8 dicembre 1905, giorno della solennità dell'Immacolata Concezione, nella parrocchia del Sagrario della cattedrale di Granada, riceve il nome di María de la Concepción del Perpetuo Socorro. Fin dalla prima infanzia, la sua salute si rivela estremamente fragile. All'età di un anno e mezzo, contrae un'enterocolite acuta che mette in pericolo la sua vita; la sua guarigione improvvisa viene allora attribuita dai genitori all'intercessione di Nostra Signora di Lourdes. A causa di questa costituzione delicata, i medici consigliano di non mandarla a scuola. È suo padre, Francisco, a farsi carico personalmente della sua educazione intellettuale, morale e religiosa, assistito da due insegnanti. Conchita cresce così in un ambiente familiare protettivo e profondamente pio, sviluppando molto presto un'intensa vita di preghiera. Riceve il sacramento della confermazione il 13 maggio 1912 e fa la sua prima comunione durante la messa di mezzanotte di Natale dello stesso anno.
Vita e opera
La vita di pietà, di carità e di sofferenza di Conchita a Granada, di fronte alla malattia e alle prove familiari.
La vita di Conchita Barrecheguren è breve e discreta, trascorrendo quasi interamente nel contesto familiare di Granada. Sebbene avesse nutrito fin dalla più tenera età il desiderio di consacrarsi a Dio entrando nel Carmelo, la sua salute cagionevole ostacola questo progetto di vita religiosa. Nel 1917, all'età di dodici anni, le viene diagnosticata una grave infiammazione intestinale che le impone un regime alimentare molto rigoroso e le causa vive sofferenze, che accetta con eroica pazienza.
Non potendo entrare in convento, Conchita si impegna attivamente in una vita di pietà e di carità dalla propria casa. Si unisce all'Arciconfraternita di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso e si associa a diverse opere di devozione. Dedica diverse ore al giorno alla preghiera, recita il rosario, l'Ufficio della Vergine e la Via Crucis. Insegna inoltre il catechismo alle domestiche della sua famiglia, confeziona vestiti per i poveri e prepara paramenti liturgici per le chiese locali.
Nell'ottobre 1926, dopo un pellegrinaggio a Lisieux sulla tomba di santa Teresa del Bambin Gesù, Conchita inizia a soffrire di una raucedine persistente. È il primo sintomo della tubercolosi. Per tentare di frenare la malattia, i medici consigliano di trasferirla nel «Carmen» familiare, una villa situata vicino ai boschi dell'Alhambra, affinché benefici dell'aria pura della Sierra Nevada. Nonostante le cure e la dedizione di suo padre, la malattia progredisce inesorabilmente. A questa prova fisica si aggiunge una profonda sofferenza morale: sua madre, Concepción, colpita da una grave malattia mentale, deve essere internata in un istituto specializzato. Conchita offre tutte le sue sofferenze per la salvezza delle anime e per la Chiesa. Si spegne il 13 maggio 1927, all'età di 21 anni.
Cammino verso la santità
La reputazione di santità di Conchita dopo la sua morte e l'apertura della sua causa di beatificazione, parallelamente a quella di suo padre.
La reputazione di santità di Conchita Barrecheguren si diffonde rapidamente dopo la sua morte, non solo a Granada ma anche in tutta la Spagna e oltre. La sua tomba, situata nel santuario di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso a Granada, diventa un luogo di pellegrinaggio e di preghiera costante. La causa di beatificazione viene ufficialmente aperta il 21 settembre 1938 dall'arcidiocesi di Granada. Dopo una lunga fase di inchiesta diocesana e l'esame dei suoi scritti, la causa viene trasmessa a Roma. Il 5 maggio 2020, papa Francesco riconosce l'eroicità delle sue virtù e la dichiara Venerabile. Fatto notevole, suo padre, Francisco Barrecheguren Montagut — che, dopo essere rimasto vedovo nel 1937, era entrato tra i Missionari Redentoristi ed era stato ordinato sacerdote —, viene dichiarato Venerabile da papa Francesco lo stesso giorno.
Beatificazione e canonizzazione
Il riconoscimento di un miracolo di guarigione nel 2014 e la celebrazione della sua beatificazione nel 2023 a Granada.
La beatificazione di Conchita Barrecheguren è stata resa possibile grazie al riconoscimento di un miracolo avvenuto nel 2014 nella diocesi di Orihuela-Alicante, in Spagna. Si tratta della guarigione scientificamente inspiegabile di una bambina (di età compresa tra i 16 mesi e i 2 anni secondo i rapporti), colpita da un grave shock tossico causato dallo streptococco di gruppo A, che aveva provocato un'insufficienza multiorgano. Dopo che i familiari della bambina hanno invocato l'intercessione di Conchita attraverso una novena, la piccola ha recuperato una salute perfetta.
Il decreto che riconosce questo miracolo è stato promulgato da Papa Francesco il 21 maggio 2022. La cerimonia di beatificazione è stata celebrata il 6 maggio 2023 nella cattedrale di Granada dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, in rappresentanza del sommo pontefice.
Spiritualità ed eredità
Una spiritualità eucaristica e mariana, segnata dall'accettazione della sofferenza, che offre un modello per i laici e le famiglie.
La spiritualità della beata Conchita Barrecheguren è profondamente eucaristica, mariana e segnata dall'accettazione gioiosa della sofferenza al seguito di Cristo crocifisso. Fin dall'infanzia, esprime il suo desiderio di unione intima con Dio attraverso note personali. Scrive in particolare: «Il mio amore sarà un Dio crocifisso, le mie armi la preghiera, la mia forza l'Eucaristia».\n\nLa sua eredità risiede nella sua testimonianza di fede vissuta nel cuore della malattia e della fragilità umana. Mostra che la santità è accessibile ai laici attraverso il compimento straordinario dei doveri ordinari della vita quotidiana. Il suo legame spirituale unico con il padre, entrambi impegnati sul cammino della santità, offre inoltre un modello ispiratore per le famiglie cristiane contemporanee.
Il soprannaturale nella sua vita
I miracoli di Maria Concepción Barrecheguren García
Domande frequenti su Maria Concepción Barrecheguren García
Chi era Maria Concepción Barrecheguren García?
María de la Concepción Barrecheguren García (1905-1927), affettuosamente chiamata Conchita, è una giovane laica spagnola nota per la sua pietà e la sua eroica pazienza di fronte alla malattia.
Quali miracoli sono attribuiti a Maria Concepción Barrecheguren García?
A questo santo sono attribuiti 1 miracoli, in particolare: Guarigione.
Quali santi furono contemporanei di Maria Concepción Barrecheguren García?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paola di Gesù Gil Cano, Candida Maria di Gesù, Bernardo Maria di Gesù e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Maria Concepción Barrecheguren García?
Maria Concepción Barrecheguren García morì verso il 1927.
Quali sono gli altri nomi di Maria Concepción Barrecheguren García?
Altre forme del nome: Conchita e María de la Concepción del Perpetuo Socorro.
Chi sono i familiari di Maria Concepción Barrecheguren García?
Familiari di Maria Concepción Barrecheguren García: Francisco Barrecheguren Montagut (padre) e Concepción García Calvo (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1901-1927
- Beatificazione nel 2023 da parte di Francesco
Citazioni
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Il mio amore sarà un Dio crocifisso, le mie armi la preghiera, la mia forza l'Eucaristia
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