Celestina Bottego
Fondatrice della Società Missionaria di Maria (Missionarie Saveriane), Celestina Bottego ha consacrato la sua vita alle missioni e all'abbandono fiducioso alla volontà divina.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nascita negli Stati Uniti, giovinezza nel Montana, poi ritorno in Italia a Parma dove diventa insegnante di inglese e oblata benedettina.
Celestina Bottego nasce il 20 dicembre 1895 a Glendale, nello Stato dell'Ohio, negli Stati Uniti. È la seconda dei tre figli di Giambattista Bottego, un emigrato italiano originario di Parma, e di Mary Healy, un'emigrata irlandese. È inoltre nipote dell'esploratore parmense Vittorio Bottego. Trascorre la sua infanzia e adolescenza a Butte, nel Montana, fino all'età di 15 anni.
Nel 1897, la tragica morte dello zio Vittorio in Africa spinge il padre a tornare in Italia per occuparsi dei genitori anziani. Parte dapprima con gli altri due figli, Maria e Vittorio. Celestina e la madre li raggiungono a Parma alla fine dell'estate del 1910.
A Parma, Celestina prosegue gli studi e ottiene all'Università di Pisa l'abilitazione per insegnare la lingua inglese. Insegna inglese per oltre vent'anni in diverse scuole pubbliche di Parma, in particolare al Ginnasio Romagnoli a partire dal 1924, poi all'Istituto Tecnico Macedonio Melloni a partire dal 1933.
Durante la giovinezza, approfondisce la sua vita spirituale sotto la guida dell'abate benedettino Emanuele Caronti. Il 27 aprile 1922, diventa oblata benedettina con il nome di Gertrude. Si impegna attivamente nell'Azione Cattolica diocesana e si dedica alle opere di carità, in particolare presso le famiglie più povere della periferia di Parma (il quartiere di San Lazzaro). Nel 1935, inizia a insegnare inglese ai giovani missionari della Pia Società di San Francesco Saverio per le Missioni (i Missionari Saveriani). Nel 1936, compie un soggiorno di alcuni mesi in India per far visita alla sorella maggiore Maria, divenuta missionaria francescana di Maria, il che rafforza la sua sensibilità per le missioni.
Vita e opera
Fondazione della Società Missionaria di Maria (Missionarie Saveriane) in collaborazione con padre Giacomo Spagnolo.
L'opera maggiore di Celestina Bottego è la fondazione della Società Missionaria di Maria (le Missionarie Saveriane). Nel 1943, il padre saveriano Giacomo Spagnolo le propone di collaborare alla creazione di un ramo femminile della sua congregazione, un progetto un tempo desiderato dal fondatore dei Saveriani, san Guido Maria Conforti, ma mai realizzato. Celestina, allora quasi cinquantenne, rifiuta inizialmente, non sentendosi all'altezza di un tale compito. La svolta decisiva avviene nella Pasqua del 1944. Padre Spagnolo le invia un biglietto d'auguri raffigurante il Crocifisso di Velázquez con una sola parola scritta sul retro: «Tutto». Questa parola sconvolge Celestina, che vi vede una chiamata a un dono totale di sé. Il 24 maggio 1944, mentre partecipa agli esercizi spirituali predicati da padre Spagnolo a Capriglio (dove la comunità si era rifugiata per sfuggire ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale), pronuncia il suo «sì» definitivo. La nuova congregazione, la Società Missionaria di Maria (Missionarie Saveriane), nasce ufficialmente nel 1945, alla fine della guerra. Celestina dona la propria casa di famiglia (Villa Bottego, situata in via Omero a Parma) per farne la casa madre dell'istituto. Diventa la prima superiora generale (chiamata affettuosamente «la Madre») della congregazione. Sotto la sua guida, l'istituto si sviluppa rapidamente e si apre alle missioni internazionali. Le prime suore partono per gli Stati Uniti nel 1954, poi per il Brasile nel 1957, per il Giappone nel 1959 e per il Congo nel 1960. La congregazione viene eretta in istituto di diritto diocesano dal vescovo di Parma, monsignor Evasio Colli, il 2 luglio 1955, e riceve il decreto di lode dalla Santa Sede (Propaganda Fide) il 12 novembre 1964. Nel 1966, durante il primo capitolo generale della congregazione, Celestina Bottego sceglie di dimettersi dalla carica di superiora generale per lasciare il posto a religiose più giovani, pur rimanendo una figura spirituale di riferimento per le sue suore.
Cammino verso la santità
Umile ritiro all'interno della sua comunità, decesso nel 1980 e apertura della causa di beatificazione.
Dopo aver lasciato le sue funzioni di superiora, Celestina Bottego continua a vivere umilmente all'interno della sua comunità, dedicandosi alla preghiera, alla corrispondenza con le sue sorelle in missione e all'accoglienza dei visitatori.
Muore di cancro al seno il 20 agosto 1980 a San Lazzaro, un quartiere di Parma, all'età di 84 anni. I suoi resti mortali riposano nel cimitero «La Villetta» di Parma, nella tomba della famiglia Bottego.
La reputazione di santità di Celestina Bottego, già forte durante la sua vita, conduce all'apertura della sua causa di beatificazione e canonizzazione a livello diocesano a Parma.
Beatificazione e canonizzazione
Dichiarazione delle sue virtù eroiche da parte di Papa Francesco nel 2013, conferendole il titolo di venerabile.
La fase diocesana dell'inchiesta sulle sue virtù eroiche si è conclusa con successo e il dossier è stato trasmesso a Roma, alla Congregazione delle Cause dei Santi.
Il 31 ottobre 2013, Papa Francesco autorizza la promulgazione del decreto che riconosce le virtù eroiche di Celestina Bottego, dichiarandola così «venerabile».
Affinché sia beatificata, la Chiesa cattolica richiede il riconoscimento ufficiale di un miracolo attribuito alla sua intercessione. Ad oggi, conserva lo status di venerabile.
Spiritualità ed eredità
Spiritualità dell'abbandono e della Visitazione, ed espansione mondiale della congregazione.
La spiritualità di Celestina Bottego è profondamente segnata dall'abbandono fiducioso alla volontà divina e dal mistero della Visitazione. Amava ripetere alle sue suore questa massima spirituale: «Lascia un po' di spazio all'onnipotenza di Dio».\n\nIl mistero della Visitazione della Vergine Maria alla cugina Elisabetta è diventato l'icona spirituale della congregazione. Per Celestina e padre Spagnolo, la missionaria deve essere come Maria: umile, discreta, portando Gesù in sé e andando incontro agli altri con premura e carità. È per questo che le Missionarie di Maria - Saveriane non hanno un abito religioso formale (indossano un abito laico semplice) al fine di favorire contatti fraterni e semplici con tutte le popolazioni. Padre Spagnolo diceva loro: «Che l'amore sia il vostro abito».\n\nOggi, la congregazione delle Missionarie di Maria - Saveriane conta circa 250 religiose presenti in diversi paesi del mondo, in particolare in Italia, Brasile, Messico, Repubblica Democratica del Congo, Burundi, Camerun, Ciad, Giappone, Thailandia e Stati Uniti.
Domande frequenti su Celestina Bottego
Chi era Celestina Bottego?
Fondatrice della Società Missionaria di Maria (Missionarie Saveriane), Celestina Bottego ha consacrato la sua vita alle missioni e all'abbandono fiducioso alla volontà divina.
Quali santi furono contemporanei di Celestina Bottego?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Celestina Bottego?
Celestina Bottego morì verso il 1980.
Quali sono gli altri nomi di Celestina Bottego?
Altre forme del nome: Gertrude.
Chi sono i familiari di Celestina Bottego?
Familiari di Celestina Bottego: Giambattista Bottego (padre), Mary Healy (madre), Vittorio Bottego (zio), Maria Bottego (sorella) e Vittorio Bottego (fratello).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1895-1980
- Decreto di venerabilità di Francesco
Citazioni
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Lascia un po' di spazio all'onnipotenza di Dio
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Che l'amore sia il vostro abito
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