30 marzo 19° secolo

Brigida Maria Postorino

Fondatrice dell'Istituto delle Figlie di Maria Immacolata, Brigida Maria Postorino ha consacrato la sua vita all'educazione dei bambini poveri e all'assistenza dei bisognosi.

Cronologia

I suoi contemporanei

Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.

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    Sezioni di lettura: 5

    Vita 01 / 05

    Biografia

    Nascita e giovinezza di Brigida Maria Postorino a Catona, la sua precoce pietà e le sue prime iniziative educative per i bambini poveri.

    Brigida Maria Postorino nasce il 19 novembre 1865 a Catona, una località del comune di Reggio Calabria, in Italia. Proveniente da una famiglia benestante e profondamente cristiana, è figlia di Giuseppe Postorino e di Francesca Marra. Viene battezzata il giorno successivo alla nascita da suo zio materno, l'abate Matteo Marra. Fin dalla più tenera età, manifesta una precoce pietà e un ardente desiderio di consacrarsi a Dio. All'età di nove anni, nel 1874, entra a far parte della Pia Unione delle Figlie di Maria. Dopo aver proseguito gli studi presso il collegio «San Gaetano» di Reggio Calabria e aver ottenuto il diploma di maestra, Brigida Maria ritorna a Catona. Animata da un profondo spirito di carità, apre una scuola gratuita nella casa paterna per istruire i bambini poveri ed emarginati del suo quartiere. Divenuta presidente della Pia Unione locale, opera sotto la direzione spirituale del canonico Domenico Scopelliti, futuro vescovo di Oppido Mamertina-Palmi.

    Fondazione 02 / 05

    Vita e opera

    Fondazione dell'Istituto delle Figlie di Maria Immacolata, le prove del terremoto del 1908, la ricostruzione e l'espansione della congregazione.

    Il 6 novembre 1898, Brigida Maria Postorino compì un passo decisivo. Con otto compagne provenienti dalla Pia Unione, lasciò la propria famiglia per fondare l'Istituto delle Figlie di Maria Immacolata (i cui membri sono comunemente chiamate «Immacolatine»). Insediatesi in una casa comune a Catona, che divenne la casa madre della nuova congregazione, le suore fecero atto di fedeltà alla Vergine Maria lo stesso giorno, alla presenza di monsignor Cristoforo Assumma, vicario generale dell'arcidiocesi. Sostenuta dall'arcivescovo di Reggio Calabria, il cardinale Gennaro Portanova, la giovane comunità ricevette l'approvazione diocesana il 26 aprile 1901. L'istituto si sviluppò rapidamente: tra il 1898 e il 1908 furono aperte dieci case religiose per l'educazione dei giovani e l'assistenza ai più bisognosi. Tuttavia, il 28 dicembre 1908, un terribile terremoto devastò le province di Messina e Reggio Calabria. Questa catastrofe distrusse l'integralità delle dieci case dell'istituto e costò la vita a ventiquattro suore e novizie. Brigida Maria perse anche i suoi genitori in questo dramma. Nonostante questa immensa prova, rifiutò di lasciarsi abbattere. Il 27 gennaio 1909, fu ricevuta in udienza privata da papa san Pio X, che le offrì un sostegno finanziario personale e le promise il riconoscimento della sua opera. Il 30 luglio 1909, il sommo pontefice concesse all'istituto il decreto di lode (Decretum laudis), ponendolo sotto la giurisdizione diretta della Santa Sede. Sotto il pontificato di Benedetto XV, la congregazione ottenne il riconoscimento pontificio definitivo. Le case distrutte furono ricostruite e nuove fondazioni furono stabilite, in particolare a Roma nel 1925 in occasione dell'Anno Santo. Brigida Maria redasse le Costituzioni dell'istituto, che furono ufficialmente approvate da papa Pio XII nel 1957. Nominata superiora generale a vita, scelse tuttavia di cedere il governo dell'istituto nel 1936 a causa della sua salute declinante, lasciando il posto a suor Ermelinda Interlandi. Sebbene papa Pio XI l'avesse incoraggiata per iscritto a conservare la sua carica, ella si ritirò. Nel 1942, di fronte a una crisi interna, accettò di essere rieletta superiora generale, prima di lasciare definitivamente le sue funzioni nel 1943 per ritirarsi nella casa di Frascati, vicino a Roma.

    other 03 / 05

    Cammino verso la santità

    Offerta spirituale delle sue sofferenze, vita di preghiera e di nascondimento a Frascati fino alla morte nel 1960.

    La vita di Brigida Maria Postorino è segnata da una profonda unione alle sofferenze di Cristo. Nel novembre 1921, si offre a Gesù come vittima d'amore, affidandogli i suoi dolori fisici e interiori. La sua salute fragile è per lei una costante occasione di offerta spirituale. Nel 1934, subisce un'operazione chirurgica che sceglie di affrontare senza anestesia per provare, secondo le sue stesse parole, «un po' i dolori di Gesù». Trascorre gli ultimi anni della sua vita nel silenzio, nella preghiera e nel nascondimento all'interno della comunità di Frascati. Lì segue con gioia l'espansione missionaria del suo istituto all'estero, in particolare in Argentina, in Brasile e in Africa. Si spegne serenamente il 30 marzo 1960 a Frascati, all'età di 94 anni.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Apertura della causa di canonizzazione nel 1985 e riconoscimento dell'eroicità delle sue virtù da parte di Papa Francesco nel 2015.

    Il processo di canonizzazione di Brigida Maria Postorino si apre ufficialmente il 30 marzo 1985 a Frascati, giorno del 25° anniversario della sua morte, conferendole il titolo di Serva di Dio. L'inchiesta diocesana viene chiusa il 30 marzo 1987. Il 5 maggio 2015, Papa Francesco autorizza la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, dichiarandola ufficialmente Venerabile.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    Il motto «Tutto in Dio», l'equilibrio tra contemplazione e azione, e l'espansione internazionale dell'istituto.

    La spiritualità di Brigida Maria Postorino poggia interamente sul motto che diede al suo istituto: «Tutto in Dio». Ella concepiva la vita religiosa come una perfetta armonia tra la contemplazione e l'azione caritatevole, scrivendo nelle sue Costituzioni: «Bisogna dare a Cristo il cuore e il braccio, e chi volesse dare l'uno senza l'altro mancherebbe il fine dell'Istituto. Che l'orazione con la vita interiore sia il cuore; che le occupazioni esterne, gli uffici di carità e di misericordia da esercitare quotidianamente presso la gioventù, siano il braccio». Oggi, le Figlie di Maria Immacolata proseguono questa duplice missione di educazione e di assistenza ai poveri e agli emarginati. L'istituto è presente in Italia, ma si è anche dispiegato a livello internazionale: in Argentina, in Brasile, negli Stati Uniti (New York) e in Africa (Burkina Faso, Costa d'Avorio, Togo). Nel 1977, l'associazione degli Amici di Maria Immacolata (A.M.I.) è stata creata per associare i laici alla loro opera. L'istituto annovera un'altra figura di santità riconosciuta: la venerabile Maria Francesca Giannetto (1902-1930), entrata nella congregazione nel 1922 e dichiarata venerabile da papa Francesco nel 2020.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Domande frequenti su Brigida Maria Postorino

    Chi era Brigida Maria Postorino?

    Fondatrice dell'Istituto delle Figlie di Maria Immacolata, Brigida Maria Postorino ha consacrato la sua vita all'educazione dei bambini poveri e all'assistenza dei bisognosi.

    Quali santi furono contemporanei di Brigida Maria Postorino?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.

    Quando morì Brigida Maria Postorino?

    Brigida Maria Postorino morì verso il 1865.

    Chi sono i familiari di Brigida Maria Postorino?

    Familiari di Brigida Maria Postorino: Giuseppe Postorino (padre), Francesca Marra (madre) e Matteo Marra (zio materno).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1865-1960
    2. Decreto di venerabilità di Francesco

    Citazioni

    • Bisogna dare a Cristo il cuore e il braccio, e chi volesse dare l'uno senza l'altro mancherebbe il fine dell'Istituto. Che l'orazione con la vita interiore sia il cuore; che le occupazioni esterne, gli uffici di carità e di misericordia da esercitare quotidianamente presso la gioventù, siano il braccio. https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQEtzg6P_IE8zNP8BCyqyuqODgswzbmkbMlrNkMG1JiSWarY0XjBAN9PJPHsaUPnpOx5lS3snbI7HQFAAf1g7KGeiXbYCPyK5wpJ9tLHXU6if6cENdpEEvaTbrb5cORB19tfQuHCCxuyU5hRww==