Carlo Bascapè
Carlo Bascapè (1550-1615) è stato un vescovo barnabita italiano, stretto collaboratore di san Carlo Borromeo e figura chiave della Riforma cattolica a Novara. È stato dichiarato venerabile nel 2005.
I suoi contemporanei
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Biografia
La vita di Carlo Bascapè, dalla nascita a Melegnano all'episcopato a Novara, passando per il suo impegno accanto a san Carlo Borromeo e l'ingresso tra i Barnabiti.
Giovanni Francesco Bascapè nasce il 25 ottobre 1550 a Melegnano (allora chiamato Marignano), vicino a Milano, in una famiglia della nobiltà lombarda. Dopo aver studiato le discipline umanistiche e le lingue classiche a Milano, si iscrive a giurisprudenza all'Università di Pavia nel 1568. Vi ottiene brillantemente il dottorato in diritto civile ed ecclesiastico nel 1574. Rinunciando a una promettente carriera giuridica, sceglie di consacrarsi alla Chiesa e si mette a disposizione dell'arcivescovo di Milano, san Carlo Borromeo. Nominato canonico onorario della cattedrale di Milano, riceve gli ordini minori nella primavera del 1575, per poi essere ordinato sacerdote il 29 luglio 1576. Durante lo stesso anno, assiste attivamente l'arcivescovo nel corso della terribile epidemia di peste che devasta la città. Desideroso di abbracciare una vita religiosa più rigorosa, entra nel noviziato dei Barnabiti (Chierici Regolari di San Paolo) nel marzo 1578. Al momento della vestizione, cambia il suo nome di battesimo in «Carlo», in omaggio al suo mentore e protettore. Pronuncia i voti solenni l'8 maggio 1579. Nel 1580, san Carlo Borromeo lo invia in missione diplomatica a Madrid presso il re Filippo II di Spagna per placare le tensioni politiche con la corona spagnola, missione che compie con successo. All'interno del suo ordine, assume rapidamente incarichi di primo piano e viene eletto Superiore generale dei Barnabiti nel 1586, funzione nella quale viene riconfermato a più riprese. L'8 febbraio 1593, papa Clemente VIII lo nomina vescovo di Novara. Riceve la consacrazione episcopale il 24 febbraio 1593 dalle mani del cardinale Ludovico de Torres. Governa la sua diocesi con zelo instancabile fino alla morte, avvenuta il 6 ottobre 1615 a Novara. È sepolto nella chiesa di San Marco a Novara.
Vita e opera
L'opera riformatrice di Carlo Bascapè come Superiore generale dei Barnabiti e vescovo di Novara, nonché i suoi contributi artistici, sociali e storici.
In qualità di Superiore generale dei Barnabiti, Carlo Bascapè svolge un ruolo storico di primo piano redigendo e codificando le Costituzioni definitive della sua congregazione, così come quelle del ramo femminile, le Angeliche, sotto la diretta supervisione di san Carlo Borromeo. Una volta insediatosi sulla cattedra episcopale di Novara nel 1593, si impone come una delle figure più significative della Riforma tridentina (Controriforma) nell'Italia settentrionale. Applica con rigore i decreti del Concilio di Trento per riformare la disciplina ecclesiastica e i costumi dei fedeli. Per assicurare la formazione e la santificazione del suo clero, fonda la congregazione diocesana degli Oblati dei Santi Gaudenzio e Carlo. La sua attività pastorale è immensa: compie personalmente due visite complete alle 260 parrocchie del suo vasto diocesi, annotando le sue osservazioni in 51 volumi di rapporti. Convoca inoltre tre sinodi diocesani per promulgare riforme legislative locali. Carlo Bascapè è anche un grande promotore dell'arte sacra e della devozione popolare. Dà un impulso decisivo alla sistemazione dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, in particolare il Sacro Monte di Varallo e il Sacro Monte d'Orta. Sostiene attivamente la costruzione del primo santuario della Madonna del Sangue a Re. Sul piano sociale, fonda nel 1599 l'istituzione «Santa Lucia» a Novara per l'accoglienza e l'educazione dei minori in difficoltà. Scrittore e storico rigoroso, pubblica nel 1592 la prima biografia di san Carlo Borromeo, De vita et rebus gestis Caroli... (edita a Ingolstadt), e lavora attivamente alla sua canonizzazione, ottenuta nel 1610. La sua opera storica maggiore, Novaria seu De ecclesia novariensi (1612), rimane un riferimento fondamentale per la storia religiosa e topografica della regione.
Cammino verso la santità
Lo sviluppo della reputazione di santità di Carlo Bascapè dopo la sua morte e le tappe del suo processo diocesano nel XX secolo.
Alla sua morte nel 1615, Carlo Bascapè lascia una profonda reputazione di santità tra il popolo e il clero di Novara. Tuttavia, l'introduzione ufficiale della sua causa di beatificazione è ritardata di diversi secoli. La causa viene rilanciata in modo decisivo a metà del XX secolo nella diocesi di Novara. L'11 febbraio 1952, un decreto ufficiale costituisce la commissione storica incaricata di raccogliere e studiare l'insieme dei suoi scritti. Il processo diocesano ordinario è ufficialmente aperto il 10 maggio 1966. Dopo lunghi anni di indagini sulla sua vita, le sue virtù e la sua reputazione di santità, il processo diocesano è chiuso il 4 dicembre 1976, e gli atti sono trasmessi a Roma per l'esame da parte della Congregazione per le Cause dei Santi.
Beatificazione e canonizzazione
Il riconoscimento delle virtù eroiche di Carlo Bascapè da parte di Papa Benedetto XVI nel 2005, che gli ha conferito il titolo di venerabile.
Il 19 dicembre 2005, Papa Benedetto XVI riceve in udienza privata il cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Durante tale udienza, il Sommo Pontefice autorizza la promulgazione del decreto che riconosce le virtù eroiche del servo di Dio Carlo Bascapè, conferendogli così ufficialmente il titolo di Venerabile. Le sue reliquie, conservate a Novara, sono state deposte in una nuova urna ai piedi dell'altare di San Carlo nella chiesa di San Marco, dove sono esposte alla venerazione pubblica dei fedeli. Affinché Carlo Bascapè sia proclamato beato, la causa richiede il riconoscimento ufficiale da parte della Santa Sede di un miracolo attribuito alla sua intercessione. Ad oggi, nessun decreto di miracolo è stato ancora promulgato e la causa rimane in attesa di tale passaggio.
Spiritualità ed eredità
La spiritualità di Carlo Bascapè, profondamente influenzata da san Carlo Borromeo e dalla tradizione barnabita, e la perennità della sua eredità pastorale e sociale.
La spiritualità di Carlo Bascapè è profondamente segnata dall'esempio di san Carlo Borromeo, di cui fu il discepolo più vicino, sforzandosi di imitarne il rigoroso ascetismo, la carità pastorale e la dedizione assoluta alla salvezza delle anime. Essa si radica inoltre nella tradizione paolina propria dei Barnabiti, caratterizzata da una rigorosa disciplina di vita, una profonda devozione eucaristica e uno zelo missionario. La sua eredità è particolarmente viva nella diocesi di Novara, che egli ha profondamente strutturato e segnato con la sua impronta pastorale. L'istituzione «Santa Lucia», da lui cofondata nel 1599, prosegue ancora oggi la sua missione di accoglienza dei minori in difficoltà a Novara, testimoniando la perennità della sua opera sociale. Inoltre, i suoi scritti storici e pastorali, in particolare la sua biografia di san Carlo Borromeo e la sua monografia Novaria, continuano ad essere studiati dagli storici come testimonianze fondamentali dell'applicazione della Riforma cattolica in Italia.
Domande frequenti su Carlo Bascapè
Chi era Carlo Bascapè?
Carlo Bascapè (1550-1615) è stato un vescovo barnabita italiano, stretto collaboratore di san Carlo Borromeo e figura chiave della Riforma cattolica a Novara. È stato dichiarato venerabile nel 2005.
Quali santi furono contemporanei di Carlo Bascapè?
Tra i suoi contemporanei figurano: Beato Giovanni di Gesù Maria, Ana de Jesús, Venerabile Anna di Gesù e San Francesco di Sales (Vescovo e Principe di Ginevra).
Quando morì Carlo Bascapè?
Carlo Bascapè morì verso il 1550.
Quali sono gli altri nomi di Carlo Bascapè?
Altre forme del nome: Giovanni Francesco Bascapè e Carlo Bescapè.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1550-1615
- Decreto di venerabilità di Benedetto XVI