Enrico Beretta
Il venerabile Enrico Beretta (padre Alberto), fratello di santa Gianna Beretta Molla, fu un sacerdote cappuccino e medico italiano che consacrò trentatré anni della sua vita ai poveri e ai lebbrosi del Brasile.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nato a Milano in una famiglia profondamente cristiana, Enrico Beretta studia medicina prima di diventare sacerdote cappuccino con il nome di padre Alberto Maria.
Enrico Beretta nasce a Milano il 28 agosto 1916, all'interno di una famiglia di tredici figli, otto dei quali raggiungono l'età adulta, tra cui si distinguerà sua sorella, santa Gianna Beretta Molla. I suoi genitori, terziari francescani, gli trasmettono una fede solida. Enrico intraprende gli studi di medicina a Milano, ottenendo la laurea nel luglio 1942. Durante la Seconda Guerra Mondiale, per sfuggire all'arruolamento forzato della Repubblica di Salò, si rifugia in Svizzera. Lì prosegue la sua specializzazione medica a Zofingen e inizia gli studi di teologia a Friburgo. Dopo la guerra, un incontro significativo con san Padre Pio a San Giovanni Rotondo conferma la sua vocazione missionaria. Nel 1945, viene accolto come oblato presso i Cappuccini di Milano. Veste l'abito francescano nel febbraio 1948, prendendo il nome di frate Alberto Maria in omaggio ai suoi genitori. Ordinato sacerdote il 13 marzo 1948 dal cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, si prepara a partire per il Brasile. Dopo trentatré anni di missione e vent'anni di una dolorosa malattia accettata con serenità, si spegne a Bergamo il 10 agosto 2001.
Vita e opera
Inviato in missione in Brasile, padre Alberto Maria Beretta fonda un ospedale a Grajaú e si dedica anima e corpo alla cura dei più bisognosi e dei lebbrosi.
Nel 1949, padre Alberto Maria sbarca a Grajaú, nello Stato del Maranhão in Brasile, una regione allora totalmente priva di assistenza medica. Per esercitare legalmente, deve prima far convalidare la sua laurea in medicina a Porto Alegre. Con l'aiuto di suo fratello Francesco, ingegnere civile, intraprende la costruzione dell'ospedale diocesano San Francesco d'Assisi, che viene inaugurato nel 1964. È anche in quell'anno, il 16 agosto, che pronuncia i suoi voti perpetui come cappuccino. Per oltre tre decenni, porta avanti contemporaneamente il suo ministero sacerdotale e la sua professione di medico. Soprannominato il «medico santo», percorre instancabilmente i villaggi remoti per curare i corpi e celebrare la messa. Sensibile alla sofferenza degli esclusi, si impegna particolarmente a favore dei lebbrosi. Promuove la creazione della Villa San Marino, un centro di accoglienza e di cura per i malati di hanseniasi (la lebbra), inaugurato nel 1971. Per lui, curare i malati era un modo di toccare il corpo di Cristo, ripetendo spesso che il vero medico era il Signore.
Cammino verso la santità
Colpito da un ictus nel 1981, padre Alberto vive gli ultimi vent'anni della sua vita nel silenzio e nella paralisi, offrendo le sue sofferenze nella preghiera.
Il giorno di Natale del 1981, la vita attiva di padre Alberto viene brutalmente interrotta da una grave emorragia cerebrale. Rimpatriato in Italia nel gennaio 1982, trascorre gli ultimi vent'anni della sua esistenza gravemente disabile, avendo perso l'uso della parola e gran parte della mobilità. Questo missionario un tempo così attivo accetta questo lungo calvario con una dolcezza e una rassegnazione eroiche. Ospitato principalmente presso suo fratello, padre Giuseppe, o nell'infermeria dei Cappuccini di Bergamo, trasforma la sua stanza in un luogo di preghiera continua. Nonostante il suo silenzio forzato, mantiene una corrispondenza spirituale con le sue missioni brasiliane e continua a intercedere per esse attraverso il rosario. La sua pazienza di fronte alla malattia, la sua pietà filiale verso la Vergine Maria e la sua costante unione a Dio segnano profondamente tutti coloro che si avvicinano a lui. La sua reputazione di santità, già immensa in Brasile durante la sua vita, si diffonde in Italia, dove i fedeli vedono in lui un modello di abbandono totale alla volontà divina attraverso la sofferenza.
Beatificazione e canonizzazione
Dichiarato venerabile da Papa Francesco nel 2023, padre Alberto Beretta vede le sue virtù eroiche ufficialmente riconosciute dalla Chiesa cattolica.
A motivo della sua persistente fama di santità, la causa di beatificazione e canonizzazione di padre Alberto Beretta è stata aperta nella diocesi di Bergamo. L'inchiesta diocesana si è svolta dal 18 giugno 2008 all'11 settembre 2013, raccogliendo numerose testimonianze sulla sua vita e sulle sue virtù. Dopo l'esame della Positio da parte del Dicastero delle Cause dei Santi, il 14 dicembre 2023 Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, conferendogli così il titolo di venerabile. Sebbene non abbia potuto assistere alla canonizzazione di sua sorella Gianna Beretta Molla nel 2004 a causa del suo decesso avvenuto tre anni prima, ebbe l'immensa gioia di partecipare alla sua beatificazione a Roma, il 24 aprile 1994, dove poté incontrare personalmente il Papa san Giovanni Paolo II. Affinché padre Alberto sia proclamato beato, la Chiesa attende ora il riconoscimento ufficiale di un miracolo attribuito alla sua intercessione.
Spiritualità ed eredità
L'eredità di padre Alberto Beretta perdura attraverso le strutture mediche che ha fondato in Brasile e la devozione dei fedeli che si raccolgono sulla sua tomba a Bergamo.
Padre Alberto Beretta lascia dietro di sé il ricordo di un uomo che ha saputo armonizzare perfettamente la scienza medica e la carità francescana. La sua opera si perpetua oggi in Brasile attraverso l'ospedale San Francesco d'Assisi di Grajaú e l'associazione degli «Angeli di Frei Alberto», che continuano ad aiutare le popolazioni più vulnerabili. In Italia, l'Associazione Padre Alberto Beretta a Bergamo ne mantiene viva la memoria e sostiene progetti caritativi. I resti mortali del venerabile cappuccino riposano nella chiesa di Sant'Alessandro in Colonna a Bergamo, all'interno della cappella dedicata a san Francesco d'Assisi, dove numerosi pellegrini vengono a sollecitare la sua intercessione. La sua vita, intimamente legata a quella di sua sorella santa Gianna, testimonia la fecondità spirituale di una famiglia interamente donata a Dio e al servizio del prossimo.
Iconografia
Segni e attributi
Domande frequenti su Enrico Beretta
Chi era Enrico Beretta?
Il venerabile Enrico Beretta (padre Alberto), fratello di santa Gianna Beretta Molla, fu un sacerdote cappuccino e medico italiano che consacrò trentatré anni della sua vita ai poveri e ai lebbrosi del Brasile.
Come si riconosce Enrico Beretta nell’arte cristiana?
Nell’iconografia, Enrico Beretta è riconoscibile da: abito cappuccino.
Quali santi furono contemporanei di Enrico Beretta?
Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús Emilio Jaramillo Monsalve, Manuela de Jesús Arias Espinosa, María Maravillas de Jesús e Jesús Antonio Gómez y Gómez.
Quando morì Enrico Beretta?
Enrico Beretta morì verso il 2001.
Quali sono gli altri nomi di Enrico Beretta?
Altre forme del nome: Alberto Maria Beretta, Alberto da Milano e Frei Alberto.
Chi sono i familiari di Enrico Beretta?
Familiari di Enrico Beretta: Gianna Beretta Molla (sorella), Alberto Beretta (padre), Maria De Micheli (madre), Giuseppe Beretta (fratello), Virginia Beretta (sorella), Ferdinando Beretta (fratello) e Francesco Beretta (fratello).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1916-2001
- Decreto di venerabilità di Francesco