7 maggio 13° secolo

Beato Alberto di Ogna

Contadino di Bergamo nel XIII secolo, Alberto di Ogna visse una vita di lavoro e di carità eroica nonostante l'opposizione della moglie e la perdita dei suoi beni. Trasferitosi a Cremona come facchino, compì grandi pellegrinaggi e si unì al Terz'Ordine domenicano. È celebre per aver attraversato il Po sul suo mantello e per la sua falce che avrebbe tagliato un'incudine.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    IL BEATO ALBERTO DI OGNA, LAVORATORE (1279).

    Vita 01 / 04

    Giovinezza e vita coniugale

    Alberto nasce a Villa d'Ogna in una famiglia di contadini e manifesta una precoce pietà prima di sposarsi per obbedienza filiale.

    Questo santo uomo nacque nel XIII secolo, a Villa d'Ogna, nel territorio di Bergamo, d a genit ori contadini che lo educarono cristianamente. Fedele nel corrispondere alle grazie che riceveva, Alberto mostrò, fin dalla prima giovinezza, molta inclinazione per la pietà. Non avendo ancora sette anni, digiunava tre volte alla settimana e distribuiva ai poveri gli alimenti di cui si privava.

    Quando fu in grado di lavorare, i suoi genitori lo impiegarono nell'aratura; egli vi si dedicò con ardore; ma, mentre le sue mani coltivavano la terra, il suo spirito si nutriva della meditazione delle verità della salvezza, unendo così nella sua persona, in un felice accordo, le funzioni di Marta e il riposo di Maria.

    Figlio rispettoso e sottomesso, contrasse matrimonio su consiglio dei suoi genitori. Più libero allora, non pose quasi più limiti alla sua carità verso i poveri, che assisteva generosamente in ogni occasione. Sua moglie, meno perfetta di lui, vedeva di cattivo occhio che le sue elemosine fossero così abbondanti, e più di una volta gliene fece vivi rimproveri; ma Alberto sopportò questo contrattempo con pazienza e giustificò la sua condotta con dei prodigi. Un giorno, tra gli altri, avendo dato agli indigenti il pranzo destinato a lui e alla sua famiglia, lo ritrovò miracolosamente sulla sua tavola.

    Vita 02 / 04

    Spoliazione ed esilio a Cremona

    Privato delle sue terre da uomini potenti, si stabilisce a Cremona come portatore di vino per provvedere ai propri bisogni e aiutare i poveri.

    Il servo di Dio era proprietario di alcuni campi che provenivano dall'eredità paterna. Uomini ricchi e potenti gliene contesero il possesso e finirono per spogliarlo. Ridotto all'indigenza, fu costretto a rinunciare all'aratura e andò a stabilirsi a Cremona, dove si guadagnav a da vi vere con il suo lavoro. Sebbene il suo nuovo stato gli offrisse a malapena di che soddisfare i propri bisogni, condivideva ancora con i poveri quel poco che guadagnava portando il vino, che costituiva la sua occupazione più ordinaria.

    Missione 03 / 04

    Pellegrinaggi e vita di preghiera

    Viaggia a Roma e a Compostela, lavorando per finanziare i suoi spostamenti e predicando la conversione ai malati negli ospedali.

    Continuò anche le sue diverse pratiche di pietà, dimostrando così, con il suo esempio, che i doveri della religione possono facilmente conciliarsi con i lavori più assidui e faticosi, quando si cerca Dio nella sincerità del proprio cuore. La sua devozione lo condusse a Roma e a San tiag o di C ompostela. In questi pellegr inaggi, si dedicava al lavoro: quando le risorse gli mancavano e non appena riceveva il suo salario, si affrettava a distribuirne una parte agli indigenti. Non contento di assisterli corporalmente, diventava per loro un apostolo, per lo zelo con cui li esortava alla pazienza, alla confessione dei loro peccati e a una sincera conversione. Era soprattutto ai poveri degli ospedali che si rivolgeva, e cercava di portarli alla pratica della virtù attraverso le sue esortazioni caritatevoli.

    Culto 04 / 04

    Riconoscimento e iconografia

    Dopo la sua morte nel 1279, il suo culto fu approvato da Benedetto XIV; è rappresentato con attributi legati ai suoi miracoli e al lavoro manuale.

    Il beato Alberto morì a Cremona il 7 m aggio 1279 e fu sepolto in una delle chiese di quella città, dove presto gli fu reso un culto pubblico, che è stato approvato da papa Benedet to XIV il 9 maggio 1748. È onorato in diverse città d'Italia e presso i Domenicani, poiché ne a veva abbracciato il Terz'Ordine.

    T ra le altre meraviglie che si raccontano del beato contadino bergamasco e che sono servite a caratterizzarlo nelle arti, si narra che un sacerdote, tardando a portargli il Viatico, una colomba volò verso di lui, tenendo nel becco un'ostia per comunicarlo. Gli viene ancora dato come attributo la falce: essendosi messo in cammino per Roma, finì per rimanere senza denaro e offrì le sue braccia per la mietitura. I suoi compagni di lavoro, gelosi del fatto che procedesse più velocemente di loro nel lavoro, posero un'incudine nell'erba che doveva falciare; ma accadde che l'incudine fu tagliata come uno stelo d'erba, senza scalfire la falce del santo uomo. Infine, viene ancora rappresentato mentre attraversa da una riva a ll'altra del Po sul suo mantello, perché i barcaioli gli avevano rifiutato il passaggio.

    Il beato Alberto è il patrono dei lavoratori.

    Vedere i Bollandis ti, t. II di maggio, e il Breviario domenicano, stampato a Roma nel 1771; God escard (edizione di Bruxelles).

    Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

    Segni e attributi

    Rete del racconto

    I nomi, luoghi e concetti più presenti nella scheda, pesati per centralità nel testo.

    I miracoli di Beato Alberto di Ogna

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    Domande frequenti su Beato Alberto di Ogna

    Chi era Beato Alberto di Ogna?

    Contadino di Bergamo nel XIII secolo, Alberto di Ogna visse una vita di lavoro e di carità eroica nonostante l'opposizione della moglie e la perdita dei suoi beni. Trasferitosi a Cremona come facchino, compì grandi pellegrinaggi e si unì al Terz'Ordine domenicano. È celebre per aver attraversato il Po sul suo mantello e per la sua falce che avrebbe tagliato un'incudine.

    Di cosa è Beato Alberto di Ogna santo patrono?

    Patronati di Beato Alberto di Ogna: manovali, agricoltori e portatori di vino.

    Come si riconosce Beato Alberto di Ogna nell’arte cristiana?

    Nell’iconografia, Beato Alberto di Ogna è riconoscibile da: colomba con un'ostia, falso, incudine tagliata e mantello sull'acqua.

    Quali miracoli sono attribuiti a Beato Alberto di Ogna?

    A questo santo sono attribuiti 4 miracoli, in particolare: Moltiplicazione / provvidenza, Eucaristico, Segno / prodigio e Dominio degli elementi.

    Quali santi furono contemporanei di Beato Alberto di Ogna?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Sant'Antonio di Padova (Ferdinando), San Artaudo di Belley, San Tommaso d'Aquino e San Bernardo di Chiaravalle.

    Quando morì Beato Alberto di Ogna?

    Beato Alberto di Ogna morì verso il 1279.

    Quali sono gli altri nomi di Beato Alberto di Ogna?

    Altre forme del nome: Albert de Bergame.

    Chi sono i familiari di Beato Alberto di Ogna?

    Familiari di Beato Alberto di Ogna: Inconnu (moglie).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Digiuno e carità fin dall'età di sette anni
    2. Matrimonio per obbedienza filiale
    3. Spoliazione delle sue terre da parte di uomini potenti
    4. Esilio a Cremona e lavoro come portatore di vino
    5. Pellegrinaggi a Roma e a Santiago di Compostela
    6. Ingresso nel Terz'Ordine di San Domenico
    7. Beatificazione da parte di Benedetto XIV il 9 maggio 1748