Giunio Tinarelli
Giunio Tinarelli (1912-1956) è un laico italiano, operaio presso le acciaierie di Terni, divenuto apostolo della sofferenza e modello di fede di fronte a una grave malattia paralizzante.
I suoi contemporanei
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Biografia
La giovinezza di Giunio Tinarelli a Terni, il suo precoce ingresso nel mondo del lavoro e gli inizi professionali presso le acciaierie.
Giunio Tinarelli nasce il 27 maggio 1912 a Terni, in Umbria, in una famiglia modesta. I suoi genitori sono Alfredo Tinarelli e Maria Giorgini. A causa della precaria situazione finanziaria della sua famiglia, deve inserirsi molto presto nel mondo del lavoro. All'età di 12 anni, inizia a lavorare in una tipografia (la Tipografia Alterocca) dove è impiegato anche il padre. A 14 anni, lascia la tipografia per entrare in un'officina specializzata nella fabbricazione di serrature e chiavi. Qualche anno più tardi, grazie al sostegno dell'ingegner Mandrelli, viene assunto alle acciaierie di Terni (Acciaierie di Terni). La sua serietà e la sua applicazione professionale gli permettono di essere promosso in un reparto altamente specializzato, incaricato della riparazione delle locomotive delle Ferrovie dello Stato. Giovane uomo pieno di futuro, è allora fidanzato e progetta di fondare una famiglia.
Vita e opera
L'insorgere della sua grave malattia, la crisi spirituale e la sua trasformazione in apostolo della sofferenza all'interno dei Silenziosi Operai della Croce.
Il destino di Giunio cambia il 20 marzo 1937. In seguito a una grave influenza, avverte i primi sintomi di una malattia spietata: la poliartrite anchilosante e deformante (spondilite). La malattia progredisce rapidamente e, nel 1940, perde totalmente l'uso delle braccia, il che lo condanna a un'immobilità assoluta nel suo letto. Questa prova fisica è accompagnata da una profonda crisi morale e spirituale. Vedendosi interamente dipendente dagli altri, decide di rompere il fidanzamento e vede i suoi progetti per il futuro crollare. È grazie al sostegno spirituale di monsignor Giuseppe Lombardi, fondatore dell'Oratorio di San Gabriele (di cui Giunio era un membro molto attivo), che supera la sua disperazione. Nel 1948, intraprende un pellegrinaggio a Lourdes. Questo viaggio segna una svolta decisiva: vi incontra monsignor Luigi Novarese, fondatore del Centro Volontari della Sofferenza (CVS) e dell'associazione dei Silenziosi Operai della Croce. Da quel momento, Giunio trasforma il suo letto di dolore in un vero strumento di apostolato. Nel 1948, rilancia la sottosezione dell'UNITALSI a Terni e organizza un pellegrinaggio a Loreto con 60 malati. Il 1° novembre 1951, si consacra definitivamente a Dio all'interno dei Silenziosi Operai della Croce pronunciando i suoi voti evangelici in forma privata, pur rimanendo nella sua famiglia. Monsignor Novarese lo nomina responsabile del ramo maschile di questa associazione. Nonostante la sua totale immobilità, comunica intensamente con i visitatori, scrive numerose lettere con l'aiuto di un leggio adattato e diventa un ricercato consigliere spirituale, un vero «operaio dello Spirito».
Cammino verso la santità
La morte di Giunio Tinarelli nel 1956, il trasferimento delle sue spoglie nella cattedrale di Terni e l'apertura del suo processo diocesano.
Giunio Tinarelli si spegne sabato 14 gennaio 1956 alle ore 18:00, all'età di 43 anni, dopo diciotto anni di totale immobilità vissuti in una fede incrollabile e in una gioiosa offerta delle sue sofferenze. La sua fama di santità si diffonde rapidamente tra gli operai di Terni e le persone malate. Il 23 novembre 1969, le sue spoglie vengono trasferite dal cimitero comunale alla cattedrale di Terni, dove riposano tuttora. Il 25 aprile 1985 viene ufficialmente aperto il processo diocesano in vista della sua beatificazione. La causa viene successivamente trasmessa a Roma, presso la Congregazione delle Cause dei Santi.
Beatificazione e canonizzazione
Il riconoscimento delle virtù eroiche di Giunio Tinarelli da parte di Papa Benedetto XVI nel 2009, che lo ha dichiarato venerabile.
Il 19 dicembre 2009, Papa Benedetto XVI riceve in udienza privata il prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, monsignor Angelo Amato, e autorizza la promulgazione del decreto che riconosce le virtù eroiche di Giunio Tinarelli. Con questo atto, egli viene ufficialmente dichiarato «venerabile». Affinché la sua beatificazione sia pronunciata, è richiesto il riconoscimento ufficiale di un miracolo attribuito alla sua intercessione.
Spiritualità ed eredità
La teologia della sofferenza salvifica di Giunio, gli omaggi dei papi Giovanni Paolo II e la creazione di una biblioteca a suo nome.
La spiritualità di Giunio Tinarelli poggia sulla teologia della sofferenza salvifica, vissuta in stretta unione con la Passione di Cristo e in un totale abbandono alla Vergine Maria. Lungi dal subire la sua malattia come una fatalità, egli l'ha abbracciata come una vocazione missionaria. Il Papa Giovanni Paolo II, durante la sua visita pastorale a Terni il 19 marzo 1981, si è raccolto sulla sua tomba e lo ha citato come esempio ai malati e alle religiose, definendolo «testimone di fede e di amore nella sofferenza». Allo stesso modo, in una lettera indirizzata a Monsignor Luigi Novarese nel 1983, il Sommo Pontefice ha sottolineato come Giunio avesse saputo testimoniare l'autentica gioia cristiana in mezzo ad atroci sofferenze. Oggi, la sua memoria resta viva a Terni e in seno al Centro Volontari della Sofferenza. Una biblioteca diocesana che porta il suo nome è stata fondata a Terni il 20 novembre 1987 per perpetuare la sua eredità spirituale.
Domande frequenti su Giunio Tinarelli
Chi era Giunio Tinarelli?
Giunio Tinarelli (1912-1956) è un laico italiano, operaio presso le acciaierie di Terni, divenuto apostolo della sofferenza e modello di fede di fronte a una grave malattia paralizzante.
Di cosa è Giunio Tinarelli santo patrono?
Patronati di Giunio Tinarelli: les personnes souffrantes e le persone sofferenti.
Quali santi furono contemporanei di Giunio Tinarelli?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Giunio Tinarelli?
Giunio Tinarelli morì verso il 1956.
Chi sono i familiari di Giunio Tinarelli?
Familiari di Giunio Tinarelli: Alfredo Tinarelli (padre) e Maria Giorgini (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1912-1956
- Decreto di venerabilità di Benedetto XVI
Citazioni
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testimone di fede e di amore nella sofferenza
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