1° secolo

San Terenzio

Terzo

Discepolo dei settantadue, Terenzio (o Terzo) fu il segretario di San Paolo, scrivendo sotto la sua dettatura la Lettera ai Romani. Divenuto vescovo di Iconio, completò l'opera del suo predecessore Sosipatro prima di morire martire nel supplizio delle spine.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    Sezioni di lettura: 4

    SAN TERENZIO O TERZO, VESCOVO DI ICONIO, E MARTIRE;

    SAN GESÙ, SOPRANNOMINATO IL GIUSTO, VESCOVO DI ELEUTEROPOLI; — SANT'ARTEMA, VESCOVO DI LISTRA (I secolo).

    Vita 01 / 04

    Identità e ministero a Iconio

    Terenzio, uno dei settantadue discepoli, diviene vescovo di Iconio dopo Sosipatro, dove prosegue l'evangelizzazione e compie miracoli.

    Questi santi personaggi erano tra il numero dei settantadue discepoli: erano pienamente illuminati nella luce della fede sulle cose divine.

    Terenzio, o Te rzo, fu istituito ves covo di Iconio dopo Sosi patro: egli diede compimento a ciò che quest'ultimo aveva lasciato incompiuto; conferì la grazia della rigenerazione battesimale a coloro che vi si erano preparati solo imperfettamente; operò in quella città prodigi eclatanti, e fu lui a scrivere la lettera ai Romani. Egli dice, infatti, alla fin e di questa epistola, di averla scritta sotto dettatura dell'apostolo san Paolo:

    Missione 02 / 04

    Scriba di san Paolo

    Riconosciuto per la sua virtù, Terzo serve come segretario dell'apostolo Paolo redigendo sotto la sua dettatura la Lettera ai Romani.

    « Vi saluto nel Signore, io Terzo, che h o scrit to questa lettera ».

    È un grande segno della sua virtù che san Paolo lo abbia ritenuto degno di essere il primo depositario dei suoi pensieri e che si sia servito di lui per far scrivere sotto la sua dettatura. San Doroteo, la Cronaca di Alessandria e i Sinassari delle chiese d'Oriente lo pongono al rango dei settantadue discepoli e aggiungono che terminò il suo apostolato con il martirio, attraverso il supplizio delle spine.

    Vita 03 / 04

    Altri discepoli: Gesù il Giusto e Artema

    Il testo menziona anche Gesù soprannominato il Giusto, vescovo di Eleuteropoli, e Artema, vescovo di Listra, entrambi membri dei settantadue discepoli.

    San Paolo parla anche del seguente discepolo nella sua lettera ai Colossesi:

    «Gesù, chiamato il Giusto», dice loro, «vi saluta, insieme a Marco, cugino di Barnaba. Essi sono tra i fedeli circoncisi. Sono i soli che lavorano ora con me per far avanzare il regno di Dio e che sono stati la mia consolazione».

    «Gesù, soprannominato il Giusto», aggiungono i monumenti orientali, «fu creato vescovo di Eleuteropoli e, attraverso l'insegnamento della verità, condusse tutti i suoi abitanti alla conoscenza di Dio». Secondo sant'Epifanio e i Greci, fu posto da Gesù Cristo al rango dei settantadue discepoli e lavorò al ministero evangelico con gli altri Apostoli.

    Artema, altro discepolo di Gesù, fu fatt o vescovo di Listra, importante città dell'Isa uria, ai confini della Licaonia. Lì, questo vero e devoto ministro di Cristo rovesciò gli artifici del demonio, distrusse le sue insidie e il suo regno, e vi stabilì quello del Figlio di Dio. È parimenti annoverato tra i settantadue discepoli dalla Cronaca di Alessandria e da san Doroteo. San Paolo parla così di lui nella sua lettera a Tito:

    «Quando ti avrò mandato Artema o Tichico, cerca di venire presto da me a Nicopoli, perché ho deciso di passarvi l'inverno».

    Martirio 04 / 04

    Fine della vita e martirio

    Mentre i suoi compagni muoiono pacificamente, Terenzio conclude il suo apostolato con il martirio, torturato dalle spine.

    Questi discepoli combatterono generosamente per la vera religione, si esposero per la sua causa ai più grandi pericoli e resero le loro anime a Dio con una morte tranquilla, ad eccezione di san Terenzio o Terzio, che fu martirizzato.

    L'a bate Malatre, Histoire des soixante-douze disciples.

    Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

    Segni e attributi

    Rete del racconto

    I nomi, luoghi e concetti più presenti nella scheda, pesati per centralità nel testo.

    I miracoli di San Terenzio (Terzo)

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    Domande frequenti su San Terenzio (Terzo)

    Chi era San Terenzio (Terzo)?

    Discepolo dei settantadue, Terenzio (o Terzo) fu il segretario di San Paolo, scrivendo sotto la sua dettatura la Lettera ai Romani. Divenuto vescovo di Iconio, completò l'opera del suo predecessore Sosipatro prima di morire martire nel supplizio delle spine.

    Come si riconosce San Terenzio (Terzo) nell’arte cristiana?

    Nell’iconografia, San Terenzio (Terzo) è riconoscibile da: spine, penna da scrivano e pergamena (Lettera ai Romani).

    Come è morto San Terenzio (Terzo)?

    San Terenzio (Terzo) subì il martirio per la fede cristiana (1° secolo).

    Quali miracoli sono attribuiti a San Terenzio (Terzo)?

    A questo santo sono attribuiti 1 miracoli, in particolare: Segno / prodigio.

    Quali santi furono contemporanei di San Terenzio (Terzo)?

    Tra i suoi contemporanei figurano: San Marziale, Apostolo dell'Aquitania, San Giacomo il Maggiore (Apostolo), San Giorgio del Velay e Gesù Cristo (Reliquie della Passione).

    Quali sono gli altri nomi di San Terenzio (Terzo)?

    Altre forme del nome: Tertius.

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Nominato tra i settantadue discepoli
    2. Segretario di san Paolo per la Lettera ai Romani
    3. Succede a Sosipatro come vescovo di Iconio
    4. Evangelizzazione e battesimi a Iconio
    5. Martirio tramite il supplizio delle spine

    Citazioni

    • Vi saluto nel Signore, io, Terzo, che ho scritto questa lettera Lettera ai Romani