Domenicano italiano del XV secolo, Andrea Grego si distinse per la sua austerità fin dall'infanzia e per il rifiuto di un matrimonio brillante. Soprannominato l'Apostolo della Valtellina, consacrò quarantacinque anni all'evangelizzazione delle Alpi, fondando chiese e monasteri per contrastare le eresie. Morì nel 1485 a Morbegno, lasciando dietro di sé una reputazione di taumaturgo.
I suoi contemporanei
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SANT'ANDREA DA PESCHIERA (1485).
Giovinezza e ascetismo precoce
Nato a Peschiera, Andrea manifesta fin dall'infanzia una pietà rigorosa, praticando il digiuno e l'orazione e rifiutando i piaceri mondani.
Andrea Greg o, nato a Peschi era, sulle rive del lago di Garda, nella diocesi di Verona , da genitori poveri e pii. Fin dalla sua più tenera infanzia si presagiva la santità alla quale sarebbe giunto un giorno. Aveva l'abitudine, infatti, astenendosi dai divertimenti dell'infanzia, di applicarsi all'orazione, di rifiutare i cibi che lusingano il gusto, e persino di passare tutta la Quaresima senza prendere altro che pane e acqua, abitudine che conservò fino alla morte.
Man mano che cresceva, si sviluppava la rara bellezza del suo corpo, unita in lui a un grande amore per la castità. Gli fu offerto un matrimonio brillante: lo rifiutò con modestia, ma con una gloriosa fermezza che nulla poté scalfire. Senza essere andato ad altra scuola che quella della grazia divina, aveva imparato a porre le sue delizie unicamente nello studio della sacra Scrittura; sembrava essere chiamato al Signore come alla parte riservata al suo destino.
Conflitti familiari e ingresso nella vita religiosa
Dopo la morte del padre, subì la malvagità dei fratelli prima di recarsi a Brescia per abbracciare la vita religiosa, segnando la sua partenza con un miracolo.
Dopo la morte del padre, di cui aveva ricevuto, sebbene controvoglia, la direzione degli affari di famiglia, dovette sopportare molte indegnità da parte dei suoi due fratelli, al punto che talvolta era costretto a dormire fuori casa a causa della loro malvagità. Ma dopo aver sofferto tutto con ammirevole pazienza, la sua pia madre, che aveva pietà del triste destino del figlio, gli diede la sua benedizione con il suo consenso, ed egli poté ritirarsi a Brescia per abbrac ciarvi la vita religiosa, che era da tempo l'oggetto dei suoi voti.
In tale occasione, accadde un fatto notevole: avendolo i suoi fratelli accompagnato fino alla porta della città, nel momento di lasciarli, dopo aver umilmente baciato loro i piedi, diede loro ancora, in ricordo di sé, il suo bastone, vale a dire quasi tutto ciò che portava con sé dalla casa paterna; avendo questo bastone fiorito in seguito miracolosamente ed avendo operato prodigi, gli abitanti di Peschiera lo tennero in grande onore.
Formazione a Firenze
Entra nell'ordine domenicano e perfeziona la sua formazione nel monastero di San Marco a Firenze sotto la guida del beato Antonio da Chiesa.
Nella fa miglia domenicana, rivestì l'uomo nuovo, l'uomo perfetto. Inviato a Firenze per com piere i suoi studi, e accolto nel mon astero di San Marco dov e, grazie alle cure de l beato Antonio da Chiesa, la disciplina della regola era assai fiorente, vi elevò la sua anima al culmine di tutte le virtù. Si dedicò soprattutto interamente all'obbedienza e soleva dire che la parola *obbediente* suonava alle sue orecchie come quella di santo.
Apostolato in Valtellina e in Svizzera
Inviato in missione in Valtellina e in Rezia, combatte le eresie con la sua predicazione, la sua austerità e la sua autorità morale.
Divenuto idoneo alle funzioni apostoliche, partì, per ordine dei suoi superiori, per recarsi nella Svizzera meridionale (società Rezia), con fra Domenico da Pisa che Benigno de' Medici, uomo molto pio, aveva ingaggiato per compiere missioni in Valtellina e nei can toni vicini, provincia che san Domenico e il venerabile Pagano da Como, inquisitore per la fede cattolica, avevano intrapreso a purgare da tutti gli errori di cui era infetta. Non è facile dire con quale ardore e quale zelo il giovane apostolo si mise a dissodarla, quanti errori sradicò, quante anime smarrite ricondusse sulla retta via. Non vi era borgo così piccolo, non altura così inaccessibile, che egli non vi si recasse per guadagnare anime, alloggiando di preferenza presso i poveri, dormendo su un letto di frasche, nutrendosi solo di pane di miglio e bevendo solo acqua pura. La sua autorità presso tutte le classi di cittadini fu presto tale che la sua sola presenza bastava per placare il tumulto delle folle furiose e che egli conduceva dolcemente e irresistibilmente, attraverso brevi discussioni, gli eretici più ostinati a sottomettersi alla Chiesa. Tutti veneravano in lui il padre dei poveri, l'apostolo della Valtellina e l'inviato di Dio stesso.
Fondazioni e morte
Fonda diverse chiese e il monastero di Morbegno prima di spegnersi dopo quarantacinque anni di apostolato.
Per consolidare la fede nel futuro, per conservare i buoni costumi, costruì chiese, aumentò il numero delle parrocchie, fondò monasteri, tra gli altri quello di Morbegno, dei Frati Predicator i, che oppose co me un baluardo agli assalti delle eresie e dei cattivi costumi. Dopo quarantacinque anni di apostolato e una vita sfolgorante di miracoli attestati dai monumenti del tempo, non si riuscì mai a fargli accettare le alte cariche del suo ordine; si accontentò di quella di questuante.
Infine l'uomo di Dio, dopo aver compiuto lavori incredibili per le valli e le montagne, in mezzo alle fucine e ai ghiacci, fino alla più estrema vecchiaia, fu colpito da una malattia mortale. Annunciò in anticipo il giorno della sua morte, ricevette i sacramenti e si addormentò pacificamente nel Signore, tra le lacrime dei suoi fratelli, l'anno 1185, il 18 gennaio. Il suo corpo, che esalava un odore gradevole, fu dapprima sepolto in una tomba molto modesta, in mezzo a un grande concorso di popolo; ma, in seguito, fu due volte traslato solennemente e deposto a Morbegno, nella chiesa del suo ordine, dove è oggetto di grande venerazione.
Riconoscimento ufficiale del culto
Nel 1820, papa Pio VII ne conferma il culto per l'ordine domenicano e la diocesi di Verona.
Il 23 settembre 1820, il Sommo Pontefice Pi o VII a pprovò il suo culto, che non era mai stato interrotto, e, su consultazione della sacra Congregazione dei Riti, conce sse il permesso di celebrare il suo ufficio con la messa, in tutto l'Ordine dei Frati Predicatori e nella diocesi di Verona.
Breviario domenicano.
Iconografia
Segni e attributi
Entità
Rete del racconto
I nomi, luoghi e concetti più presenti nella scheda, pesati per centralità nel testo.
Il soprannaturale nella sua vita
I miracoli di Sant'Andrea da Peschiera (Andrea Grego)
Domande frequenti su Sant'Andrea da Peschiera (Andrea Grego)
Chi era Sant'Andrea da Peschiera (Andrea Grego)?
Domenicano italiano del XV secolo, Andrea Grego si distinse per la sua austerità fin dall'infanzia e per il rifiuto di un matrimonio brillante. Soprannominato l'Apostolo della Valtellina, consacrò quarantacinque anni all'evangelizzazione delle Alpi, fondando chiese e monasteri per contrastare le eresie. Morì nel 1485 a Morbegno, lasciando dietro di sé una reputazione di taumaturgo.
Di cosa è Sant'Andrea da Peschiera (Andrea Grego) santo patrono?
Patronati di Sant'Andrea da Peschiera (Andrea Grego): Valtellina, Morbegno e Peschiera.
Per cosa si prega Sant'Andrea da Peschiera (Andrea Grego)?
Sant'Andrea da Peschiera (Andrea Grego) è invocato per: placare le folle e conversione degli eretici.
Come si riconosce Sant'Andrea da Peschiera (Andrea Grego) nell’arte cristiana?
Nell’iconografia, Sant'Andrea da Peschiera (Andrea Grego) è riconoscibile da: abito domenicano, bastone fiorito e libro (Sacra Scrittura).
Quali miracoli sono attribuiti a Sant'Andrea da Peschiera (Andrea Grego)?
A questo santo sono attribuiti 4 miracoli, in particolare: Segno / prodigio e Profezia / scienza infusa.
Quali santi furono contemporanei di Sant'Andrea da Peschiera (Andrea Grego)?
Tra i suoi contemporanei figurano: San Pellegrino di Auxerre, San Filippo Neri, Sant'Ignazio di Loyola e Santa Coletta (Nicole).
Quando morì Sant'Andrea da Peschiera (Andrea Grego)?
Sant'Andrea da Peschiera (Andrea Grego) morì verso il 1485.
Quali sono gli altri nomi di Sant'Andrea da Peschiera (Andrea Grego)?
Altre forme del nome: André Grego e Andreas de Peschiera.
Chi sono i familiari di Sant'Andrea da Peschiera (Andrea Grego)?
Familiari di Sant'Andrea da Peschiera (Andrea Grego): Inconnu (padre), Inconnue (madre) e Inconnus (due fratelli).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Ingresso nell'Ordine dei Frati Predicatori a Brescia
- Studi presso il monastero di San Marco a Firenze
- Missione apostolica in Valtellina e nella Svizzera meridionale
- Fondazione del monastero di Morbigne
- Approvazione del culto da parte di Pio VII nel 1820
Citazioni
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La parola obbediente suona alle mie orecchie come quella di santo.
Tradizione orale riportata nel testo