Giuseppe Benedetto Cottolengo
Sacerdote piemontese (1786-1842), Giuseppe Benedetto Cottolengo fondò a Torino la Piccola Casa della Divina Provvidenza, vasta opera di accoglienza per i malati e i poveri emarginati. Fu canonizzato da Pio XI nel 1934.
I suoi contemporanei
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Biografia
Giuseppe Benedetto Cottolengo nasce a Bra, in Piemonte, nel 1786, e diventa sacerdote della diocesi di Torino prima di consacrare la sua vita ai malati indigenti.
Giuseppe Benedetto Cottolengo nasce il 3 maggio 1786 a Bra, in provincia di Cuneo, all'interno di una famiglia della media borghesia piemontese solidamente cristiana. È il primogenito di dodici figli, molti dei quali muoiono in tenera età. Attratto molto giovane dal sacerdozio, prosegue i suoi studi ecclesiastici e viene ordinato sacerdote l'8 giugno 1811. Dopo un primo ministero come vicario a Corneliano d'Alba, si reca a Torino, dove ottiene nel 1816 il dottorato in teologia presso l'Università Reale. Viene in seguito aggregato al collegio dei sacerdoti addetti alla chiesa del Corpus Domini di Torino, di cui diventa canonico. La sua vita cambia il 2 settembre 1827 quando assiste, impotente, alla morte di una giovane donna incinta che gli ospedali della città avevano rifiutato di accogliere. Sconvolto, decide di consacrarsi interamente alla cura dei malati poveri che nessuno voleva ricevere. Esausto per anni di dedizione, contrae la febbre tifoide curando i suoi protetti e muore il 30 aprile 1842 a Chieri, presso suo fratello, all'età di cinquantacinque anni.
Vita e opera
Cottolengo fonda a Torino la Piccola Casa della Divina Provvidenza, un vasto complesso di accoglienza per malati, infermi ed esclusi rifiutati altrove.
Il 17 gennaio 1828, Cottolengo apre a Torino, vicino alla chiesa del Corpus Domini, un modesto «Deposito dei poveri infermi», due stanze in affitto dove accoglie malati che gli ospedali rifiutavano. L'opera cresce rapidamente, ma l'epidemia di colera del 1831 spinge le autorità a chiuderla. Lungi dal rinunciare, Cottolengo acquista un terreno nel quartiere disagiato di Valdocco (Borgo Dora) e vi rilancia la sua opera il 27 aprile 1832: è la nascita della Piccola Casa della Divina Provvidenza, posta sotto il patrocinio di san Vincenzo de' Paoli e contrassegnata dal motto Caritas Christi urget nos («la carità di Cristo ci spinge»). La Piccola Casa diventa una vera città della carità, accogliendo indistintamente malati incurabili, infermi, disabili, orfani, anziani e deficienti mentali, organizzata in «case» della fede, della speranza e della carità. Per sostenere quest'opera, Cottolengo fonda diverse famiglie religiose, in particolare le Suore di San Vincenzo (dette Cottolenghine) a partire dal 1830, congregazioni di fratelli e di sacerdoti, nonché comunità contemplative incaricate di sostenere l'istituzione attraverso la preghiera. Rifiutò ogni dotazione fissa, volendo che tutto si basasse sulla sola Provvidenza.
Cammino verso la santità
La spiritualità di Cottolengo si fonda su una fiducia assoluta nella Divina Provvidenza e su un amore effettivo per i più poveri e i più emarginati.
La santità di Cottolengo affonda le radici in una fiducia radicale nella Divina Provvidenza, che egli considerava la vera amministratrice della sua opera. Rifiutandosi di tenere conti o di costituire riserve, viveva alla giornata, persuaso che Dio avrebbe provveduto a tutto ciò che era necessario per i suoi poveri. Amava presentarsi come un semplice «operaio della Divina Provvidenza», facendosi da parte di fronte all'azione di Dio. Questa fiducia era accompagnata da una carità concreta e instancabile verso gli esseri più abbandonati del suo tempo: i malati incurabili, gli infermi e i disabili che la società e le istituzioni ospedaliere rifiutavano. La sua umiltà, la sua gioia in mezzo alle prove e il suo senso acuto della dignità di ogni persona sofferente fecero crescere attorno a lui una reputazione di santità già durante la sua vita. Secondo diverse fonti, le sue ultime parole invocarono la misericordia e la Provvidenza: «Misericordia, Domine... Buona e Santa Provvidenza». Questa fiducia evangelica nella Provvidenza, unita a un servizio eroico verso i poveri, costituisce il cuore della sua fisionomia spirituale e il fondamento della sua causa di canonizzazione.
Beatificazione e canonizzazione
Giuseppe Benedetto Cottolengo è beatificato da Benedetto XV nel 1917 e canonizzato da Pio XI nel 1934; la sua festa è fissata al 30 aprile.
La reputazione di santità di Cottolengo, vivace fin dalla sua morte nel 1842, condusse la Chiesa a introdurre la sua causa. Fu beatificato da papa Benedetto XV nel 1917 (il 29 aprile secondo la maggior parte delle fonti). Papa Pio XI lo proclamò santo il 19 marzo 1934 nella basilica vaticana. La sua festa liturgica è celebrata il 30 aprile, giorno anniversario della sua morte. Come esigevano le procedure di beatificazione e di canonizzazione dell'epoca, dei miracoli attribuiti alla sua intercessione furono riconosciuti dalla Santa Sede, ma le fonti consultate non ne precisano il dettaglio esatto; essi non sono dunque riportati qui. La canonizzazione, avvenuta meno di un secolo dopo la sua morte, consacrò una figura già profondamente venerata in Piemonte e oltre, e confermò il valore esemplare della sua opera di carità fondata sulla fiducia nella Provvidenza.
Spiritualità ed eredità
L'eredità di Cottolengo perdura attraverso la Piccola Casa della Divina Provvidenza e le famiglie religiose da lui fondate, presenti oggi in diversi continenti.
L'eredità di Giuseppe Benedetto Cottolengo rimane viva attraverso la Piccola Casa della Divina Provvidenza, la cui casa madre si trova ancora a Torino, nel quartiere di Valdocco. L'istituzione, che continua ad accogliere malati, disabili e persone in difficoltà, si è estesa oltre l'Italia, con presenze in Europa, in Africa (Kenya, Tanzania), in America (Ecuador, Stati Uniti) e in Asia (India). Le famiglie religiose nate dal suo carisma — in particolare le Suore di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, così come le comunità di fratelli e di sacerdoti — perpetuano la sua opera di servizio ai più poveri. La sua figura ha segnato il cattolicesimo sociale piemontese del XIX secolo, accanto ad altri grandi santi torinesi come Giovanni Bosco. A causa delle circostanze della sua morte e del suo apostolato presso i malati, è invocato in particolare per le malattie infettive e alcune affezioni, e più ampiamente come modello di fiducia nella Provvidenza. Il suo nome resta legato a tutta una tradizione di carità organizzata verso gli esclusi, e diverse parrocchie e istituzioni gli sono state dedicate in Italia e oltre.
Domande frequenti su Giuseppe Benedetto Cottolengo
Chi era Giuseppe Benedetto Cottolengo?
Sacerdote piemontese (1786-1842), Giuseppe Benedetto Cottolengo fondò a Torino la Piccola Casa della Divina Provvidenza, vasta opera di accoglienza per i malati e i poveri emarginati. Fu canonizzato da Pio XI nel 1934.
Per cosa si prega Giuseppe Benedetto Cottolengo?
Giuseppe Benedetto Cottolengo è invocato per: les maladies infectieuses e malattie infettive.
Quali santi furono contemporanei di Giuseppe Benedetto Cottolengo?
Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.
Quando morì Giuseppe Benedetto Cottolengo?
Giuseppe Benedetto Cottolengo morì verso il 1842.
Quali sono gli altri nomi di Giuseppe Benedetto Cottolengo?
Altre forme del nome: Joseph Benedict Cottolengo e Iosephus Benedictus Cottolengo.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1842
- Canonizzazione nel 1934 da parte di Pio XI
Citazioni
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Caritas Christi urget nos.
https://www.cottolengo.org/san-giuseppe-benedetto-cottolengo/ -
Misericordia, Domine; Misericordia, Domine. Buona e Santa Provvidenza... Vergine Santa, ora tocca a Voi.
https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/giuseppe-benedetto-cottolengo.html