Ángela de la Cruz
Religiosa spagnola nata a Siviglia nel 1846, Ángela de la Cruz (María de los Ángeles Guerrero González) fondò nel 1875 la Compagnia della Croce al servizio dei poveri e dei malati. Soprannominata la «madre dei poveri», fu canonizzata da Giovanni Paolo II il 4 maggio 2003.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nata a Siviglia nel 1846 in una famiglia modesta e profondamente credente, María de los Ángeles Guerrero González matura lentamente la sua vocazione dopo diversi tentativi infruttuosi di entrare in convento.
María de los Ángeles Guerrero González nasce a Siviglia il 30 gennaio 1846 e viene battezzata il 2 febbraio seguente nella parrocchia di Santa Lucía. Suo padre lavora come cuoco in un convento di Trinitari e sua madre nella lavanderia della comunità; dei quattordici figli della famiglia, solo sei raggiungono l'età adulta. Di salute fragile e poco istruita, la giovane Angelita lavora molto presto in un laboratorio di calzoleria diretto da Antonia Maldonado. Verso i sedici anni, riceve la direzione spirituale del canonico José Torres Padilla, che l'accompagnerà per anni. Attratta dalla vita religiosa, chiede l'ammissione tra le Carmelitane scalze ma viene rifiutata a causa della sua salute deficitaria. Entra poi tra le Figlie della Carità, ma i suoi problemi di salute la costringono a lasciare il noviziato. Tornata alla calzoleria e al servizio dei poveri, pronuncia il 1° novembre 1871 dei voti privati per vivere secondo i consigli evangelici. Il 2 marzo 1932, dopo diversi mesi di paralisi conseguente a un ictus, muore a Siviglia, nella casa madre della sua congregazione, all'età di ottantasei anni.
Vita e opera
A partire da un'intuizione spirituale ricevuta nella preghiera, fonda nel 1875 la Compagnia della Croce, congregazione dedita al servizio gratuito dei poveri e dei malati abbandonati.
È nella preghiera, il 22 marzo 1873, che Ángela riceve l'intuizione decisiva della sua vocazione: contemplando il mistero della Croce, si sente chiamata a farsi «povera con i poveri per condurli a Cristo». Il 2 agosto 1875, tre giovani donne si uniscono a lei in una stanza in affitto in via San Luis, a Siviglia: nasce così la Compagnia della Croce, detta Sorelle della Croce (Hermanas de la Cruz). L'istituto adotta uno stile di vita originale: le suore conducono una vita contemplativa e povera, ma escono di giorno come di notte per visitare e curare gratuitamente i malati senza risorse, vegliare i morenti e istruire le bambine degli ambienti svantaggiati. L'opera si diffonde rapidamente a partire dalla prima casa fondata a Utrera nel 1877. La congregazione riceve il decreto pontificio di lode da papa Leone XIII nel 1898, poi l'approvazione definitiva da san Pio X nel 1904. Eletta superiora generale nel 1907, Ángela de la Cruz dirige l'istituto per lunghi anni; al momento della sua morte, la Compagnia conta già numerose case in Spagna.
Cammino verso la santità
La sua spiritualità si radica nella «scienza della Croce» e in un ideale di annientamento di sé («il nulla»), al servizio umile e gioioso dei più poveri.
La spiritualità di Ángela de la Cruz è interamente segnata dalla Croce, di cui ha fatto il centro della sua vita e il nome stesso della sua congregazione. Sviluppa un ideale di annullamento radicale, che esprime nei suoi scritti attraverso la meditazione del «nulla» (la nada): secondo le sue stesse parole, «il nulla tace, il nulla non vuole essere, il nulla soffre tutto [...]; il nulla nella creatura è l'umiltà pratica». Questa umiltà non si ripiega su se stessa: si traduce in una carità «d'urgenza» verso gli emarginati, gli operai, le famiglie senza tetto e i malati, vissuta nella povertà reale e condivisa. Giovanni Paolo II, nell'omelia di beatificazione, sottolinea che esercitò «eroicamente la carità» e comprese in profondità la «scienza della Croce», pur rimanendo «immersa nella gioia pasquale» nonostante l'austerità della sua esistenza. Già durante la sua vita, il popolo di Siviglia la venera e la soprannomina la «madre dei poveri». La sua reputazione di santità, attestata da questa devozione popolare, conduce la Chiesa a dichiararla venerabile il 12 febbraio 1976.
Beatificazione e canonizzazione
Beatificata a Siviglia nel 1982 e canonizzata a Madrid nel 2003 da Giovanni Paolo II, è stata riconosciuta santa dopo l'approvazione di due guarigioni giudicate inspiegabili.
Il processo di beatificazione di Ángela de la Cruz si apre dopo la sua morte; viene dichiarata venerabile da papa Paolo VI il 12 febbraio 1976. Giovanni Paolo II la beatifica a Siviglia il 5 novembre 1982, durante il suo primo viaggio apostolico in Spagna, davanti a una folla considerevole; si tratta di una delle prime beatificazioni celebrate fuori da Roma. Il miracolo riconosciuto per la beatificazione è la guarigione, giudicata scientificamente inspiegabile, di Concepción García Núñez, affetta da una grave forma di tubercolosi. Per la canonizzazione, la Chiesa riconosce un secondo miracolo: la guarigione improvvisa dalla cecità dell'occhio destro di un giovane ragazzo, Teodoro Molina Navarro, dovuta a un'ostruzione dell'arteria centrale della retina; la consulta medica della Congregazione per le cause dei santi ne riconosce il carattere inspiegato, e il decreto di canonizzazione viene promulgato il 20 dicembre 2002. Giovanni Paolo II la canonizza il 4 maggio 2003 in Plaza de Colón a Madrid, insieme a diverse altre figure spagnole, tra cui Pedro Poveda e José María Rubio. La sua festa liturgica è fissata al 2 marzo, giorno della sua morte.
Spiritualità ed eredità
La Compagnia della Croce prosegue la sua opera in Spagna e all'estero, e il corpo della santa, venerato a Siviglia, rimane un centro di devozione popolare.
L'eredità di Ángela de la Cruz si perpetua innanzitutto attraverso la Compagnia della Croce, che si è diffusa ben oltre Siviglia: la congregazione è presente in numerose regioni della Spagna, così come in Argentina e in Italia, fedele alla missione originaria di servizio gratuito ai poveri, ai malati e ai bambini svantaggiati. Figura molto popolare in Andalusia, la santa è rimasta nella memoria collettiva come la «madre dei poveri» di Siviglia, e i suoi funerali, nel 1932, radunarono un'immensa folla giunta per renderle omaggio. Il suo corpo riposa nella cappella della casa madre delle Suore della Croce, a Siviglia, dove è oggetto di una venerazione continua; in occasione della canonizzazione, i suoi resti furono esposti nella cattedrale di Siviglia prima di ritornare al convento. La sua memoria liturgica, celebrata il 2 marzo, è particolarmente onorata nell'arcidiocesi di Siviglia, di cui è una delle grandi figure spirituali moderne, testimone di una carità radicata nella povertà evangelica e nella contemplazione della Croce.
Il soprannaturale nella sua vita
I miracoli di Ángela de la Cruz
Domande frequenti su Ángela de la Cruz
Chi era Ángela de la Cruz?
Religiosa spagnola nata a Siviglia nel 1846, Ángela de la Cruz (María de los Ángeles Guerrero González) fondò nel 1875 la Compagnia della Croce al servizio dei poveri e dei malati. Soprannominata la «madre dei poveri», fu canonizzata da Giovanni Paolo II il 4 maggio 2003.
Quali miracoli sono attribuiti a Ángela de la Cruz?
A questo santo sono attribuiti 2 miracoli, in particolare: Guarigione.
Quali santi furono contemporanei di Ángela de la Cruz?
Tra i suoi contemporanei figurano: Francisca de Paula de Jesus, Mercedes de Jesús Molina, Teresa di Gesù Jornet e Maria Eugenia di Gesù.
Quando morì Ángela de la Cruz?
Ángela de la Cruz morì verso il 1932.
Quali sono gli altri nomi di Ángela de la Cruz?
Altre forme del nome: María de los Ángeles Guerrero González, Angela della Croce, Angela of the Cross e Angèle de la Croix.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1932
- Canonizzazione nel 2003 da parte di Giovanni Paolo II
Citazioni
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Il nulla tace, il nulla non vuole essere, il nulla soffre tutto. […] Il nulla nella creatura è l'umiltà pratica.
https://www.vatican.va/news_services/liturgy/saints/ns_lit_doc_20030504_guerrero-gonzalez_en.html -
espropriata per pubblica utilità
https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/es/homilies/1982/documents/hf_jp-ii_hom_19821105_suorangela-siviglia.html