Giovanni Antonio Farina
Vescovo italiano, soprannominato il «vescovo dei poveri», Giovanni Antonio Farina (1803-1888) fondò nel 1836 le Suore maestre di Santa Dorotea, figlie dei Sacri Cuori, dedite all'educazione delle fanciulle povere.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nato nel 1803 a Gambellara vicino a Vicenza, Giovanni Antonio Farina fu sacerdote, educatore e poi vescovo, e morì a Vicenza nel 1888.
Giovanni Antonio Farina nasce l'11 gennaio 1803 a Gambellara, in provincia di Vicenza, nel Veneto, in una famiglia di proprietari terrieri legati alla fede cattolica. Figlio di Pietro Farina e di Francesca Bellame, viene affidato fin dall'infanzia a uno zio paterno sacerdote, che ne cura l'educazione e l'orientamento spirituale. A quindici anni entra nel seminario diocesano di Vicenza, dove compie un percorso segnato dallo studio e dalla pietà. Viene ordinato sacerdote il 14 gennaio 1827, secondo le fonti della causa di beatificazione; alcune note riportano la data del 15 gennaio. Dotato di un diploma che lo abilita all'insegnamento, si dedica presto alla formazione: insegna per diciotto anni nel seminario di Vicenza ed esercita il ministero parrocchiale a San Pietro. Impegnato nei movimenti di riforma spirituale del clero del suo tempo, acquisisce la reputazione di pastore attento ai più bisognosi. Muore a Vicenza il 4 marzo 1888, all'età di ottantacinque anni, dopo una lunga vita consacrata all'educazione e alla carità.
Vita e opera
Nel 1836, Farina fonda a Vicenza le Suore Maestre di Santa Dorotea, Figlie dei Sacri Cuori, dedite all'istruzione delle fanciulle povere e alla cura dei più vulnerabili.
L'opera principale di Giovanni Antonio Farina è la fondazione di un istituto religioso insegnante. Già nel 1831, apre a Vicenza una prima scuola destinata alle giovani fanciulle povere, poi, l'11 novembre 1836, fonda l'Istituto delle Suore Maestre di Santa Dorotea, Figlie dei Sacri Cuori. La congregazione riceve l'approvazione pontificia da papa Gregorio XVI il 1° marzo 1839. Farina concepisce un'opera educativa rivolta alle ragazze svantaggiate: non solo le bambine di buona famiglia, ma soprattutto quelle che la miseria o gravi infermità rendevano vulnerabili, in particolare le fanciulle cieche e sordomute. Accanto all'istruzione, le religiose si dedicano alla cura dei malati e degli anziani. Nel 1850, Farina è nominato vescovo di Treviso, poi trasferito il 18 giugno 1860 alla sede di Vicenza, che occupa fino alla morte. Vescovo attivo, visita le parrocchie, compresi i villaggi di montagna, riorganizza la formazione del clero e moltiplica le confraternite di carità, prolungando così nel suo ministero episcopale lo slancio apostolico della sua fondazione.
Cammino verso la santità
Farina è riconosciuto per la sua carità eroica verso i poveri e i malati, e per una spiritualità incentrata sui Sacri Cuori e sull'educazione del cuore.
La reputazione di santità di Giovanni Antonio Farina si fonda su una carità ritenuta eroica dalla Chiesa. Soprannominato il «vescovo dei poveri», si recava personalmente presso i malati negli ospedali, organizzava nelle sue diocesi associazioni di assistenza agli indigenti e si preoccupava della qualità delle cure, arrivando a diffondere conoscenze per migliorare il servizio infermieristico. La sua spiritualità univa la devozione ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria, che pose al centro della sua fondazione, e un'elevata concezione dell'educazione. Riassumeva la sua intuizione pedagogica affermando che «la vera scienza consiste nell'educazione del cuore, cioè nel timor pratico di Dio». Come vescovo, operò senza sosta per la formazione dottrinale e spirituale del clero e dei fedeli, conducendo a Vicenza il primo sinodo diocesano dal 1689. Questa costanza nel servizio ai più deboli e nella riforma pastorale ha fondato la convinzione, dopo la sua morte, che avesse vissuto le virtù cristiane a un grado esemplare, aprendo la strada alla sua causa di beatificazione.
Beatificazione e canonizzazione
Beatificato nel 2001 da Giovanni Paolo II e canonizzato nel 2014 da papa Francesco, Farina è festeggiato il 4 marzo; due guarigioni riconosciute come miracolose hanno segnato la sua causa.
La causa di Giovanni Antonio Farina giunse alla sua beatificazione, celebrata a Roma il 4 novembre 2001 da papa Giovanni Paolo II. Il miracolo riconosciuto per questa tappa fu la guarigione, giudicata inspiegabile, di una religiosa ecuadoriana affetta da un tumore canceroso avanzato, attribuita all'intercessione del fondatore. La canonizzazione è stata poi pronunciata da papa Francesco il 23 novembre 2014, in Piazza San Pietro, nel corso di una cerimonia in cui Farina è stato proclamato santo insieme ad altri beati. Papa Francesco aveva approvato, con decreto del 3 aprile 2014, il miracolo richiesto per la canonizzazione, legato secondo le fonti a un parto e alla sopravvivenza di una madre gravemente malata in India. La festa liturgica di san Giovanni Antonio Farina è fissata al 4 marzo, giorno dell'anniversario della sua morte; nelle diocesi di Vicenza e di Treviso, la sua memoria è celebrata anche il 14 gennaio.
Spiritualità ed eredità
La sua eredità perdura attraverso la congregazione delle Suore Maestre di Santa Dorotea e la memoria di un vescovo pioniere della carità educativa.
L'eredità di san Giovanni Antonio Farina rimane innanzitutto viva nella congregazione da lui fondata, le Suore Maestre di Santa Dorotea, figlie dei Sacri Cuori, presenti in diversi paesi al servizio dell'educazione, della cura dei malati e dell'accompagnamento dei più poveri. Riconosciuto come un precursore nell'attenzione rivolta alle ragazze cieche e sordomute, Farina è onorato come una figura della carità educativa del XIX secolo veneziano. La sua memoria è particolarmente coltivata nella sua regione d'origine: la casa madre dell'istituto si trova a Vicenza, e le diocesi di Vicenza e di Treviso, che ha successivamente governato, lo annoverano tra i loro santi. Le sue spoglie sono conservate a Vicenza, luogo di pellegrinaggio per i fedeli e le religiose della congregazione. Santo patrono dell'istituto che ha fondato, rimane invocato come modello di vescovo vicino ai poveri e promotore di un'educazione radicata nella fede.
Il soprannaturale nella sua vita
I miracoli di Giovanni Antonio Farina
Domande frequenti su Giovanni Antonio Farina
Chi era Giovanni Antonio Farina?
Vescovo italiano, soprannominato il «vescovo dei poveri», Giovanni Antonio Farina (1803-1888) fondò nel 1836 le Suore maestre di Santa Dorotea, figlie dei Sacri Cuori, dedite all'educazione delle fanciulle povere.
Di cosa è Giovanni Antonio Farina santo patrono?
Patronati di Giovanni Antonio Farina: Sœurs maîtresses de sainte Dorothée, filles des Sacrés-Cœurs e Suore maestre di Santa Dorotea, figlie dei Sacri Cuori.
Quali miracoli sono attribuiti a Giovanni Antonio Farina?
A questo santo sono attribuiti 2 miracoli, in particolare: Guarigione.
Quali santi furono contemporanei di Giovanni Antonio Farina?
Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.
Quando morì Giovanni Antonio Farina?
Giovanni Antonio Farina morì verso il 1888.
Quali sono gli altri nomi di Giovanni Antonio Farina?
Altre forme del nome: Jean-Antoine Farina e John Anthony Farina.
Chi sono i familiari di Giovanni Antonio Farina?
Familiari di Giovanni Antonio Farina: Pietro Farina (padre) e Francesca Bellame (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1888
- Canonizzazione nel 2014 da parte di Francesco
Citazioni
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La vera scienza consiste nell'educazione del cuore, vale a dire nel timore pratico di Dio.
https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/giovanni-antonio-farina.html