Giuseppe Freinademetz
Sacerdote tirolese di lingua ladina, Giuseppe Freinademetz fu uno dei primi missionari della Società del Verbo Divino in Cina, dove operò per quasi trent'anni nello Shandong meridionale; fu canonizzato nel 2003.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nato nel 1852 nel Tirolo del Sud, Joseph Freinademetz divenne sacerdote diocesano prima di farsi missionario in Cina, dove morì nel 1908.
Joseph (Josef) Freinademetz nacque il 15 aprile 1852 a Oies, una frazione del comune di Badia, in Val Badia, una valle ladina delle Dolomiti allora parte della contea del Tirolo, nell'Impero d'Austria (oggi provincia di Bolzano, Italia). Proveniente da una famiglia contadina numerosa e profondamente credente, frequentò la scuola elementare ladina e poi gli studi in lingua tedesca a Bressanone (Brixen), dove seguì il ginnasio e successivamente la filosofia e la teologia presso il seminario diocesano. Fu ordinato sacerdote il 25 luglio 1875 ed esercitò inizialmente il suo ministero come cappellano a San Martino in Badia, vicino al suo paese natale, dove si guadagnò rapidamente l'affetto dei suoi parrocchiani. Attratto dalla vocazione missionaria, entrò nel 1878 nella casa madre della Società del Verbo Divino (Verbiti), fondata da Arnold Janssen a Steyl, nei Paesi Bassi. Inviato in Cina, vi consacrò quasi tre decenni, al prezzo di una salute provata dal clima, dai viaggi e dalla malattia. Morì il 28 gennaio 1908 a Taikia (Daijiazhuang), nello Shandong meridionale, vittima di un'epidemia di tifo contratta assistendo i malati.
Vita e opera
Pioniere verbita in Cina, Freinademetz evangelizzò lo Shandong meridionale, formò catechisti e sacerdoti cinesi e redasse un catechismo in cinese.
Dopo aver ricevuto la sua croce missionaria il 2 marzo 1879, Freinademetz partì per la Cina con il suo confratello Johann Baptist von Anzer; raggiunsero Hong Kong, dove rimasero circa due anni, operando in particolare a Saikung. Nel 1881-1882, i due missionari si stabilirono nella provincia meridionale dello Shandong (Shantung meridionale), una regione di circa dodici milioni di abitanti dove si contava allora solo una manciata di cristiani. Freinademetz vi si dedicò a un lungo e difficile lavoro di evangelizzazione, affrontando il banditismo, i lunghi viaggi apostolici e l'ostilità iniziale della popolazione. Convinto che il futuro della Chiesa passasse attraverso un clero locale, si dedicò alla formazione dei catechisti cinesi e dei futuri sacerdoti: fu direttore della formazione dei catechisti, rettore del seminario e redasse un catechismo in lingua cinese nonché delle regole per i catechisti. Esercitò anche responsabilità di governo, diventando amministratore e poi superiore provinciale della missione, incarico che assunse in particolare dopo la rivolta dei Boxer (1900). La sua profonda inculturazione — adottò l'abbigliamento e gli usi cinesi — fece di lui una figura rispettata, conosciuta con il nome di «Fu Shenfu».
Cammino verso la santità
La santità di Freinademetz si radicò in una carità missionaria totale e in un'identificazione con il popolo cinese che aveva scelto di servire.
La reputazione di santità di Giuseppe Freinademetz poggia sulla radicalità del suo dono missionario e su una carità che egli considerava il linguaggio universale del Vangelo. Profondamente legato al popolo che serviva, spinse l'inculturazione fino a volersi pienamente cinese, nel suo modo di vivere come nel suo cuore. La sua spiritualità, segnata dallo spirito del fondatore Arnold Janssen, univa una vita interiore sostenuta e un lavoro apostolico instancabile, accettato nonostante la solitudine, le privazioni e la malattia: dal 1898, fu colpito da una laringite e da un principio di tubercolosi che lo costrinsero a un soggiorno di riposo in Giappone, prima di riprendere il suo incarico. La sua morte, avvenuta mentre si sfiniva al servizio dei malati durante l'epidemia di tifo, fu percepita come il coronamento di una vita interamente offerta. La venerazione di cui fu oggetto, tanto in Cina quanto nel suo Tirolo natale e in tutta la famiglia verbita, condusse all'apertura della sua causa dopo il 1908.
Beatificazione e canonizzazione
Beatificato nel 1975 da Paolo VI, Giuseppe Freinademetz fu canonizzato il 5 ottobre 2003 da Giovanni Paolo II, insieme al fondatore Arnold Janssen.
Giuseppe Freinademetz fu beatificato da papa Paolo VI il 19 ottobre 1975, insieme ad Arnold Janssen, fondatore della Società del Verbo Divino. La causa giunse poi alla canonizzazione: il 5 ottobre 2003, papa Giovanni Paolo II lo iscrisse nel catalogo dei santi, anche in questo caso insieme ad Arnold Janssen. Non essendo morto martire, ma vittima di un'epidemia contratta al servizio dei malati, la sua causa procedette per la via ordinaria delle virtù eroiche e del riconoscimento di miracoli attribuiti alla sua intercessione. La sua memoria liturgica è generalmente celebrata il 28 gennaio, giorno dell'anniversario della sua morte (dies natalis), in particolare nel calendario proprio della Società del Verbo Divino e nel Martirologio Romano; alcune fonti legate ai Verbiti italiani menzionano tuttavia una commemorazione al 28 febbraio.
Spiritualità ed eredità
Primo santo di lingua ladina e figura di spicco dei Verbiti, Freinademetz è onorato come patrono delle missioni e venerato nel santuario di Oies.
Joseph Freinademetz rimane una figura emblematica della Società del Verbo Divino, di cui fu, insieme ad Anzer, uno dei primissimi missionari in Cina. È onorato come patrono delle missioni estere e modello di inculturazione per i missionari. Nella sua terra natale, la Val Badia, è particolarmente venerato come il primo santo di lingua ladina; il santuario di Oies, allestito attorno alla sua casa natale, è un luogo di pellegrinaggio della diocesi di Bolzano-Bressanone. In Cina, la sua tomba a Taikia fu distrutta durante la Rivoluzione culturale, ma la sua camera mortuaria sussiste. Il suo ricordo rimane vivo nelle comunità verbite di tutto il mondo e tra i cattolici cinesi, che vedono in lui un testimone dell'amore della Chiesa per il loro popolo. Il suo motto spirituale — l'amore come unica lingua che tutti gli uomini comprendono — continua a ispirare l'azione missionaria contemporanea.
Domande frequenti su Giuseppe Freinademetz
Chi era Giuseppe Freinademetz?
Sacerdote tirolese di lingua ladina, Giuseppe Freinademetz fu uno dei primi missionari della Società del Verbo Divino in Cina, dove operò per quasi trent'anni nello Shandong meridionale; fu canonizzato nel 2003.
Di cosa è Giuseppe Freinademetz santo patrono?
Patronati di Giuseppe Freinademetz: Missions étrangères, Missioni estere, Val Badia / peuple ladin e Val Badia / popolo ladino.
Quali santi furono contemporanei di Giuseppe Freinademetz?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Giuseppe Freinademetz?
Giuseppe Freinademetz morì verso il 1908.
Quali sono gli altri nomi di Giuseppe Freinademetz?
Altre forme del nome: Josef Freinademetz, Joseph Freinademetz, Ujöp Freinademetz e Fu Shenfu.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1908
- Canonizzazione nel 2003 da parte di Giovanni Paolo II
Citazioni
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La lingua che tutti gli uomini comprendono è quella dell'amore.
https://www.vatican.va/news_services/liturgy/saints/ns_lit_doc_20031005_freinademetz_en.html -
Ormai sono più cinese che tirolese, e voglio restare cinese anche in paradiso.
https://www.amiciverbiti.it/index.php/missionari-verbiti/san-giuseppe-freinademetz