5 ottobre 20° secolo

Santa Anna Schäffer

Laica tedesca di Mindelstetten, immobilizzata da gravi ustioni e segnata dalle stigmate, Anna Schäffer offrì la sua sofferenza ed esercitò un apostolato epistolare; fu canonizzata nel 2012 da Benedetto XVI.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    Sezioni di lettura: 5

    Vita 01 / 05

    Biografia

    Anna Schäffer nacque nel 1882 a Mindelstetten, in Baviera, in una modesta famiglia di artigiani; serva fin dall'adolescenza, sognava la vita religiosa missionaria prima che un incidente sconvolgesse la sua esistenza.

    Anna Schäffer nacque il 18 febbraio 1882 a Mindelstetten, un villaggio della diocesi di Ratisbona, in Bassa Baviera, terza di sei figli di una famiglia povera il cui padre era falegname. Alunna dotata ma senza mezzi per proseguire gli studi, perse il padre all'inizio del 1896 e dovette guadagnarsi da vivere come domestica fin dall'età di quattordici anni, prestando servizio successivamente in diverse case della regione, a Ratisbona, Sandersdorf, Landshut e Stammham. Profondamente pia fin dalla sua prima comunione, che ricordò come «il giorno più bello della sua vita», nutriva il desiderio di entrare in una congregazione missionaria e lavorava per mettere insieme la dote richiesta. Secondo le fonti agiografiche, avrebbe avuto nel 1898 un'esperienza interiore che le annunciava lunghe sofferenze. Il suo progetto di vita religiosa fu annientato il 4 febbraio 1901: mentre lavorava in una lavanderia, cadde in una vasca di acqua bollente e si ustionò gravemente entrambe le gambe fino alle ginocchia. Le ferite non guarirono mai; nonostante numerosi interventi chirurgici e soggiorni presso la clinica universitaria di Erlangen, rimase quasi continuamente allettata durante gli ultimi venticinque anni della sua vita.

    Missione 02 / 05

    Vita e opera

    Inchiodata al letto dalle sue piaghe incurabili, Anna Schäffer trasformò la sua stanza in un luogo di apostolato, accogliendo visitatori e scrivendo innumerevoli lettere di conforto spirituale.

    Privata della vita religiosa a cui aspirava, Anna Schäffer comprese progressivamente la sua malattia come una vocazione: offrire la sua sofferenza per la salvezza delle anime e della Chiesa. Dal suo letto, che descriveva come un laboratorio in cui conformarsi alla croce di Cristo, sviluppò un vero e proprio apostolato. Evocava tre «chiavi del Cielo»: la sofferenza, l'ago e la penna. Abile nei lavori di cucito, ricamava, nonostante le mani indebolite, immagini pie, in particolare del Sacro Cuore, che offriva in dono. Soprattutto, intrattenne un'abbondante corrispondenza: le si attribuiscono circa 183 lettere e note scritte tra il 1910 e il 1925, con le quali consigliava e consolava numerosi visitatori e destinatari giunti a cercare presso di lei conforto e direzione spirituale. Papa Giovanni Paolo II riassunse questa dimensione dicendo che la sua stanza era diventata «la culla di un vasto apostolato epistolare». Lasciò anche dei quaderni in cui annotò le sue esperienze interiori, che definiva con semplicità «sogni», redatti in una lingua modesta che rifletteva la sua scarsa istruzione. Il suo stato si degradò nel corso degli anni, con convulsioni e, verso la fine, la perdita della vista e della parola.

    Teologia 03 / 05

    Cammino verso la santità

    Animata da un'intensa devozione eucaristica e mariana, Anna Schäffer visse la sua sofferenza come un'offerta d'amore; ricevette, secondo i suoi confessori e le fonti agiografiche, le stimmate nel 1910.

    La spiritualità di Anna Schäffer si radicò in una fervente devozione eucaristica: faceva la comunione quasi quotidianamente e vi attingeva la sua forza, dichiarando di sentirsi così colma da non voler cambiare il suo letto di dolore. La sua vita interiore era segnata da una devozione mariana, dall'attaccamento al Sacro Cuore di Gesù e da un atteggiamento di abbandono ed espiazione. I suoi confessori, tra cui padre Karl Rieger che le portò la comunione per anni, testimoniarono che non si lamentava mai nonostante i dolori costanti. Secondo le fonti agiografiche e la tradizione ricevuta dalla Chiesa, ricevette il 4 ottobre 1910 le stimmate, avvertite come segni di fuoco alle mani, ai piedi e al cuore, che si sforzò a lungo di nascondere, oltre a fenomeni mistici e visioni. I suoi dolori si intensificavano, si dice, il giovedì, il venerdì e nei giorni di festa, in unione con la Passione. Questa trasformazione della prova in dono d'amore fece crescere, durante la sua vita e dopo la sua morte, una solida reputazione di santità. Secondo diverse fonti, tra le sue ultime parole figura l'invocazione «Gesù, per te vivo!»

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Morta nel 1925, Anna Schäffer fu beatificata da Giovanni Paolo II nel 1999 e canonizzata da Benedetto XVI il 21 ottobre 2012, dopo il riconoscimento di due guarigioni giudicate inspiegabili dal punto di vista medico.

    Anna Schäffer morì il 5 ottobre 1925 a Mindelstetten, all'età di quarantatré anni. La reputazione di santità che la circondava suscitò rapidamente un afflusso di pellegrini sulla sua tomba e numerosi racconti di grazie e guarigioni attribuiti alla sua intercessione. La causa di beatificazione fu introdotta nel 1973 e un'ampia inchiesta raccolse migliaia di testimonianze. Il Papa Giovanni Paolo II la proclamò beata il 7 marzo 1999, a Roma; il miracolo riconosciuto per la beatificazione fu la guarigione rapida e completa di un giovane vittima di un grave trauma cranico a seguito di un incidente, giudicata inspiegabile dal punto di vista medico. Fu poi canonizzata dal Papa Benedetto XVI il 21 ottobre 2012, in Piazza San Pietro in Vaticano; il miracolo riconosciuto per la canonizzazione fu la guarigione, giudicata scientificamente inspiegabile dalla consulta medica nel 2010, di una donna affetta da ascite conseguente a cirrosi epatica, guarita dopo aver pregato Santa Anna Schäffer. La sua memoria liturgica è fissata al 5 ottobre.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    Figura dell'apostolato attraverso la sofferenza, Anna Schäffer è venerata a Mindelstetten, dove le sue reliquie attirano i pellegrini, ed è proposta come modello ai malati e ai laici.

    L'eredità spirituale di Anna Schäffer fa di lei una delle grandi figure moderne dell'« apostolato della sofferenza » e un modello per i laici, le persone malate e gli operatori sanitari. Le sue spoglie riposano nella chiesa parrocchiale di Mindelstetten, divenuta un luogo di pellegrinaggio dove si continua a ricorrere alla sua intercessione; le fonti riportano che numerosissime grazie e guarigioni vi sono state registrate fin dalla fine degli anni Venti, con oltre quindicimila racconti censiti nel corso dei decenni. La sua casa natale e la sua stanza, conservate come memoriale, così come i centri e le associazioni che portano il suo nome, mantengono viva la sua memoria in Baviera e oltre. Spesso invocata dai malati, dagli infermi e da coloro che portano una croce fisica o morale, è presentata dalla Chiesa come una testimone della speranza e della fecondità spirituale della sofferenza offerta per amore, sull'esempio di Cristo. La sua canonizzazione nel 2012 ha rafforzato la diffusione del suo messaggio, trasmesso attraverso le sue lettere e i suoi scritti, tradotti in diverse lingue.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Segni e attributi

    I miracoli di Santa Anna Schäffer

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    Domande frequenti su Santa Anna Schäffer

    Chi era Santa Anna Schäffer?

    Laica tedesca di Mindelstetten, immobilizzata da gravi ustioni e segnata dalle stigmate, Anna Schäffer offrì la sua sofferenza ed esercitò un apostolato epistolare; fu canonizzata nel 2012 da Benedetto XVI.

    Per cosa si prega Santa Anna Schäffer?

    Santa Anna Schäffer è invocato per: Les malades, I malati, Les personnes souffrantes et infirmes e Persone sofferenti e inferme.

    Come si riconosce Santa Anna Schäffer nell’arte cristiana?

    Nell’iconografia, Santa Anna Schäffer è riconoscibile da: Stimmate, Crocifisso, Rosario e Ricamo / ago.

    Quali miracoli sono attribuiti a Santa Anna Schäffer?

    A questo santo sono attribuiti 2 miracoli, in particolare: Guarigione.

    Quali santi furono contemporanei di Santa Anna Schäffer?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.

    Quando morì Santa Anna Schäffer?

    Santa Anna Schäffer morì verso il 1925.

    Quali sono gli altri nomi di Santa Anna Schäffer?

    Altre forme del nome: Anna Schäffer, Anna Schaffer e Anna Schäffer di Mindelstetten.

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1925
    2. Canonizzazione nel 2012 da parte di Benedetto XVI

    Citazioni

    • Gesù, per te vivo! https://www.anna-schaeffer.de/biography.html
    • Non posso scrivere con la penna quanto sono felice ogni volta dopo la santa comunione. https://en.wikipedia.org/wiki/Anna_Sch%C3%A4ffer