5 aprile 16° secolo

Caterina da Palma

Mistica maiorchina nata a Valldemossa nel 1531, Catalina Tomàs fu canonica regolare di Sant'Agostino nel convento di Santa Magdalena a Palma; celebre per le sue estasi e le sue lotte contro il demonio, morì nel 1574 e fu canonizzata nel 1930 da Pio XI.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    Sezioni di lettura: 5

    Vita 01 / 05

    Biografia

    Catalina Tomàs nasce a Valldemossa, sull'isola di Maiorca, nel 1531; rimasta orfana e impiegata come serva, si volge molto presto alla preghiera prima di entrare tra le canonichesse regolari di Sant'Agostino a Palma.

    Caterina di Palma, conosciuta a Maiorca con il nome di Catalina Tomàs i Gallard e popolarizzata come «Sor Tomasseta» o «sa Beata», nasce il 1° maggio 1531 a Valldemossa, nel regno di Maiorca. Proveniente da una famiglia contadina della tenuta di Son Gallard, rimane orfana in tenera età: suo padre muore nel 1535, poi sua madre e suo nonno paterno nel 1541. Accolta da alcuni parenti, viene impiegata come serva e pastorella, conducendo una vita dura e povera. Fin dall'infanzia, la sua pietà e la sua austerità la distinguono. Secondo i racconti agiografici, riceve visioni di santi, in particolare di sant'Antonio abate e di santa Caterina d'Alessandria, che orientano la sua vocazione religiosa. Dopo diversi tentativi, viene ammessa al convento di Santa María Magdalena, a Palma, presso le canonichesse regolari di Sant'Agostino, dove pronuncia i voti il 24 agosto 1555. Vi conduce un'esistenza ritirata, consacrata alla preghiera, fino alla morte avvenuta nello stesso convento il 5 aprile 1574, all'età di quarantadue anni.

    Vita 02 / 05

    Vita e opera

    Nel convento di Santa Magdalena, Catalina Tomàs vive nell'umiltà e in un'intensa vita di preghiera, rifiutando gli incarichi e facendosi notare per fenomeni mistici.

    La vita di Catalina Tomàs nel monastero di Santa María Magdalena è caratterizzata da un'umiltà radicale, dall'obbedienza e dalla rinuncia alla propria volontà. Semplice canonichessa, avrebbe declinato ogni incarico di responsabilità, compreso quello di superiora che le sarebbe stato proposto. La sua reputazione è dovuta soprattutto ai fenomeni mistici che costellano la sua esistenza: estasi prolungate, talvolta descritte come durature per lunghe ore e accompagnate da un'apparente sospensione delle funzioni vitali, oltre a un dono di profezia e di discernimento degli spiriti che colpì i suoi contemporanei, comprese le autorità ecclesiastiche dell'isola. La tradizione riporta anche violenti combattimenti spirituali: sarebbe stata assalita fisicamente dal demonio, subendo colpi e tormenti dai quali usciva rafforzata nella fede. Questi racconti, trasmessi dai biografi maiorchini e conservati nella memoria locale, fecero di lei, mentre era in vita, una figura di santità riconosciuta. Le vengono attribuiti anche scritti spirituali, in particolare lettere, che testimoniano la sua vita interiore.

    Teologia 03 / 05

    Cammino verso la santità

    La sua spiritualità unisce ascesi, abbandono alla volontà di Dio ed esperienza contemplativa, nella tradizione mistica agostiniana del XVI secolo.

    Il cammino spirituale di Catalina Tomàs si inserisce nel solco contemplativo della Riforma cattolica spagnola del XVI secolo. La sua santità è innanzitutto quella di un'umile serva divenuta religiosa, segnata dalla povertà, dalla penitenza e da un abbandono totale alla volontà divina. Le fonti insistono sulla sua obbedienza e sul suo annullamento, che praticava fino al rifiuto degli onori. La sua vita di preghiera la condusse a elevati stati contemplativi, descritti come rapimenti ed estasi durante i quali rimaneva assorta in Dio. I combattimenti contro le tentazioni e gli assalti attribuiti al demonio furono compresi dalla tradizione come la prova purificatrice di un'anima che avanza verso l'unione mistica. Già durante la sua vita, la sua reputazione di santità era grande a Maiorca, dove ci si recava per consultarla per il suo discernimento spirituale. Questa fama, accuratamente annotata dai suoi biografi dopo la sua morte, fu il punto di partenza di un culto popolare duraturo e del procedimento che avrebbe condotto, secoli più tardi, alla sua beatificazione e poi alla sua canonizzazione.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Beatificata nel 1792 da Pio VI e canonizzata il 22 giugno 1930 da Pio XI, Catalina Tomàs è la prima santa nativa delle Isole Baleari; la sua festa liturgica è fissata al 5 aprile.

    Il culto di Catalina Tomàs si sviluppò rapidamente dopo la sua morte, sostenuto dalla scoperta del suo corpo rimasto incorrotto durante le successive aperture della sua tomba, in particolare nel 1617. Dopo una lunga procedura, fu beatificata nel 1792 sotto il pontificato di Pio VI. La celebrazione delle sue feste iniziò allora in diverse località di Maiorca. La sua canonizzazione fu pronunciata a Roma il 22 giugno 1930 da papa Pio XI, rendendola la prima santa nata nelle Isole Baleari. La sua memoria liturgica è fissata al 5 aprile, giorno della sua morte; a Valldemossa, sua città natale, la grande festa patronale si tiene il 28 luglio. Il corpo incorrotto della santa è conservato in un'urna di vetro, esposto alla venerazione dei fedeli nella chiesa di Santa María Magdalena, a Palma di Maiorca, dove rimane un alto luogo della devozione insulare.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    Profondamente radicata nell'identità maiorchina, santa Catalina Tomàs è patrona di Valldemossa e onorata ogni anno dalle Feste della Beata, tra cui il celebre carro trionfale.

    Santa Catalina Tomàs occupa un posto centrale nella cultura religiosa e popolare di Maiorca. Patrona di Valldemossa, è onorata in tutta l'isola dalle «Festes de la Beata», celebrate in date variabili a seconda dei comuni. A Valldemossa, l'apice dei festeggiamenti ha luogo il 28 luglio, con la processione della reliquia e la sfilata del carro trionfale («carro triomfal»), istituito nel 1903: una giovane ragazza del villaggio vi incarna «la Beateta», circondata da angeli e figure in costume tradizionale. La sua immagine, riprodotta su innumerevoli pannelli di ceramica («rajoles») affissi alle facciate delle case maiorchine, fa parte del paesaggio quotidiano dell'isola. Prima santa nativa delle Baleari, rimane un riferimento spirituale per i fedeli locali, che vedono in lei un modello di umiltà, povertà e abbandono a Dio. Il suo santuario di Santa María Magdalena a Palma, dove riposa il suo corpo incorrotto, rimane un luogo di pellegrinaggio e di memoria.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Domande frequenti su Caterina da Palma

    Chi era Caterina da Palma?

    Mistica maiorchina nata a Valldemossa nel 1531, Catalina Tomàs fu canonica regolare di Sant'Agostino nel convento di Santa Magdalena a Palma; celebre per le sue estasi e le sue lotte contro il demonio, morì nel 1574 e fu canonizzata nel 1930 da Pio XI.

    Di cosa è Caterina da Palma santo patrono?

    Patronati di Caterina da Palma: Valldemossa e Valldemossa.

    Quali santi furono contemporanei di Caterina da Palma?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Beato Giovanni di Gesù Maria, Ana de Jesús, Venerabile Anna di Gesù e San Francesco di Sales (Vescovo e Principe di Ginevra).

    Quando morì Caterina da Palma?

    Caterina da Palma morì verso il 1574.

    Quali sono gli altri nomi di Caterina da Palma?

    Altre forme del nome: Catalina Tomàs, Caterina Tomàs i Gallard, Santa Catalina Thomàs, Sor Tomasseta e Catharina Thomas.

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1574
    2. Canonizzazione nel 1930 da parte di Pio XI