20 ottobre 20° secolo

Maria Bertilla Boscardin

Religiosa italiana delle Suore Maestre di Santa Dorotea, infermiera all'ospedale di Treviso, Maria Bertilla Boscardin (1888-1922) fu canonizzata l'11 maggio 1961 da papa Giovanni XXIII.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    Vita 01 / 05

    Biografia

    Nata nel 1888 in una povera famiglia contadina del Veneto, Anna Francesca Boscardin, giudicata poco dotata dal suo entourage, entrò tra le Suore Maestre di Santa Dorotea e prese il nome di Maria Bertilla.

    Anna Francesca Boscardin nasce il 6 ottobre 1888 a Brendola, vicino a Vicenza, in Veneto, in una famiglia di contadini poveri e cristiani. La sua infanzia è segnata dalla durezza di un padre, Angelo, violento e dedito al bere, e da una scolarità irregolare interrotta dai lavori nei campi e dalle faccende domestiche. Considerata dal suo entourage come semplice, se non addirittura poco dotata, viene derisa, ma riceve dal parroco una solida istruzione catechistica che nutre una fede profonda. Attratta dalla vita religiosa, entra, secondo le fonti verso il 1904-1905, nella Congregazione delle Suore Maestre di Santa Dorotea, Figlie dei Sacri Cuori, a Vicenza, dove riceve il nome di Maria Bertilla e pronuncia i voti nel 1907. Inizialmente impiegata nei lavori più umili, in cucina e in lavanderia, viene poi inviata all'ospedale di Treviso, di cui la congregazione assicura il servizio. La sua vita sarà quella di un'infermiera discreta e devota, fino alla sua morte prematura il 20 ottobre 1922, all'età di trentaquattro anni.

    Missione 02 / 05

    Vita e opera

    Formatasi come infermiera presso l'ospedale di Treviso, Maria Bertilla vi si dedicò al servizio dei malati, in particolare dei bambini affetti da malattie contagiose, e curò i feriti durante la Prima Guerra Mondiale.

    Presso l'ospedale di Treviso, contro ogni aspettativa, Maria Bertilla superò gli esami da infermiera e le venne affidato il reparto dei bambini affetti da malattie contagiose, in particolare la difterite, e successivamente la sala di isolamento. Nota per la sua dolcezza, la sua pazienza e la sua solerzia, conquistò l'affetto dei malati, che la considerarono rapidamente una presenza rassicurante. Durante la Prima Guerra Mondiale, dopo la rotta di Caporetto (1917), Treviso fu esposta ai bombardamenti; l'ospedale fu parzialmente requisito dall'esercito. Maria Bertilla rimase accanto ai pazienti più gravemente colpiti, che non potevano essere evacuati, curando feriti e soldati nel mezzo del pericolo dei raid aerei. Poiché una parte dell'ospedale fu trasferita in Lombardia, visse anche un periodo di prova in cui, a seguito di incomprensioni con una superiora, fu assegnata per alcuni mesi alla lavanderia, incarico che accettò con umiltà prima di essere reintegrata nel suo servizio presso i bambini. Papa Giovanni XXIII, durante la sua canonizzazione, la descrisse come «pronta e ordinata, esperta e silenziosa», dedita «a consolare, ad alleviare» i malati.

    Teologia 03 / 05

    Cammino verso la santità

    Maria Bertilla incarnò una santità fatta di umiltà, obbedienza e servizio disinteressato verso i malati, trasformando il suo sentimento di piccolezza in un abbandono fiducioso a Dio.

    La santità di Maria Bertilla Boscardin risiede interamente nell'umiltà e nell'adempimento fedele dei doveri più ordinari. Consapevole della sua fragilità e della sua reputazione di semplicità, avrebbe chiesto alla sua maestra delle novizie di aiutarla, esprimendo il desiderio di essere santa nonostante i suoi pochi mezzi. Questa umiltà non fu rassegnazione ma offerta: si sforzava di rimanere, secondo le sue proprie disposizioni, nelle mani di Dio, senza lasciarsi turbare da ciò che è passeggero. Il suo servizio ai malati, segnato da una carità concreta e discreta, testimoniava una fede vissuta nel silenzio e nell'abnegazione. Colpita fin dalla ventina da un tumore, continuò a lavorare nonostante la sofferenza, vivendo la sua malattia nella pazienza. Papa Giovanni XXIII riassunse questa fisionomia spirituale parlando a suo riguardo di «grandezza che viene dall'umiltà» e lodando la sua pietà, la sua modestia, la sua pazienza nel dolore e la sua carità verso i malati. La sua reputazione di santità si diffuse fin dalla sua morte, sostenuta dal ricordo della sua dedizione.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Beatificata da Pio XII nel 1952 e poi canonizzata da Giovanni XXIII l'11 maggio 1961, Maria Bertilla è festeggiata il 20 ottobre.

    Colpita da un tumore operato senza successo duraturo, Maria Bertilla Boscardin muore a Treviso il 20 ottobre 1922, all'età di trentaquattro anni. La reputazione di santità che la circondava condusse all'apertura della sua causa, istruita a partire dagli anni Venti. Fu proclamata beata l'8 giugno 1952 da papa Pio XII, poi canonizzata l'11 maggio 1961, giorno dell'Ascensione, da papa Giovanni XXIII, durante la quarta canonizzazione del suo pontificato. Secondo le fonti, diversi malati che aveva curato erano presenti alla cerimonia, e grazie di guarigione furono riportate per sua intercessione, in conformità con i requisiti del processo, senza che il dettaglio ne sia qui precisato. La sua festa liturgica è fissata al 20 ottobre, giorno della sua morte. Nella sua omelia di canonizzazione, Giovanni XXIII sottolineò che la sua santità proveniva dall'umiltà, manifestando come la grandezza evangelica possa scaturire dai più semplici.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    Figura di umiltà e di servizio infermieristico, Maria Bertilla Boscardin è venerata come modello per gli operatori sanitari e per le anime semplici; le sue reliquie riposano a Vicenza.

    Santa Maria Bertilla Boscardin rimane una figura emblematica della santità nascosta, compiuta nell'ordinarietà del servizio ospedaliero. La sua vita, segnata dall'annullamento di sé e dalla dedizione ai malati, la rende un modello volentieri proposto agli infermieri, agli operatori sanitari e a tutti coloro che il mondo giudica senza importanza o «poco dotati», dimostrando che la fedeltà alle piccole cose può condurre alla santità. Le sue spoglie sono conservate a Vicenza, nella Casa madre della Congregazione delle Suore Maestre di Santa Dorotea, Figlie dei Sacri Cuori, alla quale appartenne e che ne perpetua il ricordo. Il suo culto si esprime particolarmente in Veneto, a Brendola, suo paese natale, e a Treviso, dove esercitò il suo ministero presso i malati. Il suo esempio, messo in luce dalla sua canonizzazione nel 1961, continua a ispirare una spiritualità dell'umiltà e della carità concreta, vissuta nel silenzio e nel dono di sé.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Domande frequenti su Maria Bertilla Boscardin

    Chi era Maria Bertilla Boscardin?

    Religiosa italiana delle Suore Maestre di Santa Dorotea, infermiera all'ospedale di Treviso, Maria Bertilla Boscardin (1888-1922) fu canonizzata l'11 maggio 1961 da papa Giovanni XXIII.

    Quali santi furono contemporanei di Maria Bertilla Boscardin?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.

    Quando morì Maria Bertilla Boscardin?

    Maria Bertilla Boscardin morì verso il 1922.

    Quali sono gli altri nomi di Maria Bertilla Boscardin?

    Altre forme del nome: Marie-Bertille Boscardin e Anna Francesca Boscardin.

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1888-1922
    2. Canonizzazione nel 1961 da parte di Giovanni XXIII

    Citazioni

    • pronta e ordinata, esperta e silenziosa https://www.vatican.va/content/john-xxiii/it/homilies/1961/documents/hf_j-xxiii_hom_19610511_bertilla-boscardin.html