5 maggio 19° secolo

Nunzio Sulprizio

Nunzio Sulprizio (1817-1836) è un giovane laico italiano, orfano e maltrattato, che ha offerto le sue sofferenze legate alla tubercolosi ossea in unione con Cristo. È stato canonizzato nel 2018.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    Sezioni di lettura: 5

    Vita 01 / 05

    Biografia

    La vita di Nunzio Sulprizio, dalla sua nascita nel 1817 a Pescosansonesco fino ai maltrattamenti subiti dallo zio dopo essere rimasto orfano.

    Nunzio Sulprizio nasce il 13 aprile 1817 a Pescosansonesco, in provincia di Pescara, nel Regno delle Due Sicilie (nell'attuale Italia). Figlio unico di Domenico Sulprizio, un modesto calzolaio, e di Rosa Luciani, una filatrice, viene battezzato il giorno stesso della sua nascita. La sua prima infanzia è rapidamente segnata dal lutto: nell'agosto 1820, quando ha solo tre anni, suo padre muore prematuramente all'età di 26 anni. Sua madre si risposa due anni dopo con Giacomo Antonio De Fabiis per ragioni finanziarie, ma questo patrigno si mostra duro e indifferente verso il giovane ragazzo. Il 5 marzo 1823, anche sua madre muore, lasciandolo orfano all'età di sei anni.

    Nunzio viene allora accolto dalla nonna materna, Anna Rosaria Luciani del Rosso, una donna analfabeta ma dotata di una fede profonda. Ella gli trasmette l'amore per l'Eucaristia, per la Vergine Maria e per la preghiera. Sfortunatamente, questo periodo di relativa serenità termina il 4 aprile 1826 con la morte della nonna. A soli nove anni, Nunzio si ritrova di nuovo solo al mondo.

    Viene quindi preso in carico dal suo zio materno, Domenico Luciani (soprannominato «Mingo»), un fabbro violento, collerico e alcolizzato. Quest'ultimo lo ritira immediatamente da scuola per impiegarlo come apprendista nella sua fucina. Lo zio lo sfrutta senza ritegno, imponendogli compiti estenuanti e sproporzionati per la sua età, maltrattandolo fisicamente e privandolo regolarmente di cibo.

    Vita 02 / 05

    Vita e opera

    La malattia di Nunzio, il suo incontro con il colonnello Wochinger a Napoli, il suo soggiorno all'Ospedale degli Incurabili e la sua morte precoce nel 1836.

    La costituzione fragile di Nunzio non resiste a lungo a questo trattamento disumano. Durante il rigido inverno del 1831, suo zio lo manda a trasportare un pesante carico di ferro battuto sui pendii di Rocca Tagliata. Esausto e intirizzito dal freddo, il giovane ragazzo rientra la sera con una forte febbre e una gamba gravemente gonfia. Non potendo più lavorare alla fucina, subisce nuove violenze da parte dello zio. La sua ferita alla gamba, trascurata e non curata, si trasforma in cancrena e poi in tubercolosi ossea. Divenuto infermo, viene soprannominato dai suoi compagni «il piccolo santo zoppo».\n\nDi fronte a questa situazione drammatica, un vicino avverte uno zio paterno di Nunzio, Francesco Sulprizio, militare in guarnigione a Napoli. Nell'estate del 1832, quest'ultimo fa venire il giovane a Napoli e lo presenta al colonnello Felice Wochinger, un ufficiale dell'esercito borbonico rinomato per la sua grande pietà e la sua carità verso i poveri. Colpito dalla sofferenza e dalla dolcezza di Nunzio, il colonnello lo prende sotto la sua protezione e lo accoglie presso di sé al Castel Nuovo a partire dall'aprile 1834. Si stabilisce tra loro una profonda relazione filiale: Nunzio chiama il colonnello «mio papà» e quest'ultimo lo considera come il proprio figlio.\n\nIl colonnello Wochinger fa ricoverare Nunzio all'Ospedale degli Incurabili di Napoli per ricevere cure. Nonostante le intense sofferenze fisiche, Nunzio si distingue per la sua pazienza eroica e la sua gioia costante. Passa le sue giornate a consolare gli altri malati, a render loro servizio e a insegnare il catechismo ai bambini ospedalizzati. È in quest'epoca che incontra il sacerdote Gaetano Errico (futuro santo e fondatore dei Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria), il quale, colpito dalla sua santità, gli promette di accoglierlo come primo membro della sua congregazione non appena sarà ufficialmente stabilita. Tuttavia, lo stato di salute di Nunzio declina rapidamente. Si spegne santamente il 5 maggio 1836 a Napoli, all'età di 19 anni.

    Culto 03 / 05

    Cammino verso la santità

    La reputazione di santità di Nunzio dopo la sua morte, l'apertura del suo processo di canonizzazione e il suo riconoscimento come venerabile.

    Dal momento della sua morte, la reputazione di santità di Nunzio Sulprizio si diffonde ampiamente. Si racconta che un profumo di rose emanasse dal suo corpo sfigurato dalla malattia, che aveva ritrovato un aspetto di freschezza e di bellezza. La sua salma viene esposta per cinque giorni alla venerazione dei fedeli prima di essere inumata nella chiesa di San Domenico Soriano a Napoli, che diventa rapidamente un luogo di pellegrinaggio. Il processo in vista della sua canonizzazione viene aperto poco dopo la sua morte. Il 9 luglio 1859, papa Pio IX introduce la sua causa di beatificazione (il che gli conferisce allora il titolo di venerabile). È in seguito papa Leone XIII a promulgare il decreto che riconosce ufficialmente l'eroicità delle sue virtù il 21 giugno 1891, prima di proporre il giovane laico come modello di santità per i giovani operai, paragonandolo a san Luigi Gonzaga per la sua pietà precoce e la brevità della sua vita terrena.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    La beatificazione di Nunzio Sulprizio da parte di Paolo VI nel 1963, il riconoscimento del miracolo di Taranto e la sua canonizzazione da parte di Papa Francesco nel 2018.

    Nunzio Sulprizio viene beatificato il 1° dicembre 1963 da Papa Paolo VI nella Basilica di San Pietro a Roma. Questa solenne celebrazione si svolge alla presenza di tutti i vescovi del mondo riuniti per il Concilio Vaticano II. Papa Paolo VI lo presenta allora come il modello per eccellenza dei giovani e dei lavoratori, sottolineando che la santità è pienamente accessibile alla gioventù operaia. L'8 giugno 2018, Papa Francesco autorizza la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto che riconosce un secondo miracolo attribuito alla sua intercessione. Questo miracolo riguarda la guarigione inspiegabile di un giovane uomo di Taranto, caduto in coma a seguito di un grave incidente motociclistico, che si è risvegliato dopo che i suoi genitori hanno posto una reliquia di Nunzio sotto il suo cuscino e lo hanno frizionato con dell'acqua proveniente dal santuario di Pescosansonesco. Nunzio Sulprizio viene canonizzato il 14 ottobre 2018 da Papa Francesco in Piazza San Pietro a Roma. Questa canonizzazione storica ha luogo durante il Sinodo dei vescovi sui giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Fatto notevole, viene elevato alla gloria degli altari lo stesso giorno di Papa Paolo VI, che lo aveva beatificato cinquantacinque anni prima.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    La spiritualità dell'offerta della sofferenza in Nunzio Sulprizio, le sue devozioni e il suo patronato degli apprendisti e dei malati.

    La spiritualità di Nunzio Sulprizio si fonda sull'accettazione amorevole e sull'offerta della sofferenza in unione con Cristo crocifisso. Lungi dal cadere nella rivolta o nell'amarezza di fronte alle ingiustizie e alla malattia, egli ha trasformato le sue prove in un cammino di configurazione a Gesù. Le sue parole, riportate dai contemporanei, testimoniano questa profonda unione mistica: «Gesù ha sofferto tanto per me. Perché non dovrei soffrire per lui?» o ancora «Vorrei morire per convertire un solo peccatore».\n\nNutriva una devozione fervente per l'Eucaristia e per la Vergine Maria, particolarmente sotto il titolo di Nostra Signora Addolorata. Il suo atteggiamento in ospedale, caratterizzato dalla costante premura verso gli altri malati e dall'evangelizzazione attraverso l'esempio, mostra che la sua fede si traduceva in una carità attiva e gioiosa.\n\nSan Nunzio Sulprizio è oggi invocato come santo patrono degli apprendisti, dei fabbri, dei lavoratori e delle persone disabili o malate. La sua eredità rimane un messaggio di speranza per la gioventù contemporanea, dimostrando che una vita breve, segnata dalla povertà e dalla sofferenza fisica, può raggiungere le vette della santità cristiana.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    I miracoli di Nunzio Sulprizio

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    Domande frequenti su Nunzio Sulprizio

    Chi era Nunzio Sulprizio?

    Nunzio Sulprizio (1817-1836) è un giovane laico italiano, orfano e maltrattato, che ha offerto le sue sofferenze legate alla tubercolosi ossea in unione con Cristo. È stato canonizzato nel 2018.

    Di cosa è Nunzio Sulprizio santo patrono?

    Patronati di Nunzio Sulprizio: apprentis, apprendisti, forgerons, fabbri, travailleurs, lavoratori, personnes handicapées ou malades e persone disabili o malate.

    Per cosa si prega Nunzio Sulprizio?

    Nunzio Sulprizio è invocato per: maladie, malattia, handicap e handicap.

    Quali miracoli sono attribuiti a Nunzio Sulprizio?

    A questo santo sono attribuiti 1 miracoli, in particolare: Guarigione.

    Quali santi furono contemporanei di Nunzio Sulprizio?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.

    Quando morì Nunzio Sulprizio?

    Nunzio Sulprizio morì verso il 1836.

    Chi sono i familiari di Nunzio Sulprizio?

    Familiari di Nunzio Sulprizio: Domenico Sulprizio (padre), Rosa Luciani (madre), Giacomo Antonio De Fabiis (suocero), Anna Rosaria Luciani del Rosso (nonna materna), Domenico Luciani (zio materno) e Francesco Sulprizio (zio paterno).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1836
    2. Canonizzazione nel 2018 da parte di Francesco

    Citazioni

    • Gesù ha sofferto tanto per me. Perché non dovrei soffrire io per lui? https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQHzn_7Kr4dJRlKmqwC3PWOREAhAIa2m7oaB_H5t4C809xPg4ewo_gbVcAO-P_T7YREbFKoHr7M7knk13uvfRpWReplRB_JUfed8lROZvFraCiFTcilSeuydLmueJu1pXfkcX6tX4Mt445sBLPrkTcn0kPCTsYAdXeJf4_KJN9NoVF70TgxPsrPi-b6ngP21-9bmOu683U9vYGMBRnyPXVHkde8YESbvjyMPs2IM_w==
    • Vorrei morire per convertire anche un solo peccatore https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQHRD5peHlGqkAApqSJPDaRotzxurbg7z44FYAuvr8bjNp-7i5JwlxlD0QjvOT8ErCrGf3nD5Pp2oY7CbcdaUCDaVNgnx-doyddcRegpYcrV0JKHKokIqBCTnw5BbUSDK9D-x1Rb