Maria Cristina di Savoia
Regina delle Due Sicilie soprannominata la «Reginella Santa», Maria Cristina di Savoia si distinse per la sua immensa carità verso i poveri e la sua profonda pietà prima di morire all'età di 23 anni.
I suoi contemporanei
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Biografia
La giovinezza e il matrimonio della principessa Maria Cristina di Savoia, divenuta regina delle Due Sicilie.
Nata il 14 novembre 1812 a Cagliari, in Sardegna, la principessa Maria Cristina di Savoia è la figlia minore del re Vittorio Emanuele I di Sardegna e dell'arciduchessa Maria Teresa d'Austria-Este. La sua nascita avviene mentre la famiglia reale si è rifugiata sull'isola di Sardegna per sfuggire all'occupazione del Piemonte da parte delle truppe napoleoniche. Dopo la caduta dell'Impero francese, la famiglia ritorna a Torino nel 1815, dove la giovane principessa riceve un'educazione cristiana particolarmente curata e rigorosa.
Nel 1821, suo padre abdica. Dopo un esilio a Nizza, la famiglia si stabilisce a Moncalieri, dove il re muore nel 1824. Molto pia, Maria Cristina nutre fin dall'adolescenza il desiderio profondo di entrare in un convento di clausura. Tuttavia, le esigenze dinastiche dell'epoca la obbligano ad accettare un matrimonio di Stato.
Il 21 novembre 1832, sposa Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie, presso il santuario di Nostra Signora dell'Acquasanta a Genova, divenendo così regina consorte delle Due Sicilie. Si stabilisce alla corte di Napoli. La sua salute fragile e la sua profonda sensibilità spirituale contrastano fortemente con l'ambiente mondano e politico della corte napoletana.
Il 16 gennaio 1836, dà alla luce il suo unico figlio, il futuro re Francesco II. Molto indebolita da complicazioni post-partum, muore quindici giorni dopo, il 31 gennaio 1836 a Napoli, all'età di 23 anni. È sepolta nella basilica di Santa Chiara a Napoli, che ospita il pantheon della famiglia reale dei Borbone.
Vita e opera
L'azione caritatevole e l'influenza pacificatrice della regina Maria Cristina presso il popolo napoletano.
Sebbene il suo regno sia durato poco più di tre anni, Maria Cristina ha lasciato un'impronta indelebile presso il popolo napoletano, che l'ha rapidamente soprannominata la «Reginella Santa». Ha vissuto il suo incarico reale non come un privilegio, ma come un ministero di carità e di servizio verso i più bisognosi.
Per organizzare le sue opere di beneficenza in modo diretto e riservato, fece installare una cassetta chiusa a chiave sulla scala del palazzo reale di Napoli. Ognuno poteva depositarvi liberamente richieste di aiuto. Ogni sera, la regina apriva lei stessa questa cassetta, studiava le richieste e vi rispondeva attingendo largamente al suo patrimonio personale.
Premurosa nel promuovere la dignità attraverso il lavoro, sostenne attivamente l'artigianato e l'industria locale del regno. Passò in particolare importanti commesse alle manifatture di seta di San Leucio e alle botteghe di corallo di Torre del Greco, vegliando a diversificare costantemente i suoi fornitori affinché il maggior numero di famiglie potesse beneficiarne.
Sul piano politico, esercitò un'influenza pacificatrice e mitigatrice sul temperamento autoritario di suo marito, Ferdinando II. Grazie alla sua costante intercessione, nessuna condanna a morte fu eseguita sotto il suo regno: ottenne la grazia sistematica di tutti i condannati a morte.
Cammino verso la santità
L'introduzione della causa di beatificazione e le tappe storiche del suo riconoscimento.
Sin dalla sua morte prematura nel 1836, la sua reputazione di santità si diffuse a Napoli e in tutta Italia. Di fronte al fervore popolare, il re Ferdinando II introdusse ufficialmente la sua causa di beatificazione. Il 9 luglio 1859, papa Pio IX firmò il decreto di introduzione della causa, conferendole il titolo di Venerabile.
Il decreto ufficiale che riconosceva l'eroicità delle sue virtù fu solennemente promulgato il 6 maggio 1937 da papa Pio XI.
La causa conobbe in seguito lunghi decenni di stagnazione, principalmente a causa delle sensibilità politiche legate all'unificazione italiana (il Risorgimento). Maria Cristina era infatti la madre dell'ultimo re delle Due Sicilie, Francesco II, detronizzato da casa Savoia. La causa fu rilanciata nel XXI secolo, in particolare sotto l'impulso dell'associazione nazionale dei «Convegni di Cultura Maria Cristina di Savoia».
Beatificazione e canonizzazione
Il miracolo di guarigione di Maria Vallarino e la celebrazione della beatificazione nel 2014.
Il miracolo ufficiale riconosciuto per la sua beatificazione è la guarigione scientificamente inspiegabile di Maria Vallarino a Genova, avvenuta nel giugno 1866. Questa donna soffriva di un cancro al seno (tumore maligno di tipo scirro al secondo grado al seno destro e inizio di tumore al seno sinistro) giudicato incurabile dai medici. Avendo rifiutato un'operazione chirurgica senza speranza, ingerì un piccolo frammento di tessuto appartenuto alla regina Maria Cristina e pregò intensamente dicendo: «Gesù, o buon Gesù, glorificate questa vostra Serva». Nel giro di una settimana, il tumore scomparve totalmente e definitivamente. Maria Vallarino visse ancora 39 anni senza alcuna recidiva.
Il 2 maggio 2013, papa Francesco autorizzò la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto che riconosceva questo miracolo. La cerimonia di beatificazione fu celebrata il 25 gennaio 2014 nella basilica di Santa Chiara a Napoli. La celebrazione fu presieduta dal cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, alla presenza del cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e delegato pontificio.
La sua memoria liturgica è fissata al 31 gennaio, giorno dell'anniversario della sua morte (la sua nascita al Cielo).
Spiritualità ed eredità
La devozione mariana della regina e l'azione contemporanea dell'associazione che porta il suo nome.
La spiritualità di Maria Cristina si fondava su una fiducia assoluta nella Provvidenza divina e su una profonda devozione mariana. Consacrata alla Vergine Maria fin dalla nascita da sua madre, rinnovò personalmente questo impegno per tutta la vita. Visse la sua condizione regale come una croce e un dovere di servizio, sforzandosi di distaccare il suo cuore dalle ricchezze materiali. Le sue ultime parole sul letto di morte furono una vibrante professione di fede: «Credo, Domine! Credo, Domine!».
La sua eredità spirituale e culturale è oggi perpetuata dall'associazione italiana dei «Convegni di Cultura Maria Cristina di Savoia». Fondata formalmente nel 1937, questa associazione di donne cattoliche opera per la formazione cristiana, la promozione della cultura cattolica e l'azione sociale in tutta Italia.
Il soprannaturale nella sua vita
I miracoli di Maria Cristina di Savoia
Domande frequenti su Maria Cristina di Savoia
Chi era Maria Cristina di Savoia?
Regina delle Due Sicilie soprannominata la «Reginella Santa», Maria Cristina di Savoia si distinse per la sua immensa carità verso i poveri e la sua profonda pietà prima di morire all'età di 23 anni.
Quali miracoli sono attribuiti a Maria Cristina di Savoia?
A questo santo sono attribuiti 1 miracoli, in particolare: Guarigione.
Quali santi furono contemporanei di Maria Cristina di Savoia?
Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.
Quando morì Maria Cristina di Savoia?
Maria Cristina di Savoia morì verso il 1836.
Quali sono gli altri nomi di Maria Cristina di Savoia?
Altre forme del nome: Marie-Christine de Savoie.
Chi sono i familiari di Maria Cristina di Savoia?
Familiari di Maria Cristina di Savoia: Victor-Emmanuel Ier de Sardaigne (padre), Marie-Thérèse d'Autriche-Este (madre), Ferdinand II de Bourbon (consorte) e François II (figlio).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1836
- Beatificazione nel 2014 da parte di Francesco
Citazioni
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Gesù, o buon Gesù, glorificate questa vostra Serva
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Credo, Domine! Credo, Domine!
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