Flaviano Michele Melki
Vescovo siro-cattolico e martire del genocidio del 1915, beatificato nel 2015.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nascita di Ya'qub Melki nel 1858, i suoi studi presso il monastero di Zaafarane, la sua ordinazione a sacerdote siro-cattolico nel 1883 e la sua nomina a eparca di Gazireh.
Ya'qub Melki (noto con il suo nome religioso Flaviano Michele Melki) nasce nel 1858 a Kalaat Mara, un villaggio situato a est di Mardin, all'interno dell'Impero ottomano (nell'attuale Turchia). La sua famiglia appartiene alla tradizione cristiana siro-ortodossa (detta giacobita). Nel 1868, all'età di dieci anni, viene inviato dai genitori al monastero di Sant'Anania a Zaafarane, sede del patriarcato ortodosso, dove studia per dieci anni teologia nonché le lingue siriaca, araba e turca. Ordinato diacono nel 1878, diventa bibliotecario e insegnante all'interno della scuola del monastero. Attirato dal cattolicesimo, si unisce in seguito al monastero siro-cattolico di Charfé in Libano, dove studia per quattro anni. Viene ordinato sacerdote il 13 maggio 1883 ad Aleppo dal patriarca Ignazio Giorgio V Chelhot. Viene quindi assegnato al servizio pastorale di vari villaggi della regione del Tur Abdin. Durante i massacri del 1895, la sua casa e la sua chiesa vengono saccheggiate e incendiate, sua madre viene assassinata e numerosi membri della sua parrocchia perdono la vita. Nonostante questo dramma, si dedica attivamente alla ricostruzione delle chiese e al sostegno materiale e spirituale dei cristiani rovinati. Nel 1897, viene nominato corepiscopo e vice-vescovo di Mardin e Gazarta. Nel 1899, papa Leone XIII lo nomina eparca (vescovo) di Gazireh (Cizre), nomina confermata il 14 settembre 1912. Riceve la consacrazione episcopale il 19 gennaio 1913 dalle mani del patriarca Ignazio Efrem II Rahmani.
Vita e opera
Il ministero episcopale di Mons. Melki a Gazireh, segnato dalla povertà evangelica, dalla dedizione pastorale e dal suo rifiuto di fuggire di fronte al genocidio del 1915.
Il ministero episcopale di Mons. Flaviano Michele Melki a Gazireh (Cizre) è profondamente segnato dalla povertà evangelica e dalla dedizione pastorale. Di fronte alla crescente miseria dei suoi fedeli e alle persecuzioni latenti, non esita a vendere tutti i suoi beni personali, compresi i propri paramenti liturgici, per nutrire i poveri e venire in aiuto ai rifugiati. Durante l'estate del 1915, mentre il genocidio delle minoranze cristiane (armene, siriache e caldee) infuria sotto il governo dei Giovani Turchi, Mons. Melki si trova ad Azakh (l'attuale İdil). Apprendendo che un massacro imminente minaccia la popolazione cristiana di Gazireh, sceglie coraggiosamente di tornarvi per restare al fianco del suo gregge. Nonostante le suppliche dei suoi amici e di notabili musulmani locali che lo esortano a fuggire verso un luogo sicuro per salvare la sua vita, rifiuta categoricamente, affermando la sua volontà di dare la vita per le sue pecore.
Cammino verso la santità
Arresto di Mons. Melki il 28 agosto 1915, il suo rifiuto di abiurare la fede, il suo martirio il 29 agosto 1915 e l'apertura della sua causa di beatificazione.
Il 28 agosto 1915, Mons. Flaviano Michele Melki viene arrestato dalle autorità ottomane insieme al vescovo caldeo Filippo-Giacomo Abraham e a diversi notabili cristiani. Le autorità propongono loro di rinnegare la fede cristiana e di convertirsi all'islam per avere salva la vita. I due prelati rifiutano fermamente. Mons. Abraham viene allora ucciso con un colpo di fucile. Mons. Melki viene invece percosso fino a perdere conoscenza, poi giustiziato (fucilato o decapitato secondo le testimonianze) il 29 agosto 1915 sulle rive del Tigri. Il suo corpo viene poi gettato nel fiume. La reputazione del suo martirio in odium fidei (in odio alla fede) si propaga rapidamente tra i fedeli d'Oriente. L'inchiesta diocesana in vista della sua beatificazione viene aperta l'8 aprile 2010 presso il Patriarcato siro-cattolico di Antiochia e si chiude il 30 settembre 2012. Dopo l'esame della Positio, la validità dell'inchiesta viene decretata il 7 marzo 2014. Il 21 luglio 2015, il congresso dei teologi dà un parere favorevole unanime, seguito dalla sessione ordinaria dei cardinali e vescovi il 7 agosto 2015. Il giorno seguente, 8 agosto 2015, Papa Francesco autorizza la promulgazione del decreto che riconosce ufficialmente il suo martirio.
Beatificazione e canonizzazione
Celebrazione solenne della beatificazione di Mons. Melki il 29 agosto 2015 in Libano dal cardinale Angelo Amato a nome di Papa Francesco.
Mons. Flaviano Michele Melki è solennemente proclamato beato il 29 agosto 2015, giorno del centenario esatto del suo martirio. La cerimonia di beatificazione si svolge in Libano, presso il convento patriarcale di Nostra Signora della Liberazione a Charfet (Daroun-Harissa). La divina liturgia è presieduta da Sua Beatitudine Ignazio Youssef III Younan, patriarca siro-cattolico di Antiochia, alla presenza di numerosi patriarchi, vescovi e migliaia di fedeli, in particolare rifugiati dall'Iraq e dalla Siria. Il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e delegato di Papa Francesco, procede alla lettura del decreto apostolico di beatificazione.
Spiritualità ed eredità
La spiritualità di abbandono di Mons. Melki, l'ecumenismo del sangue e la portata della sua eredità per i cristiani perseguitati d'Oriente.
La spiritualità del beato Flaviano Michele Melki è radicata nell'abbandono totale alla volontà divina e nell'amore sacrificale per il suo gregge. Poco prima del suo arresto, scriveva a uno dei suoi collaboratori: «Rendiamo grazie a Dio. [...] Affidiamoci al Sacro Cuore. Che viviamo o che moriamo, siamo tutti di Dio». La sua vita testimonia anche ciò che Papa Francesco chiama l'«ecumenismo del sangue»: nato e cresciuto nella Chiesa siro-ortodossa, è morto in piena comunione con la Chiesa cattolica, unendo con il suo sacrificio i diversi rami della tradizione cristiana siriaca. La sua eredità rimane di bruciante attualità per i cristiani del Medio Oriente. La sua beatificazione, avvenuta in un contesto di nuove persecuzioni e di spostamenti massicci di popolazioni in Iraq e in Siria, è stata accolta come un messaggio di speranza, di consolazione e di coraggio di fronte alle prove contemporanee.
Domande frequenti su Flaviano Michele Melki
Chi era Flaviano Michele Melki?
Vescovo siro-cattolico e martire del genocidio del 1915, beatificato nel 2015.
Come è morto Flaviano Michele Melki?
Flaviano Michele Melki subì il martirio per la fede cristiana (20° secolo).
Quali santi furono contemporanei di Flaviano Michele Melki?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quali sono gli altri nomi di Flaviano Michele Melki?
Altre forme del nome: Ya'qub Melki e Flavien Michel Melki.
Chi sono i familiari di Flaviano Michele Melki?
Familiari di Flaviano Michele Melki: Mère de Flavien Michel Melki (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1915
- Beatificazione nel 2015 da parte di Francesco
Citazioni
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Rendiamo grazie a Dio. […] Affidiamoci al Sacro Cuore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo tutti di Dio.
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