16 gennaio 20° secolo

Teresio Olivelli

Teresio Olivelli (1916-1945) è stato un laico italiano, partigiano cristiano e martire, morto nel campo di concentramento di Hersbruck dopo essersi interposto per proteggere un compagno di prigionia.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    Sezioni di lettura: 5

    Vita 01 / 05

    Biografia

    Giovinezza, studi brillanti in giurisprudenza e impegno nell'Azione Cattolica, seguiti da una presa di coscienza di fronte al fascismo durante il servizio sul fronte russo.

    Teresio Olivelli nasce il 7 gennaio 1916 a Bellagio, sul lago di Como, in Italia, in una famiglia profondamente cristiana. Nel 1926, la sua famiglia si trasferisce a Mortara, in provincia di Pavia. Studente brillante, prosegue gli studi secondari a Vigevano prima di entrare nel prestigioso Collegio Ghislieri di Pavia. Nel 1938, consegue con lode la laurea in giurisprudenza presso l'Università di Pavia. Durante gli anni di studio, si impegna attivamente nell'Azione Cattolica e nella Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI), nonché nella Società di San Vincenzo de' Paoli, dedicandosi al servizio dei poveri e dei malati.

    Dopo gli studi, diventa assistente di diritto amministrativo all'Università di Torino. Nel 1940, si trasferisce a Roma per ricoprire un incarico direttivo presso l'Istituto Nazionale di Cultura Fascista. Inizialmente sedotto dall'ideologia fascista, che spera ingenuamente di poter riformare dall'interno infondendovi valori cristiani, prende progressivamente coscienza della natura totalitaria del regime. Nel 1942, durante la Seconda Guerra Mondiale, si arruola volontario per il fronte russo come ufficiale degli Alpini. Questa esperienza dolorosa, segnata dalla tragica ritirata dell'esercito italiano e dalle sofferenze dei soldati che assiste spiritualmente, lo distacca definitivamente dal fascismo.

    Missione 02 / 05

    Vita e opera

    Ritorno in Italia, rifiuto di prestare giuramento al regime fascista di Salò, deportazione, evasione e impegno attivo nella Resistenza cattolica attraverso la fondazione del giornale clandestino Il Ribelle.

    Di ritorno in Italia nel 1943, Teresio Olivelli viene nominato rettore del Collegio Ghislieri di Pavia. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, rifiutandosi di prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica Sociale Italiana (il regime fascista di Salò) e all'occupante tedesco, viene arrestato dalle truppe tedesche a Vipiteno e deportato verso un campo a Innsbruck, in Austria. Dopo due tentativi infruttuosi, riesce a evadere nell'ottobre 1943 e raggiunge la Lombardia. Entrato nella clandestinità sotto lo pseudonimo di Agostino Gracchi, si impegna attivamente nella Resistenza cattolica. Partecipa alla fondazione delle Fiamme Verdi, brigate di partigiani d'ispirazione cristiana. Per portare la voce della resistenza morale e spirituale, fonda a Milano, con Carlo Bianchi e Claudio Sartori, il giornale clandestino Il Ribelle, il cui primo numero appare il 5 marzo 1944. Attraverso questa pubblicazione, Olivelli promuove una rivolta innanzitutto morale, rifiutando l'odio e la vendetta, e gettando le basi di una ricostruzione democratica e cristiana dell'Italia del dopoguerra.

    Martirio 03 / 05

    Cammino verso la santità

    Arresto, tortura, deportazione in diversi campi di concentramento, dedizione eroica verso i suoi compagni e martirio finale a Hersbruck proteggendo un codetenuto.

    Il 27 aprile 1944, vittima di una delazione, Teresio Olivelli viene arrestato a Milano dalla polizia nazi-fascista. Viene dapprima rinchiuso e torturato nel carcere di San Vittore, poi trasferito al campo di transito di Fossoli. È a Fossoli che stringe una profonda amicizia con Odoardo Focherini (futuro beato), che lo nasconde e lo nutre dopo che Olivelli è scampato a un massacro di prigionieri.

    Trasferito successivamente al campo di Bolzano-Gries nell'agosto 1944, poi al campo di concentramento di Flossenbürg in Baviera nel settembre 1944, viene infine inviato al sottocampo di Hersbruck. Nonostante le privazioni estreme e i maltrattamenti, Olivelli rifiuta di lasciarsi disumanizzare. Si mette al servizio dei suoi compagni di sventura: cura le loro ferite, condivide le sue scarse razioni di cibo, prega con loro e assiste i morenti, in particolare Odoardo Focherini che accompagna fino al suo ultimo respiro nel dicembre 1944.

    Il 31 dicembre 1944, mentre un kapo polacco picchia brutalmente un giovane prigioniero ucraino, Teresio Olivelli si frappone e fa scudo con il proprio corpo. Riceve allora un violento calcio allo stomaco e numerosi colpi di bastone. Gravemente ferito e indebolito dalla dissenteria e dalle privazioni, sopporta una dolorosa agonia nell'infermeria del campo. Muore il 17 gennaio 1945 all'età di 29 anni. Le sue ultime parole, riportate dal suo compagno di prigionia Salvatore Becciu, sono: «O Gesù, ti ho amato sulla terra soffrendo: ti amerò in cielo gioendo». Il suo corpo viene cremato nel campo di Hersbruck e le sue ceneri sono disperse in una fossa comune.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Apertura della causa nel 1988, riconoscimento del suo martirio in odium fidei nel 2017 e celebrazione della sua beatificazione nel 2018.

    La causa di beatificazione di Teresio Olivelli si apre nel 1988 nella diocesi di Vigevano. Il processo esamina sia le sue virtù eroiche che le circostanze della sua morte. Il 14 dicembre 2015, papa Francesco autorizza la promulgazione del decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, conferendogli il titolo di Venerabile.

    Il 16 giugno 2017, papa Francesco riconosce ufficialmente il suo martirio, stabilendo che è stato ucciso in odio alla fede (in odium fidei). Questo riconoscimento dispensa la causa dalla presentazione di un miracolo approvato per la beatificazione.

    La cerimonia di beatificazione viene celebrata il 3 febbraio 2018 presso il Palasport di Vigevano. È presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, in rappresentanza di papa Francesco. Il giorno seguente, durante l'Angelus, papa Francesco saluta la memoria di questo giovane laico, definendolo testimone di Cristo attraverso il suo amore per i più deboli.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    Una fede radicata nel Vangelo e nell'Eucaristia, concretizzata dalla celebre Preghiera del ribelle, che fa di lui un modello di impegno cristiano di fronte al totalitarismo.

    La spiritualità di Teresio Olivelli è profondamente radicata nel Vangelo, nell'Eucaristia quotidiana e nella devozione mariana, nutrite fin dalla giovinezza dalla lettura dell'Imitazione di Cristo. La sua fede si è tradotta in una carità attiva e concreta, riassunta dalla sua volontà di «farsi tutto a tutti». Per lui, l'impegno sociale e politico non era separabile dalla fede cristiana.

    La sua eredità spirituale è magnificamente espressa nella celebre Preghiera del ribelle, che ha redatto nel 1944. In questo testo, definisce il resistente cristiano come un «ribelle per amore», mosso non dall'odio per il nemico, ma dall'amore per la libertà, la giustizia e la dignità umana volute da Dio. È oggi considerato una figura luminosa della resistenza cristiana al totalitarismo e un modello di impegno per i giovani.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Domande frequenti su Teresio Olivelli

    Chi era Teresio Olivelli?

    Teresio Olivelli (1916-1945) è stato un laico italiano, partigiano cristiano e martire, morto nel campo di concentramento di Hersbruck dopo essersi interposto per proteggere un compagno di prigionia.

    Come è morto Teresio Olivelli?

    Teresio Olivelli subì il martirio per la fede cristiana (20° secolo).

    Quali santi furono contemporanei di Teresio Olivelli?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Mariano de Jesús Euse Hoyos, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Teresa di Gesù delle Ande e Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù.

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1945
    2. Beatificazione nel 2018 da parte di Francesco

    Citazioni

    • O Gesù, ti ho amato sulla terra soffrendo: ti amerò in cielo gioendo https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQEGmmC8Qss75leUEsUKfKeyGUqhfYLEsZp7uc7K0M_x7wFCLMxvu69qW8B6ZO4vJ9X9angMx2qK5D652MTidag2q0U7buZNNFrLzs-uEJqJ9MBInlTwecCTZngPo3ZFshGeMfdgj3pEIv1mEoK770xKv3pQLCcd