28 maggio 13° secolo

Ubaldesca Taccini

Ubaldesca Taccini (1136-1206) è stata una religiosa ospitaliera italiana dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, celebre per la sua dedizione verso i poveri e i malati a Pisa.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    Sezioni di lettura: 5

    Vita 01 / 05

    Biografia

    La giovinezza di Ubaldesca Taccini a Calcinaia e il suo ingresso all'età di quindici anni nell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme a Pisa.

    Ubaldesca Taccini nacque nel 1136 a Calcinaia, un villaggio situato nella provincia di Pisa, in Toscana (Italia). Proveniente da una famiglia di modesti contadini, crebbe in un clima di pietà semplice e rigorosa, manifestando fin dall'infanzia un profondo interesse per la preghiera, il digiuno e il soccorso dei poveri. All'età di quindici anni, desiderosa di consacrare interamente la sua vita a Dio e al sollievo delle sofferenze umane, lasciò il suo villaggio natale per la città di Pisa. Lì fu ammessa all'interno dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme (gli Ospitalieri, oggi conosciuti come Ordine di Malta). Trascorse il resto della sua esistenza — ovvero cinquantacinque anni di vita religiosa — al servizio dei malati e dei bisognosi all'interno del monastero e dell'ospedale dell'Ordine a Pisa. Si spense il 28 maggio 1206 a Pisa.

    Missione 02 / 05

    Vita e opera

    La dedizione quotidiana di Ubaldesca all'ospedale di Pisa, le sue mortificazioni e il miracolo della trasformazione dell'acqua in vino.

    La vita di Ubaldesca all'interno dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme è un modello di dedizione nascosta e di umiltà. Opera quotidianamente nell'infermeria e nell'ospedale ("Spedale") di Pisa, curando i malati, medicando le ferite dei feriti, lavando la biancheria e offrendo conforto e nutrimento ai pellegrini di passaggio. La sua quotidianità è segnata da una povertà assoluta e da severe mortificazioni corporali. Per provvedere ai bisogni degli indigenti accolti dall'Ordine, ottiene l'autorizzazione a percorrere la città di Pisa per mendicare l'elemosina. La tradizione riporta che, nel corso di una delle sue questue, una pietra si staccò da un cantiere edile e la ferì gravemente alla testa. Ubaldesca accettò questa dolorosa ferita come una grazia di penitenza e una partecipazione alla Passione di Cristo; la ferita non si rimarginò mai durante la sua vita. Il miracolo più celebre che le viene attribuito riguarda la trasformazione dell'acqua in vino. Mentre attingeva acqua al pozzo della chiesa del Santo Sepolcro di Pisa, delle pellegrine stanche si avvicinarono a lei per chiederle da bere. Dopo che Ubaldesca ebbe benedetto l'acqua che offriva loro, questa si mutò miracolosamente in vino per ridare loro le forze.

    Culto 03 / 05

    Cammino verso la santità

    La venerazione popolare immediata dopo la sua morte e la diffusione del suo culto da parte dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, in particolare a Malta.

    Sin dalla sua morte, avvenuta il 28 maggio 1206 (giorno della festa della Santissima Trinità in quell'anno), la popolazione di Pisa inizia spontaneamente a invocarla e a venerarla come santa. Il suo corpo viene inizialmente deposto nella cripta della chiesa del Santo Sepolcro a Pisa, un luogo appartenente allora all'Ordine. Numerose guarigioni inspiegabili e miracoli vengono rapidamente segnalati sulla sua tomba, propagando la sua reputazione di santità ben oltre la Toscana. La devozione a Ubaldesca è particolarmente incoraggiata dall'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme. Nel 1587, sotto il magistero del Gran Maestro Hugues de Loubenx de Verdalle, una parte delle sue reliquie viene solennemente trasferita a Malta, dove l'Ordine si era stabilito. Papa Sisto V concede allora un'indulgenza plenaria a tutti i fedeli che visitano la chiesa che ospita le sue reliquie a Malta il giorno della sua festa liturgica. Nel 1630, il Gran Maestro Antoine de Paule pone la prima pietra della chiesa di Sant'Ubaldesca a Paola (Malta), consolidando l'ancoraggio del suo culto all'interno dell'arcipelago maltese.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    La conferma ufficiale del suo culto da parte di Papa Giovanni Paolo II nel 1987 e la traslazione delle sue reliquie a Calcinaia nel 1924.

    Sebbene Ubaldesca Taccini sia storicamente qualificata come "santa" dal fervore popolare e dalla tradizione liturgica dell'Ordine di Malta, non è stata oggetto di un processo di canonizzazione formale secondo i criteri moderni della Chiesa cattolica. Il suo culto è stato tuttavia ufficialmente riconosciuto e confermato dalla Santa Sede. Il 4 luglio 1987, con un decreto della Congregazione per il Culto Divino sotto il pontificato di Papa Giovanni Paolo II, la Chiesa approva ufficialmente la concessione della messa e dell'ufficio in suo onore per il Sovrano Ordine di Malta, confermando così liturgicamente il suo status di beata. In Italia, di fronte al declino del suo culto a Pisa dopo la partenza dei Cavalieri di Malta, gli abitanti del suo paese natale reclamano il ritorno dei suoi resti. Il 24 maggio 1924, l'arcivescovo di Pisa, il cardinale Pietro Maffi, autorizza la traslazione solenne dell'integralità del suo corpo da Pisa verso la chiesa di San Giovanni Battista di Calcinaia, dove oggi è venerata come santa patrona.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    Il carisma ospitaliero di Ubaldesca, le celebrazioni annuali a Calcinaia e le sue rappresentazioni iconografiche.

    La spiritualità di Ubaldesca Taccini illustra perfettamente il carisma fondante degli Ospitalieri: il servizio incondizionato ai poveri e ai malati (Obsequium Pauperum). La sua santità si è forgiata non in grandi trattati teologici o cariche di potere, ma nell'umiltà dei compiti quotidiani più ingrati, compiuti con amore e pazienza. La sua eredità rimane viva a Calcinaia, dove viene celebrata ogni anno alla fine del mese di maggio con festività religiose e la tradizionale Regata Storica sull'Arno, che vede contrapporsi i diversi quartieri della città in suo onore. A Malta, la chiesa barocca di Paola a lei dedicata rimane un importante monumento storico e spirituale. Nell'iconografia cristiana, è rappresentata vestita con l'abito delle religiose ospitaliere di San Giovanni, spesso con in mano un secchio d'acqua (simbolo del miracolo del pozzo), un pane o una palma che evoca il suo martirio spirituale attraverso la penitenza.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Segni e attributi

    I miracoli di Ubaldesca Taccini

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    Domande frequenti su Ubaldesca Taccini

    Chi era Ubaldesca Taccini?

    Ubaldesca Taccini (1136-1206) è stata una religiosa ospitaliera italiana dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, celebre per la sua dedizione verso i poveri e i malati a Pisa.

    Di cosa è Ubaldesca Taccini santo patrono?

    Patronati di Ubaldesca Taccini: Calcinaia e Calcinaia.

    Come si riconosce Ubaldesca Taccini nell’arte cristiana?

    Nell’iconografia, Ubaldesca Taccini è riconoscibile da: abito delle religiose ospedaliere di San Giovanni, secchio d'acqua, pane e palma.

    Quali miracoli sono attribuiti a Ubaldesca Taccini?

    A questo santo sono attribuiti 1 miracoli, in particolare: Moltiplicazione / provvidenza.

    Quali santi furono contemporanei di Ubaldesca Taccini?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Sant'Antonio di Padova (Ferdinando), San Artaudo di Belley, San Tommaso d'Aquino e San Bernardo di Chiaravalle.

    Quando morì Ubaldesca Taccini?

    Ubaldesca Taccini morì verso il 1206.

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1206
    2. Beatificazione nel 1987 da parte di Giovanni Paolo II