23 novembre 20° secolo

Enrichetta Alfieri

Suor Enrichetta Alfieri (1891-1951) è stata una religiosa italiana delle Suore della Carità, celebre per la sua dedizione eroica verso i detenuti del carcere di San Vittore a Milano e per la sua azione di resistenza durante la Seconda guerra mondiale.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    Vita 01 / 05

    Biografia

    Nascita di Maria Angela Domenica Alfieri, il suo ingresso in religione con il nome di suor Enrichetta, la sua grave malattia e la guarigione miracolosa per mezzo dell'acqua di Lourdes.

    Maria Angela Domenica Alfieri, nota con il suo nome di religione suor Enrichetta, nasce il 23 febbraio 1891 a Borgo Vercelli, in Piemonte, Italia. È la figlia primogenita di Giovanni Alfieri e di Rosa Compagnone, agricoltori profondamente cristiani. Cresce in una famiglia pia accanto alle sue sorelle Angela e Adele, e a suo fratello Carlo. Fin dall'infanzia, avverte un pressante richiamo alla vita religiosa. I suoi genitori, sebbene inizialmente riluttanti a causa della sua giovane età, accettano infine la sua scelta quando compie vent'anni. Il 20 dicembre 1911, entra come postulante tra le Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret presso il monastero di Santa Margherita a Vercelli. Lì riceve l'abito religioso e prende il nome di suor Enrichetta. Dopo aver conseguito il diploma di maestra il 12 luglio 1917, inizia a insegnare presso la scuola materna «Mora» di Vercelli. Tuttavia, la sua carriera di insegnante viene brutalmente interrotta lo stesso anno da una grave malattia: il morbo di Pott (tubercolosi della colonna vertebrale), complicato più tardi dal morbo di Basedow. Per quasi quattro anni, suor Enrichetta rimane inchiodata a letto, soffrendo di dolori intensi e di una paralisi progressiva. Nel maggio 1922, le sue superiore la inviano in pellegrinaggio a Lourdes, in Francia, nella speranza di una guarigione. Sebbene non guarisca immediatamente sul posto, vi attinge una profonda forza spirituale per accettare la sua sofferenza. Riporta da quel viaggio una bottiglia d'acqua della grotta. Il 25 febbraio 1923, mentre il suo stato si è considerevolmente degradato e sembra vicina alla morte, beve un sorso di quell'acqua di Lourdes. Si alza allora improvvisamente, totalmente e inspiegabilmente guarita. Al fine di sottrarla alla curiosità del pubblico e dei giornalisti suscitata da questo miracolo, le sue superiore decidono di allontanarla da Vercelli. Il 24 dello stesso mese di maggio 1923, viene inviata a Milano per operare all'interno della sezione femminile del carcere di San Vittore. È lì che si svolgerà l'essenziale della sua vita e della sua opera.

    Missione 02 / 05

    Vita e opera

    La sua dedizione verso le detenute del carcere di San Vittore a Milano, la sua azione clandestina durante la Seconda Guerra Mondiale per salvare ebrei e resistenti, il suo arresto da parte delle SS e il suo esilio.

    Nel carcere di San Vittore, suor Enrichetta si dedica corpo e anima all'accompagnamento delle detenute. Rifiuta di vedere in loro delle colpevoli, ma piuttosto degli esseri umani feriti, degni di amore e di redenzione. La sua dedizione, la sua dolcezza e la sua carità inventiva le valgono rapidamente gli affettuosi soprannomi di «Mamma di San Vittore» e di «Angelo di San Vittore». Nel 1939, viene nominata superiora della comunità religiosa del carcere. Sotto la sua direzione, si adopera per umanizzare l'universo carcerario aprendo scuole, laboratori di lavoro e un asilo nido per i figli delle detenute. La Seconda Guerra Mondiale trasforma radicalmente il carcere di San Vittore. Dopo la caduta di Mussolini nel luglio 1943 e l'occupazione tedesca nel settembre dello stesso anno, il carcere passa sotto il controllo diretto delle SS naziste. Diventa un centro di detenzione e di transito per i prigionieri politici, i resistenti e gli ebrei destinati alla deportazione verso i campi di sterminio. Di fronte al terrore e alla crudeltà degli occupanti, suor Enrichetta e le sue consorelle organizzano una rete clandestina di solidarietà. Con coraggio, introducono clandestinamente cibo, vestiti, medicinali e, soprattutto, trasmettono messaggi segreti per aiutare i prigionieri a scappare o ad avvertire i propri cari. Tra le persone che assiste e conforta durante questo periodo buio figurano personalità come il celebre giornalista Indro Montanelli, il presentatore Mike Bongiorno o ancora il sacerdote resistente don Paolo Liggeri. Il 23 settembre 1944, questa rete di carità viene scoperta. I nazisti intercettano un messaggio scritto da una detenuta ebrea che suor Enrichetta stava cercando di far pervenire alla sua famiglia per avvertirla del pericolo. Suor Enrichetta viene immediatamente arrestata con l'accusa di spionaggio. Registrata con il numero di matricola 3209, viene gettata in una cella di isolamento buia e umida nei sotterranei del carcere stesso in cui prestava servizio. Rischia la pena di morte mediante fucilazione o la deportazione nei campi di concentramento in Germania. Durante i suoi undici giorni di detenzione, si abbandona totalmente alla preghiera. Davanti alla gravità della situazione, il cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano, interviene personalmente scrivendo direttamente a Benito Mussolini per chiederne la grazia. Grazie a questa mediazione, la sua pena viene commutata. Viene liberata e inviata in esilio all'Istituto Palazzolo di Grumello del Monte (in provincia di Bergamo), un istituto per persone affette da disturbi psichiatrici, poi alla casa provinciale di Brescia. È durante questo esilio che, per obbedienza alle sue superiore, redige le sue memorie di prigionia. Dopo la liberazione di Milano, il 7 maggio 1945, suor Enrichetta ritorna immediatamente al carcere di San Vittore per riprendere la sua missione. Con la stessa carità e senza alcuna discriminazione, si mette al servizio dei nuovi prigionieri, che sono ormai gli ex carcerieri fascisti e i collaboratori del regime caduto.

    Culto 03 / 05

    Cammino verso la santità

    La sua morte nel 1951, l'apertura della causa di beatificazione sotto Giovanni Paolo II, la testimonianza di Indro Montanelli e il riconoscimento delle virtù eroiche da parte di Benedetto XVI.

    Nel settembre 1950, mentre attraversa Piazza del Duomo a Milano, suor Enrichetta fa una brutta caduta e si frattura il femore. Questo incidente, combinato con altri problemi di salute accumulati nel corso degli anni, indebolisce gravemente la sua costituzione. Si spegne santamente il 23 novembre 1951 a Milano, all'età di 60 anni. Le sue esequie sono celebrate nella basilica di San Vittore alla presenza di una folla immensa, che comprende numerosi ex detenuti venuti a salutare la loro «Mamma». Nel 1995, la sua salma viene trasferita dal cimitero di Borgo Vercelli alla cappella della casa delle Suore della Carità a Milano (Chiesa della Piccola Casa San Giuseppe). La causa di beatificazione di suor Enrichetta Alfieri viene ufficialmente aperta sotto il pontificato di Giovanni Paolo II il 22 novembre 1994, data in cui riceve il titolo di Serva di Dio. L'inchiesta diocesana, condotta dal cardinale Carlo Maria Martini, si svolge dal 30 gennaio 1995 al 20 aprile 1996. Durante questo processo, il giornalista laico e agnostico Indro Montanelli porta una vibrante testimonianza sulle virtù eroiche della religiosa, affermando che era «l'epicentro di ogni speranza» nell'inferno di San Vittore. Il 19 dicembre 2009, papa Benedetto XVI autorizza la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, dichiarandola così Venerabile.

    Miracolo 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    La guarigione miracolosa di Stefania Copelli attribuita alla sua intercessione, l'approvazione del miracolo da parte di Benedetto XVI e la sua solenne beatificazione a Milano nel 2011.

    Per aprire la strada alla sua beatificazione, un miracolo attribuito alla sua intercessione doveva essere formalmente riconosciuto dalla Chiesa. Questo miracolo riguarda l'inspiegabile guarigione di Stefania Copelli, una giovane ginnasta italiana di 18 anni originaria di Truccazzano. Nel novembre 1993, l'adolescente inizia a soffrire di gravi dolori addominali. Ricoverata in ospedale, subisce un intervento chirurgico il 22 dicembre 1993 durante il quale i medici scoprono un voluminoso tumore a cellule indifferenziate, giudicato totalmente inoperabile e incurabile. I medici le danno allora solo pochi giorni di vita. Di fronte a questa situazione disperata, la zia della ragazza, suor Amabile, religiosa della stessa congregazione delle Suore della Carità, inizia a pregare con fervore suor Enrichetta Alfieri. Pone un'immaginetta della Venerabile sull'addome della nipote. A fine gennaio 1994, dopo una chemioterapia palliativa, una nuova tomografia (TAC) rivela una regressione spettacolare e inspiegabile del 70% del tumore nello spazio di dieci giorni. Poco tempo dopo, il tumore scompare totalmente e definitivamente, senza lasciare postumi. Stefania Copelli ha potuto in seguito condurre una vita normale, sposarsi e dare alla luce due figli, nonostante le prognosi mediche che la dicevano sterile. L'inchiesta diocesana su questa guarigione si svolge a Milano nel 2002. Dopo il parere unanime e positivo della commissione medica il 28 ottobre 2010, e poi dei teologi il 14 gennaio 2011, il Papa Benedetto XVI firma il decreto che approva ufficialmente questo miracolo il 2 aprile 2011. La cerimonia di beatificazione di suor Enrichetta Alfieri viene celebrata il 26 giugno 2011 in Piazza del Duomo a Milano. La celebrazione è presieduta, a nome di Papa Benedetto XVI, dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, alla presenza dell'arcivescovo di Milano, il cardinale Dionigi Tettamanzi, e della miracolata Stefania Copelli. La sua memoria liturgica è fissata al 23 novembre, giorno della sua nascita al Cielo.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    Una spiritualità di carità attiva ispirata a santa Giovanna Antida Thouret, la creazione del Patronato Suor Maria Enrichetta Alfieri e il suo riconoscimento postumo come Giusta.

    La spiritualità della beata Enrichetta Alfieri è profondamente radicata nel carisma della sua fondatrice, santa Giovanna Antida Thouret: una carità attiva, inventiva e senza confini, nutrita da un'unione intima con Cristo sofferente. Per suor Enrichetta, il carcere non era solo un luogo di lavoro, ma la sua vera «casa», il santuario dove incontrava Gesù attraverso i volti sfigurati dalla sofferenza, dall'odio o dalla disperazione. Amava ripetere: «La carità è un fuoco che ama estendersi bruciando; soffrirò, lavorerò e pregherò per attirare le anime a Gesù». La sua presenza amorevole e il suo sorriso luminoso portavano un barlume di speranza nell'oscurità delle celle. Non giudicava mai, ma cercava di restaurare la dignità umana e spirituale di ogni detenuto. La sua forza risiedeva in una preghiera continua e in un'accettazione gioiosa delle proprie croci, plasmata durante i suoi anni di dolorosa malattia. Oggi, l'eredità della «Mamma di San Vittore» rimane viva. Nel 1945, il «Patronato Suor Maria Enrichetta Alfieri» è stato fondato a Milano per assicurare la formazione professionale e il reinserimento dei detenuti di San Vittore. Nel 1985, in occasione del 40° anniversario della Resistenza, il cardinale Carlo Maria Martini le ha conferito postuma la medaglia d'oro di riconoscimento della Chiesa di Milano per la sua azione eroica durante la guerra. È inoltre onorata come «Giusta» al Giardino dei Giusti del Monte Stella a Milano per aver salvato numerosi ebrei e perseguitati. La sua vita rimane un modello luminoso della pastorale carceraria e dell'amore incondizionato verso i più emarginati della società.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    I miracoli di Enrichetta Alfieri

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    Domande frequenti su Enrichetta Alfieri

    Chi era Enrichetta Alfieri?

    Suor Enrichetta Alfieri (1891-1951) è stata una religiosa italiana delle Suore della Carità, celebre per la sua dedizione eroica verso i detenuti del carcere di San Vittore a Milano e per la sua azione di resistenza durante la Seconda guerra mondiale.

    Quali miracoli sono attribuiti a Enrichetta Alfieri?

    A questo santo sono attribuiti 2 miracoli, in particolare: Guarigione.

    Quali santi furono contemporanei di Enrichetta Alfieri?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.

    Quando morì Enrichetta Alfieri?

    Enrichetta Alfieri morì verso il 1951.

    Quali sono gli altri nomi di Enrichetta Alfieri?

    Altre forme del nome: Maria Angela Domenica Alfieri e Suor Enrichetta.

    Chi sono i familiari di Enrichetta Alfieri?

    Familiari di Enrichetta Alfieri: Giovanni Alfieri (padre), Rosa Compagnone (madre), Angela Alfieri (sorella), Adele Alfieri (sorella) e Carlo Alfieri (fratello).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1951
    2. Beatificazione nel 2011 da parte di Benedetto XVI

    Citazioni

    • La carità è un fuoco che ama estendersi bruciando; soffrirò, lavorerò e pregherò per attirare le anime a Gesù https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQH-JL2P40DxsI2KP86AdozzX2sCyP69EMGhXY46WgY9fuH836snSDHsffzuJ9zzmM4U9go7Da1Q8NHlDX4IRBuoJdgK0oWO_7cEcu9vmo2CmXpcLvFSf-b3dqNcnXRv4fKDFwZtZbnM_qrXKYk1zrH9hgF18AYLNqc=
    • l'epicentro di ogni speranza https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQFCl4CXiiuJo3B17hfkIIAtAUarRCcYsqvDtJ2iMhSS3QvFzyrjTad6XURcFwz4Vpgg05Mb9taN-NDQi4NN42l_-IZHYjzdHJAjDIGmI58ME3nT6Syjxa8TAtaUrF2r4XiO9MNktMQ=