Antonio Bello
Antonio Bello, soprannominato Don Tonino, è stato un vescovo italiano del Salento, presidente di Pax Christi, noto per la sua semplicità, il suo amore per i poveri e il suo impegno instancabile per la pace.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nascita e formazione di Antonio Bello, dall'infanzia nel Salento alla sua ordinazione sacerdotale.
Antonio Bello, affettuosamente soprannominato «Don Tonino», nasce il 18 marzo 1935 ad Alessano, in provincia di Lecce, all'interno di una famiglia salentina, in Italia. La sua infanzia è segnata da dolorose prove familiari, in particolare la perdita precoce del padre, Tommaso Bello (maresciallo dei carabinieri), e dei suoi fratellastri. Questi lutti precoci forgiano molto presto la sua sensibilità e la sua compassione verso le persone sofferenti.
Inizia il suo percorso scolastico ad Alessano, poi entra nel seminario diocesano di Ugento prima di proseguire gli studi secondari e teologici presso il seminario regionale di Molfetta. Nel 1953, viene inviato a Bologna, presso il seminario dell'ONARMO (Opera Nazionale Assistenza Religiosa e Morale degli Operai), per formarsi come cappellano del lavoro, il che lo mette in contatto diretto con il mondo operaio.
Viene ordinato sacerdote l'8 dicembre 1957 da Monsignor Giuseppe Ruotolo nella sua città natale di Alessano. Prosegue poi i suoi studi teologici, ottenendo una licenza in teologia presso il seminario di Venegono (Milano) nel 1959, e successivamente un dottorato in teologia pastorale presso la Pontificia Università Lateranense a Roma nel 1965. Nel 1962, diventa membro del Terz'Ordine francescano (oggi Ordine francescano secolare).
Vita e opera
Il ministero sacerdotale ed episcopale di Don Tonino, segnato dalla sua dedizione ai poveri e dal suo impegno per la pace con Pax Christi.
Dopo la sua ordinazione, Don Tonino esercita diverse funzioni pastorali ed educative. Nel 1958, viene nominato insegnante e poi vice-rettore e rettore del seminario di Ugento, incarico che ricopre fino al 1976. Nel 1978, diventa amministratore parrocchiale della parrocchia del Sacro Cuore di Ugento, poi, dal 1979 al 1982, parroco della parrocchia della Natività della Vergine Maria a Tricase. Nel suo ministero parrocchiale, concepisce la parrocchia come un luogo di dibattito sociale e culturale volto a formare coscienze libere e critiche.
Il 10 agosto 1982, papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo delle diocesi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi (che saranno pienamente unite nel 1986). Riceve la consacrazione episcopale il 30 ottobre 1982 dalle mani dell'arcivescovo Michele Mincuzzi sulla piazza pubblica di Tricase. Il suo ingresso solenne in diocesi avviene il 21 novembre 1982.
Fin dall'inizio del suo episcopato, Don Tonino si distingue per il suo stile di vita estremamente semplice e la sua dedizione totale verso i più bisognosi. Apre le porte dell'episcopio ai senzatetto, agli immigrati (in particolare ai rifugiati albanesi e africani) e alle persone emarginate. Nel 1985, fonda a Ruvo di Puglia la Comunità di accoglienza e solidarietà Apulia (C.A.S.A.) per la riabilitazione delle persone affette da tossicodipendenza.
Nel 1985, viene nominato presidente nazionale del movimento cattolico per la pace Pax Christi. In questo ruolo, si impegna attivamente contro la militarizzazione della regione Puglia (in particolare l'installazione di cacciabombardieri della NATO), promuove l'obiezione di coscienza fiscale di fronte alle spese militari e si oppone fermamente alla guerra del Golfo. Nel dicembre 1992, mentre è già gravemente indebolito da un cancro allo stomaco, guida la «Marcia dei 500» pacifisti attraverso le linee del fronte per raggiungere Sarajevo, allora assediata, al fine di portare un messaggio di pace e solidarietà.
Cammino verso la santità
La vita spirituale di Don Tonino, la sua malattia vissuta nella serenità e la sua morte in odore di santità.
Il ministero di Don Tonino Bello è profondamente radicato nella preghiera e nell'adorazione eucaristica. La sua vita è una testimonianza vivente del Vangelo vissuto «sine glossa» (senza compromessi). È ampiamente riconosciuto per la sua vicinanza pastorale, la sua umiltà e la sua instancabile difesa della giustizia sociale.
Colpito da un tumore allo stomaco, vive i suoi ultimi mesi in una grande serenità spirituale, continuando a guidare il suo gregge e a predicare la pace. Si spegne a Molfetta il 20 aprile 1993, all'età di 58 anni. I suoi funerali raccolgono una folla immensa di fedeli, di poveri e di militanti per la pace. La sua salma è inumata nel cimitero comunale di Alessano, sua città natale, dove la sua tomba diventa rapidamente meta di pellegrinaggio e di preghiera costante.
Beatificazione e canonizzazione
Il processo di riconoscimento della santità di Antonio Bello, dichiarato venerabile da Papa Francesco nel 2021.
La reputazione di santità di Don Tonino Bello porta all'apertura della sua causa di beatificazione. Il 27 novembre 2007, la Santa Sede concede il nihil obstat per l'apertura della causa, attribuendogli il titolo di Servo di Dio. L'inchiesta diocesana si apre ufficialmente a Molfetta il 30 aprile 2010 e si chiude nel novembre 2013, data in cui gli atti vengono trasmessi a Roma alla Congregazione delle Cause dei Santi.
Il 20 aprile 2018, in occasione del 25° anniversario della sua morte, Papa Francesco si reca in pellegrinaggio sulla sua tomba ad Alessano e poi celebra la messa a Molfetta, rendendo un vibrante omaggio a questo pastore vicino ai poveri.
Il 25 novembre 2021, Papa Francesco autorizza la promulgazione del decreto che riconosce le virtù eroiche di Antonio Bello, dichiarandolo così Venerabile. La causa è attualmente nella sua fase romana, in attesa del riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione per aprire la strada alla sua beatificazione.
Spiritualità ed eredità
Il concetto di Chiesa del grembiule e l'eredità spirituale e sociale lasciata da Don Tonino Bello.
La spiritualità di Don Tonino Bello è celebre per aver coniato l'espressione «Chiesa del grembiule». Egli ricordava spesso che il grembiule è l'unico paramento liturgico che Gesù ha esplicitamente indossato nel Vangelo (durante la lavanda dei piedi), simboleggiando una Chiesa umile, serva e interamente rivolta al servizio degli ultimi.
Ha lasciato numerosi scritti spirituali, poesie e preghiere, caratterizzati da un linguaggio poetico, diretto e profetico. Tra i suoi testi più celebri figurano le sue preghiere alla Vergine Maria (come «Santa Maria, donna dell'attesa») e i suoi appelli alla pace. La sua eredità si perpetua attraverso la fondazione C.A.S.A., la casa editrice «La Meridiana» che ha contribuito a fondare nel 1987, e il movimento Pax Christi che continua a ispirarsi alla sua figura di «profeta di pace».
Domande frequenti su Antonio Bello
Chi era Antonio Bello?
Antonio Bello, soprannominato Don Tonino, è stato un vescovo italiano del Salento, presidente di Pax Christi, noto per la sua semplicità, il suo amore per i poveri e il suo impegno instancabile per la pace.
Quali santi furono contemporanei di Antonio Bello?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Antonio Bello?
Antonio Bello morì verso il 1905.
Quali sono gli altri nomi di Antonio Bello?
Altre forme del nome: Don Tonino e Don Tonino Bello.
Chi sono i familiari di Antonio Bello?
Familiari di Antonio Bello: Tommaso Bello (padre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1905-1993
- Decreto di venerabilità di Francesco