Felice Canelli
Felice Canelli (1880-1977) è stato un sacerdote diocesano italiano di San Severo, salesiano cooperatore e pioniere dell'azione sociale e dell'apostolato dei laici. È stato dichiarato venerabile nel 2021.
I suoi contemporanei
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Biografia
Infanzia, vocazione e inizi del ministero sacerdotale di Felice Canelli a San Severo.
Felice Canelli nasce il 14 ottobre 1880 a San Severo, in provincia di Foggia (Puglia, Italia), in una famiglia segnata da una grande povertà. I suoi genitori sono Gabriele Canelli e Teresa Marchitto. Il 17 ottobre 1880 riceve il battesimo e la cresima nella cattedrale di San Severo. All'età di sei o sette anni perde il padre e rimane orfano. Sua madre assume da sola l'educazione e il sostentamento della famiglia, trasmettendogli una fiducia assoluta nella Divina Provvidenza.
Dopo aver fatto la prima comunione all'età di otto anni, Felice Canelli sente la chiamata al sacerdozio. Nonostante l'estrema povertà della sua casa, viene ammesso nell'ottobre 1892, all'età di dodici anni, al seminario diocesano di San Severo come semi-convittore. Durante i suoi anni di studio, beneficia del sostegno materiale e spirituale del canonico Luigi Giuliani.
Viene ordinato sacerdote il 6 giugno 1903 da Monsignor Bonaventura Gargiulo, vescovo di San Severo. Per sei anni esercita il suo ministero presso la chiesa di San Giovanni Battista a San Severo. Nel 1905 incontra i Salesiani di Don Bosco, giunti da poco nella diocesi. Profondamente segnato dal loro carisma, si impegna come Salesiano Cooperatore e pone l'educazione della gioventù e il servizio ai poveri al centro della sua vita sacerdotale. Nel 1909 viene nominato rettore della chiesa di Sant'Antonio Abate. Il suo ministero viene temporaneamente interrotto dalla Prima Guerra Mondiale. Dal 1916 al 1919 è mobilitato come cappellano militare, prestando servizio prima a Sassoferrato e poi ad Ancona.
Vita e opera
Impegno sociale, politico e pastorale di don Felice Canelli, in particolare presso la parrocchia di Croce Santa.
Di ritorno dal fronte, don Felice Canelli si impegna attivamente nell'azione sociale e politica, ispirandosi ai principi dell'enciclica Rerum Novarum di Leone XIII. Fonda la sezione locale del Partito Popolare Italiano, nonché la sezione studentesca «Don Bosco». Per risvegliare le coscienze e lottare contro l'inerzia sociale, invita figure di spicco del cattolicesimo sociale, come don Romolo Murri e don Luigi Sturzo, a tenere conferenze a San Severo.
Nel 1927 viene nominato parroco della periferica parrocchia di «Croce Santa» a San Severo. Questo quartiere, allora in piena espansione urbana e segnato dall'immigrazione e dalla povertà, diventa il suo principale campo di apostolato per mezzo secolo. Don Felice vi si spende senza riserve per trasformare questa zona disagiata in un centro di solidarietà e di vita cristiana.
Anticipando gli orientamenti del Concilio Vaticano II, valorizza e struttura l'impegno dei laici nella società. Assume la direzione o il sostegno di numerose organizzazioni cattoliche locali: l'Azione Cattolica (di cui è delegato diocesano), la Conferenza di San Vincenzo de' Paoli, le Dame della Carità, gli Scout cattolici italiani (ASCI) e l'Opera Nazionale Maternità e Infanzia (ONMI).
Sotto il regime fascista, don Felice difende fermamente l'indipendenza dell'Azione Cattolica. La sua opposizione alle direttive del regime gli costa un breve internamento. Durante la Seconda Guerra Mondiale, organizza soccorsi d'emergenza per la popolazione civile e accoglie i numerosi profughi in fuga dai bombardamenti della vicina città di Foggia.
Dopo la guerra, prosegue le sue iniziative di promozione umana: nel 1948 fonda una scuola materna; sostiene la creazione di sindacati e associazioni di lavoratori cristiani (ACLI, CISL) nonché di associazioni di insegnanti cattolici (AIMC, UCIIM); istituisce mense per gli operai, aiuti per i disoccupati e colonie estive per i bambini poveri (in particolare a Manfredonia nel 1953).
Cammino verso la santità
Apertura della causa di beatificazione e inchiesta diocesana sulle virtù di Felice Canelli.
La reputazione di santità di don Felice Canelli, solidamente stabilita durante la sua vita, spinge la diocesi di San Severo ad avviare il suo processo di beatificazione. Nel 2000, monsignor Michele Seccia, vescovo di San Severo, annuncia ai vescovi della regione Puglia la sua intenzione di aprire l'inchiesta diocesana. Il 13 aprile 2006, informa i fedeli che la richiesta di nulla osta è stata trasmessa alla Santa Sede, la quale viene concessa il 22 giugno 2006, elevando don Felice al rango di Servo di Dio.
L'inchiesta diocesana sulla vita e le virtù del Servo di Dio si svolge dal 25 marzo 2009 al 30 novembre 2013. Una volta chiusa l'inchiesta, la Positio super virtutibus viene depositata presso la Congregazione delle Cause dei Santi il 19 luglio 2019, sotto la direzione del relatore, padre Zdzisław Józef Kijas.
Il 29 settembre 2020, il Congresso speciale dei consultori teologi esprime un parere favorevole unanime sull'eroicità delle sue virtù. Tale parere viene confermato dalla sessione ordinaria dei cardinali e vescovi il 4 maggio 2021.
Beatificazione e canonizzazione
Dichiarazione di venerabilità da parte di Papa Francesco, postulazione della causa e luogo di sepoltura.
Il 22 maggio 2021, Papa Francesco riceve in udienza il cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, e autorizza la promulgazione del decreto che riconosce le virtù eroiche di don Felice Canelli, dichiarandolo così Venerabile.
La causa è promossa congiuntamente dalla diocesi di San Severo e dalla parrocchia di Croce Santa. È affidata alla postulazione generale della Famiglia salesiana, rappresentata da don Pierluigi Cameroni, SDB (postulatore generale), suor Francesca Caggiano, FMA (vice-postulatrice) e la dottoressa Lodovica Maria Zanet (collaboratrice).
I resti mortali di don Felice Canelli riposano nella cripta della chiesa parrocchiale di Croce Santa a San Severo, luogo storico del suo lungo ministero.
Spiritualità ed eredità
La spiritualità di don Felice Canelli, i suoi modelli, il suo amore per i poveri e la sua santa morte.
Soprannominato affettuosamente «U frzzcarill» (il vivace, il frizzante) in dialetto locale a causa della sua energia traboccante, don Felice Canelli era un uomo d'azione profondamente radicato nella preghiera contemplativa. Passava senza transizione dall'intensa attività pastorale all'adorazione eucaristica silenziosa. Don Felice riassumeva le sue aspirazioni spirituali con questa formula: «Ho rubato a Don Bosco l'amore per i giovani; a san Francesco di Sales il desiderio di dolcezza; a san Francesco d'Assisi l'amore per la povertà». Per lui, il servizio ai poveri era un prolungamento diretto della liturgia. Amava ripetere: «Qual è il nostro altare? Il Tabernacolo del tempio e la mano del povero». Rifiutando onori e titoli onorifici (come quello di prelato o di Monsignore), scelse di rimanere un semplice sacerdote tra gli umili, che lo chiamavano familiarmente «don Flic». Don Felice Canelli si spense la sera del 23 novembre 1977 a San Severo, all'età di 97 anni, dopo 75 anni di sacerdozio. Morì terminando di recitare la preghiera del Gloria al Padre, con le braccia levate verso il cielo.
Domande frequenti su Felice Canelli
Chi era Felice Canelli?
Felice Canelli (1880-1977) è stato un sacerdote diocesano italiano di San Severo, salesiano cooperatore e pioniere dell'azione sociale e dell'apostolato dei laici. È stato dichiarato venerabile nel 2021.
Quali santi furono contemporanei di Felice Canelli?
Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.
Quando morì Felice Canelli?
Felice Canelli morì verso il 1880.
Quali sono gli altri nomi di Felice Canelli?
Altre forme del nome: don Flic e U frzzcarill.
Chi sono i familiari di Felice Canelli?
Familiari di Felice Canelli: Gabriele Canelli (padre) e Teresa Marchitto (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1880-1977
- Decreto di venerabilità di Francesco
Citazioni
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Ho rubato a Don Bosco l'amore per i giovani; a san Francesco di Sales il desiderio di dolcezza; a san Francesco d'Assisi l'amore per la povertà.
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Qual è il nostro altare? Il Tabernacolo del tempio e la mano del povero.
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