10 maggio 19° secolo

Maria Benedetta Frey

Monaca cistercense italiana paralizzata per 52 anni, trasformò la sua cella in un luogo di apostolato e di consiglio spirituale.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    Sezioni di lettura: 5

    Vita 01 / 05

    Biografia

    Giovinezza a Roma, educazione e ingresso nel monastero cistercense della Visitazione a Viterbo.

    Ersilia Penelope Frey nasce a Roma il 6 marzo 1836, figlia di Luigi Frey e di Margherita Maria Giannotti. Viene battezzata il giorno seguente, 7 marzo 1836, nella chiesa parrocchiale di Sant'Andrea delle Fratte. Quando ha solo due anni, sua madre muore di parto durante la nascita di suo fratello. Suo padre, profondamente colpito da questo lutto, si allontana e affida Ersilia e la sorella maggiore Ernesta alla nonna materna Geltrude e alla zia Margherita Ridolfi.

    Fin dall'infanzia, Ersilia manifesta una viva intelligenza, un temperamento gioioso e una spiccata inclinazione per la pietà. Dal 1841 al 1847 frequenta la scuola delle Maestre Pie, dove riceve un'istruzione generale oltre a lezioni di musica, cucito e ricamo. Prosegue poi la sua formazione nell'educandato delle Suore Domenicane, dove si perfeziona nell'arte della musica e del canto, che diventano le sue passioni.

    Sentendosi chiamata alla vita religiosa contemplativa, supera le reticenze della sua famiglia. Su consiglio del suo direttore spirituale camilliano, si rivolge al monastero cistercense della Visitazione a Viterbo, comunemente chiamato il «Monastero della Duchessa». Non avendo la dote richiesta dalle costituzioni dell'ordine, ottiene una dispensa dalla Santa Sede in cambio del suo servizio come maestra di musica e organista per la comunità. Entra nel monastero nel 1856. Il 21 luglio 1857 riceve l'abito monastico e prende il nome di Maria Benedetta Giuseppa. Pronuncia i voti solenni il 2 luglio 1858.

    other 02 / 05

    Vita e opera

    Colpita da una paralisi totale, trascorre 52 anni a letto, trasformando la sua cella in un centro di consiglio spirituale.

    Alla fine dell'anno 1861, all'età di 25 anni, la giovane monaca viene colpita da una paralisi progressiva che inizia alla gamba sinistra per poi estendersi al braccio sinistro e alla colonna vertebrale. Trascorrerà i cinquantadue anni successivi della sua vita interamente immobilizzata nel suo letto.

    Le sue sofferenze fisiche sono estreme. A causa di dolori acuti, non può poggiare la testa sui cuscini, né mantenerla dritta. Poiché la testa ricade inerte sul petto con un rischio costante di soffocamento, le sorelle devono sostenerle la fronte con un sistema di cordicelle e bende fissate al suo letto. A questa paralisi si aggiungono altri mali: una fistola al braccio, una piaga al tallone destro, frequenti bronchiti e polmoniti e, negli ultimi anni della sua vita, un cancro all'intestino.

    Nonostante questa immobilità totale — può muovere solo gli occhi, la lingua e la mano destra —, la sua cella diventa un focolare spirituale eccezionale. Grazie a un'autorizzazione speciale dell'autorità ecclesiastica, la sua stanza viene sistemata in modo da rispettare le regole della clausura pur permettendole di ricevere visitatori esterni. Papa Pio IX le concede inoltre il privilegio di far celebrare la messa direttamente nella sua cella, di fronte al suo letto. È in questa stanza che vengono talvolta amministrati battesimi, prime comunioni, cresime e persino ordinazioni sacerdotali.

    Suor Maria Benedetta diventa una ricercata consigliera spirituale. Decine di persone — laici, seminaristi, sacerdoti, vescovi e cardinali — si accalcano al suo capezzale per sollecitare le sue preghiere, i suoi consigli e il suo discernimento. Non potendosi spostare, intrattiene anche una vasta corrispondenza, dettando lettere di conforto che firma invariabilmente con l'espressione «Dalla Croce».

    Culto 03 / 05

    Cammino verso la santità

    Morte santa nel 1913, traslazione delle sue spoglie e apertura del processo di beatificazione.

    Suor Maria Benedetta Frey muore santamente il 10 maggio 1913 a Viterbo, dopo aver ricevuto i sacramenti e la benedizione apostolica di san Pio X. I suoi funerali attirano una folla immensa. Viene inizialmente sepolta nel cimitero municipale di San Lazzaro a Viterbo.

    Il 10 dicembre 1927, le sue spoglie vengono traslate nella cappella del Bambin Gesù della chiesa del monastero della Visitazione. Il 23 aprile 1968, viene effettuata una ricognizione canonica del suo corpo sotto la direzione del vescovo diocesano, monsignor Luigi Boccadoro; il corpo viene trovato intatto, sebbene essiccato e brunito.

    Il processo informativo ordinario sulla sua fama di santità si apre a Viterbo il 26 dicembre 1959 e si chiude il 3 novembre 1962, dopo l'audizione di 77 testimoni. La validità giuridica di questo processo viene riconosciuta con decreto della Congregazione delle Cause dei Santi il 23 novembre 1984. Il 24 giugno 2014, il Congresso dei consultori teologi esprime parere favorevole unanime sull'eroicità delle sue virtù.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Dichiarazione di venerabilità da parte di Papa Francesco nel 2015.

    Il 30 settembre 2015, Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù teologali e cardinali. Suor Maria Benedetta Frey è stata così ufficialmente dichiarata venerabile.

    La sua causa di beatificazione è ancora in corso, in attesa del riconoscimento ufficiale di un miracolo attribuito alla sua intercessione.

    Teologia 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    Accettazione della sofferenza, devozione all'Eucaristia e al Bambin Gesù, e amicizia spirituale con san Luigi Orione.

    La spiritualità di Maria Benedetta Frey poggia sull'accettazione eroica della sofferenza vissuta come una configurazione a Cristo crocifisso e una partecipazione attiva alla sua opera di redenzione. Lungi dal cadere nella tristezza o nel ripiegamento su se stessa, conserva un volto sempre sorridente e sereno, testimoniando una profonda unione intima con Dio. Amava ripetere nei suoi scritti: «La santità consiste solo nel compiere in tutto la santissima volontà di Dio, nel proprio stato».

    Nutre inoltre una devozione fervente verso l'Eucaristia e il Bambin Gesù (il Bambinello), di cui conserva una statua di cera di fronte al suo letto e al quale affida tutte le intenzioni di preghiera che le vengono sottoposte.

    Tra le sue relazioni spirituali significative figura la sua profonda amicizia con san Luigi Orione (Don Orione), che le fa visita nell'aprile del 1912. Durante il loro incontro, lei gli consiglia di non avere alcuna malinconia e di accettare di essere «come stracci nelle mani di Dio» per lasciarsi guidare dalla Divina Provvidenza. Questa formula segnerà profondamente Don Orione, che ne trarrà ispirazione per la fondazione del ramo femminile della sua opera, le Piccole Suore Missionarie della Carità.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Domande frequenti su Maria Benedetta Frey

    Chi era Maria Benedetta Frey?

    Monaca cistercense italiana paralizzata per 52 anni, trasformò la sua cella in un luogo di apostolato e di consiglio spirituale.

    Quali santi furono contemporanei di Maria Benedetta Frey?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.

    Quando morì Maria Benedetta Frey?

    Maria Benedetta Frey morì verso il 1836.

    Quali sono gli altri nomi di Maria Benedetta Frey?

    Altre forme del nome: Ersilia Penelope Frey e Maria Benedetta Giuseppa Frey.

    Chi sono i familiari di Maria Benedetta Frey?

    Familiari di Maria Benedetta Frey: Luigi Frey (padre), Margherita Maria Giannotti (madre), Ernesta Frey (sorella maggiore), Geltrude (nonna materna) e Margherita Ridolfi (zia).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1836-1913
    2. Decreto di venerabilità di Francesco

    Citazioni

    • La santità consiste unicamente nel compiere in tutto la santissima volontà di Dio, nel proprio stato https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQED1agBUSv6UUtV8xQHpkop-RIxryPE-ICm9JX0JzdTQ4X-4kU5Xvva5fqxpj6f9OqxV6_GoJuNlMSj92CYkRCfQz-OpR47_1pH3gsUqsuyMpC1anqC8kEL7b0s7r86sf1WkHTglx8fwve2UIQZygQ_lRisHNtT1OAbP_8hXS5cpFTy3iElsys4iROhs0sy7-HRQYGfTHOjAYU2Pg==
    • come stracci nelle mani di Dio https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQED1agBUSv6UUtV8xQHpkop-RIxryPE-ICm9JX0JzdTQ4X-4kU5Xvva5fqxpj6f9OqxV6_GoJuNlMSj92CYkRCfQz-OpR47_1pH3gsUqsuyMpC1anqC8kEL7b0s7r86sf1WkHTglx8fwve2UIQZygQ_lRisHNtT1OAbP_8hXS5cpFTy3iElsys4iROhs0sy7-HRQYGfTHOjAYU2Pg==