10 aprile 20° secolo

Antonio Pietro Cortinovis

Religioso cappuccino italiano, fondatore dell'«Opera San Francesco per i Poveri» a Milano, noto per la sua immensa carità verso i più bisognosi.

Cronologia

I suoi contemporanei

Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.

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    Sezioni di lettura: 5

    Vita 01 / 05

    Biografia

    Giovinezza di Antonio Pietro Cortinovis, il suo ingresso tra i Cappuccini e i suoi primi anni di servizio.

    Antonio Pietro Cortinovis nasce il 7 novembre 1885 a Nespello, una frazione del comune di Costa Serina, in provincia di Bergamo. È il settimo dei nove figli di una famiglia di contadini profondamente devoti, Lorenzo Cortinovis e Angela Gherardi. Educato a una fede solida dalla madre, trascorre i suoi primi anni lavorando duramente nei campi e nei boschi della sua regione natale. Fin dall'adolescenza, avverte la chiamata alla vita consacrata e si iscrive all'età di 14 anni al Terz'Ordine francescano. Il 21 aprile 1908, lascia la sua famiglia per unirsi al convento dei Frati Minori Cappuccini a Lovere. Il 29 luglio dello stesso anno, vi veste l'abito cappuccino e riceve il nome religioso di fra Cecilio Maria (da Costa Serina). Per umiltà e sentendosi indegno del sacerdozio, sceglie di non diventare sacerdote ma di rimanere frate laico. Pronuncia i voti temporanei il 2 agosto 1909. Dopo brevi incarichi come sacrestano, infermiere e aiuto portinaio nei conventi di Albino e poi di Cremona, viene inviato il 29 aprile 1910 al convento di Porta Monforte, situato in viale Piave a Milano. È lì che trascorrerà la quasi totalità della sua vita. Durante la Prima Guerra Mondiale, viene mobilitato il 9 maggio 1916, ma viene riformato già il 28 novembre dello stesso anno a causa di problemi cardiaci. Tornato a Milano, pronuncia i voti perpetui il 2 febbraio 1918. Nel 1921, viene ufficialmente nominato portinaio del convento e questuante per la città di Milano.

    Fondazione 02 / 05

    Vita e opera

    La sua dedizione verso i poveri di Milano e la fondazione dell'Opera San Francesco per i Poveri.

    La vita di fra Cecilio Maria è interamente incentrata sul servizio ai più bisognosi e sulla preghiera contemplativa. In qualità di portinaio e questuante, percorre quotidianamente chilometri a piedi per le strade di Milano per mendicare cibo e risorse al fine di sfamare i poveri che si accalcano ogni giorno sempre più numerosi alla porta del convento. Nel 1925, profondamente colpito dalla morte del suo confratello il venerabile Daniele da Samarate, missionario tra i lebbrosi in Brasile, fra Cecilio chiede ai suoi superiori l'autorizzazione a partire in missione per curare i malati di lebbra. I suoi superiori ritengono tuttavia che la sua vera missione si trovi a Milano e gli chiedono di restare. Tra il 1925 e il 1926, si impegna attivamente nella raccolta di fondi per l'erezione del monumento dedicato a san Francesco d'Assisi in piazza Risorgimento a Milano. Lo scultore Domenico Trentacoste, incaricato di realizzare l'opera, si ispira direttamente ai tratti del volto di fra Cecilio per modellare quello del santo d'Assisi. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nonostante i bombardamenti che colpiscono parzialmente il convento, fra Cecilio rifiuta di abbandonare il suo posto alla portineria. Si prodiga senza sosta per soccorrere la popolazione sinistrata e nasconde segretamente ebrei e oppositori politici all'interno del convento, proteggendoli dalle perquisizioni tedesche. Di fronte alla crescente miseria del dopoguerra, fra Cecilio concepisce il progetto di offrire un riparo dignitoso e un'assistenza strutturata ai poveri. Grazie all'aiuto finanziario di un generoso benefattore, l'industriale Emilio Grignani, il suo sogno si concretizza. Il 20 dicembre 1959, l'«Opera San Francesco per i Poveri» viene ufficialmente inaugurata dal cardinale Giovanni Battista Montini, arcivescovo di Milano e futuro papa Paolo VI. Questa struttura, dotata di una mensa, docce e un dispensario medico, diventa uno dei più importanti centri di assistenza sociale della città. Fra Cecilio ne assicura la direzione con dedizione fino a un'età molto avanzata.

    Culto 03 / 05

    Cammino verso la santità

    Riconoscimento pubblico durante la sua vita, i suoi ultimi anni e la sua sepoltura a Milano.

    La reputazione di santità di fra Cecilio Maria si diffonde ampiamente durante la sua vita, tanto presso i poveri che assiste quanto presso le personalità ecclesiastiche e civili di Milano. È in particolare un amico intimo del cardinale Ildefonso Schuster. In riconoscimento della sua immensa azione caritativa, riceve la medaglia d'argento della città di Milano nel 1969, poi la medaglia d'oro della provincia di Milano nel 1973. Nell'ottobre 1982, indebolito dall'età e da problemi di salute, viene trasferito nell'infermeria del convento dei cappuccini di Bergamo. È lì che si spegne serenamente il 10 aprile 1984, all'età di 98 anni. Dopo solenni esequie a Milano, viene inizialmente inumato nel cimitero maggiore della città. Il 31 gennaio 1989, la sua salma viene trasferita nella chiesa del Sacro Cuore, attigua al convento di viale Piave a Milano, dove riposa ormai nella prima cappella a destra, molto vicino all'antica portineria dove ha servito per decenni.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Il processo di beatificazione e la dichiarazione delle sue virtù eroiche da parte di Papa Francesco.

    La causa di beatificazione e canonizzazione di fra Cecilio Maria da Costa Serina viene introdotta sotto il pontificato di Giovanni Paolo II. Il 1° luglio 1993, la Congregazione delle Cause dei Santi emana il decreto di nihil obstat. La fase diocesana dell'inchiesta si svolge a Milano dal 27 settembre 1993 al 10 aprile 1995, sotto la guida del cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano. Gli atti dell'inchiesta diocesana sono convalidati dalla Congregazione delle Cause dei Santi il 22 marzo 1996. Dopo l'esame approfondito delle virtù eroiche del servo di Dio da parte dei consultori storici, dei teologi, e successivamente dei cardinali e vescovi della Congregazione, Papa Francesco autorizza, il 6 marzo 2018, la promulgazione del decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù. Da quel momento, Antonio Pietro Cortinovis è ufficialmente dichiarato venerabile dalla Chiesa cattolica.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    La sua spiritualità eucaristica e mariana, i suoi scritti spirituali e la perennità della sua opera.

    La spiritualità di fra Cecilio Maria è profondamente eucaristica e mariana, contrassegnata dalla semplicità e dalla gioia tipicamente francescane. Sebbene avesse ricevuto un'istruzione scolastica limitata (aveva frequentato solo la terza classe della scuola elementare), lascia un ricco diario spirituale redatto per obbedienza ai suoi confessori, intitolato Pensieri confusi di frate Cecilio Laico Cappuccino. I suoi scritti rivelano un'anima mistica, unita a Dio in modo intimo. Egli fa in particolare memoria di un'esperienza mistica significativa avvenuta il 5 luglio 1922, durante la quale si sentì avvolto da una luce divina e ricevette una profonda comprensione dei misteri della fede. La sua accoglienza alla portineria del convento era caratterizzata da una frase divenuta celebre, che ripeteva instancabilmente a ogni visitatore, ricco o povero: «Lo sai che il Signore ti vuole bene?». Diverse testimonianze raccolte durante il processo diocesano riferiscono di fatti straordinari avvenuti durante la sua vita, in particolare moltiplicazioni inspiegabili di cibo (zuppa o pane) quando si trattava di nutrire i poveri affamati. Oggi, l'«Opera San Francesco per i Poveri» prosegue attivamente la sua opera a Milano, distribuendo ogni giorno migliaia di pasti e offrendo assistenza medica e umana alle persone emarginate, perpetuando così l'eredità di carità dell'umile frate cappuccino.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    I miracoli di Antonio Pietro Cortinovis

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    Domande frequenti su Antonio Pietro Cortinovis

    Chi era Antonio Pietro Cortinovis?

    Religioso cappuccino italiano, fondatore dell'«Opera San Francesco per i Poveri» a Milano, noto per la sua immensa carità verso i più bisognosi.

    Quali miracoli sono attribuiti a Antonio Pietro Cortinovis?

    A questo santo sono attribuiti 1 miracoli, in particolare: Moltiplicazione / provvidenza.

    Quali santi furono contemporanei di Antonio Pietro Cortinovis?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.

    Quando morì Antonio Pietro Cortinovis?

    Antonio Pietro Cortinovis morì verso il 1984.

    Quali sono gli altri nomi di Antonio Pietro Cortinovis?

    Altre forme del nome: Cecilio Maria da Costa Serina e Cecilio Maria Cortinovis.

    Chi sono i familiari di Antonio Pietro Cortinovis?

    Familiari di Antonio Pietro Cortinovis: Lorenzo Cortinovis (padre) e Angela Gherardi (madre).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1885-1984
    2. Decreto di venerabilità di Francesco

    Citazioni

    • Sai che il Signore ti ama? https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQE7jTP6H1kvMoYbxidkx2l_FF6C157HjIwAk1z8lZBXMRE0M9jaY-FksLkEmLAxmlVMRCstmI9QWgkNn-ekBggbi53T2brO4WVDKibmKnWqIbn0hC910uxEL4ThkIQgNA==