Maria Clotilde Adelaide Saveria di Borbone
Sorella di Luigi XVI e regina di Sardegna, Maria Clotilde di Francia visse l'esilio con fede e carità, impegnandosi nei terz'ordini domenicano e francescano.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nascita a Versailles, infanzia e matrimonio combinato con Carlo Emanuele di Savoia.
Maria Adelaide Clotilde Saveria di Francia, chiamata familiarmente «Madame Clotilde» dalla corte, nasce il 23 settembre 1759 al castello di Versailles. È figlia del Delfino Luigi Ferdinando (figlio di Luigi XV) e della Delfina Maria Giuseppina di Sassonia. Cresce all'interno di una illustre fratria, essendo sorella dei futuri re Luigi XVI, Luigi XVIII e Carlo X, nonché della pia Madame Elisabetta. Diventata orfana di padre nel 1765 e poi di madre nel 1767, viene educata sotto la direzione di Madame de Marsan. A causa di una precoce pinguedine ereditata dalla sua famiglia, riceve a corte il soprannome di «Gros Madame». Nonostante questa disgrazia fisica, si distingue per la dolcezza del suo carattere, la sua intelligenza e una precoce pietà. Coltiva una relazione particolarmente fusionale con sua sorella Elisabetta, condividendo con lei una fede profonda. Sebbene manifesti discretamente aspirazioni alla vita religiosa, gli imperativi politici della Corona decidono diversamente. Suo fratello, il re Luigi XVI, organizza il suo matrimonio con il principe ereditario di Savoia, Carlo Emanuele, al fine di consolidare l'alleanza tra la Francia e il regno di Sardegna. Il matrimonio viene celebrato per procura a Versailles il 21 agosto 1775.
Vita e opera
Vita coniugale a Torino, prove della Rivoluzione francese, ascesa al trono ed esilio attraverso l'Italia.
Dopo il suo matrimonio, la giovane principessa si stabilisce a Torino, capitale degli Stati di Savoia. Nonostante le apprensioni iniziali, l'unione tra Maria Clotilde e Carlo Emanuele si rivela di un'armonia eccezionale. I due sposi condividono le stesse inclinazioni per la preghiera, la semplicità di vita, la musica e le opere di carità. Di fronte alla dolorosa prova della sterilità, la coppia accetta serenamente la volontà divina e sceglie di vivere in una perfetta castità coniugale. La vita di Maria Clotilde è profondamente sconvolta dagli eventi della Rivoluzione francese a partire dal 1789. Vede la sua patria sprofondare nella violenza e accoglie alla corte di Torino numerosi emigrati francesi, tra cui i suoi stessi fratelli. Subisce immensi dolori familiari con le esecuzioni successive sul patibolo di suo fratello Luigi XVI, di sua cognata Maria Antonietta e della sua amata sorella Elisabetta. Nell'ottobre 1796, alla morte di suo suocero Vittorio Amedeo III, suo marito sale al trono con il nome di Carlo Emanuele IV, rendendola regina di Sardegna. Il suo regno è una vera «corona di spine». Di fronte alle crisi di demenza e alla fragilità di suo marito, Maria Clotilde assume un ruolo politico di primo piano, agendo come una vera consigliera e ministro di fatto, ricevendo i ministri e prendendo decisioni cruciali per lo Stato. Nel dicembre 1798, l'invasione delle truppe rivoluzionarie francesi costringe la coppia reale all'esilio. Devono abbandonare il Piemonte e iniziano un lungo errare attraverso l'Italia, rifugiandosi successivamente a Parma, Firenze, in Sardegna (Cagliari), poi a Napoli a partire dal 1799.
Cammino verso la santità
Impegno nei terz'ordini domenicano e francescano, vita di povertà e morte santa a Napoli.
Durante queste prove e questo esilio forzato, Maria Clotilde approfondì la sua vita spirituale. Nel 1794, lei e il suo sposo abbracciarono la regola del Terz'Ordine di San Domenico. Assunse allora il nome di religione di Maria Clotilde di Santa Margherita. Rinunciò progressivamente ai fasti della corte, scegliendo di indossare un semplice abito di lana blu e di donare i suoi gioielli per sollevare i poveri e adornare le chiese.
Durante il loro esilio a Napoli, la coppia reale frequentò assiduamente la chiesa di Santa Caterina a Chiaia, officiata dai Francescani. Divenendo il superiore del convento il suo confessore, Maria Clotilde scelse di entrare anche nel Terz'Ordine francescano. A Napoli, beneficiò inoltre dei consigli spirituali del sacerdote barnabita san Francesco Saverio Maria Bianchi. La sua carità verso i malati e i bisognosi napoletani divenne leggendaria. Esausta per le privazioni, i dolori e le fatiche dell'esilio, contrasse la febbre tifoide e si spense santamente a Napoli il 7 marzo 1802, all'età di 42 anni.
Beatificazione e canonizzazione
Apertura della causa nel 1804, dichiarazione come Serva di Dio nel 1808 e riconoscimento dell'eroicità delle sue virtù nel 1982.
Sin dalla sua morte, la reputazione di santità della regina si diffuse rapidamente tra il popolo napoletano e piemontese. Il suo processo di canonizzazione fu ufficialmente aperto a Roma già nel 1804. Il 10 aprile 1808, papa Pio VII, che l'aveva conosciuta personalmente durante il suo esilio, firmò il decreto che introduceva formalmente la sua causa e le attribuiva il titolo di Serva di Dio. Dopo lunghi decenni di attesa e di studi approfonditi sui suoi scritti e sulla sua vita, il processo superò una tappa decisiva sotto il pontificato di san Giovanni Paolo II. L'11 febbraio 1982, il sommo pontefice promulgò ufficialmente il decreto che riconosceva l'eroicità delle sue virtù, conferendole così il titolo di Venerabile della Chiesa cattolica.
Spiritualità ed eredità
Spiritualità di abbandono alla Provvidenza, devozione popolare e posterità della sua tomba a Napoli.
La spiritualità della venerabile Maria Clotilde riposa su un abbandono totale alla Divina Provvidenza nel mezzo delle tempeste politiche e personali. La sua vita testimonia una notevole capacità di conciliare i doveri di Stato di una sovrana con le esigenze del Vangelo e della povertà religiosa, incarnata dalla sua doppia affiliazione ai terz'ordini domenicano e francescano. Soprannominata l'«angelo tutelare del Piemonte», ha lasciato un'impronta duratura nella pietà popolare dell'Italia del Nord e del Sud. La sua tomba, situata nella chiesa di Santa Caterina a Chiaia a Napoli, rimane un luogo di pellegrinaggio attivo, particolarmente ogni 7 marzo, giorno della sua festa liturgica, in cui la sua memoria è solennemente celebrata. Suo marito, Carlo Emanuele IV, devastato dalla sua perdita, abdicherà alcuni mesi dopo la sua morte per ritirarsi dal mondo e finirà i suoi giorni come novizio presso i Gesuiti.
Domande frequenti su Maria Clotilde Adelaide Saveria di Borbone
Chi era Maria Clotilde Adelaide Saveria di Borbone?
Sorella di Luigi XVI e regina di Sardegna, Maria Clotilde di Francia visse l'esilio con fede e carità, impegnandosi nei terz'ordini domenicano e francescano.
Quali santi furono contemporanei di Maria Clotilde Adelaide Saveria di Borbone?
Tra i suoi contemporanei figurano: Venerabile Agnese di Gesù, Beata Maria Anna di Gesù, Sant'Alfonso Maria de' Liguori e Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe di Gesù.
Quando morì Maria Clotilde Adelaide Saveria di Borbone?
Maria Clotilde Adelaide Saveria di Borbone morì verso il 1759.
Quali sono gli altri nomi di Maria Clotilde Adelaide Saveria di Borbone?
Altre forme del nome: Marie Adélaïde Clotilde Xavière de France, Marie-Clotilde de France, Madame Clotilde e Marie-Clotilde de Sainte-Marguerite.
Chi sono i familiari di Maria Clotilde Adelaide Saveria di Borbone?
Familiari di Maria Clotilde Adelaide Saveria di Borbone: Louis-Ferdinand de France (padre), Marie-Josèphe de Saxe (madre), Louis XVI (fratello), Louis XVIII (fratello), Charles X (fratello), Madame Élisabeth (sorella) e Charles-Emmanuel IV (consorte).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1759-1802
- Decreto di venerabilità di Giovanni Paolo II