27 dicembre 20° secolo

Odoardo Focherini

Giornalista italiano e laico impegnato, Odoardo Focherini (1907-1944) organizzò il salvataggio di 105 ebrei prima di morire martire nel campo di concentramento di Hersbruck.

Cronologia

I suoi contemporanei

Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.

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    Lettura guidata

    Sezioni di lettura: 5

    Vita 01 / 05

    Biografia

    La giovinezza, la famiglia e gli inizi professionali di Odoardo Focherini a Carpi.

    Odoardo Focherini nasce il 6 giugno 1907 a Carpi, in provincia di Modena, in Italia, all'interno di una famiglia profondamente cristiana originaria del Trentino. Suo padre, Tobia Focherini, gestisce un negozio di ferramenta in città. Odoardo perde la madre, Maria Bertacchini, nel 1909, quando ha solo due anni. Il padre si risposa poi con Teresa Merighi, che Odoardo considererà sempre come la propria madre. Fin dalla giovinezza, si impegna attivamente nei movimenti giovanili cattolici e nell'Azione Cattolica. Il 9 luglio 1930 sposa Maria Marchesi. Da questa unione nascono sette figli tra il 1931 e il 1943: Olga, Maddalena, Attilio, Rodolfo, Gianna, Carla e Paola. Sul piano professionale, Odoardo lavora dapprima come agente assicurativo per la Società Cattolica di Assicurazione di Verona a partire dal 1934, diventando ispettore per diverse province del nord Italia (Modena, Bologna, Verona e Pordenone). Parallelamente, la sua passione per la scrittura e l'apostolato attraverso la stampa lo porta a impegnarsi pienamente nel giornalismo cattolico.

    Missione 02 / 05

    Vita e opera

    Il suo impegno nel giornalismo cattolico e l'eroico salvataggio di oltre cento ebrei.

    L'opera di Odoardo Focherini si articola attorno al suo impegno ecclesiale, alla sua attività di giornalista e alla sua eroica azione di salvataggio degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. Fin dal 1924, all'età di 17 anni, cofondò con Zeno Saltini (futuro sacerdote e fondatore della comunità di Nomadelfia) il giornalino per ragazzi L'Aspirante, che diventerà una pubblicazione nazionale di riferimento. Collaborò inoltre ad altre riviste cattoliche e divenne corrispondente per L'Osservatore Romano e il quotidiano bolognese L'Avvenire d'Italia. Nel 1939, fu nominato consigliere mandatario di quest'ultimo giornale, di cui assicurò la gestione con rigore e fedeltà ai valori cristiani, nonostante le pressioni del regime fascista. Parallelamente, assunse importanti responsabilità all'interno dell'Azione Cattolica, di cui divenne presidente diocesano a Carpi nel 1936. A partire dal 1942, il suo impegno assunse una dimensione drammatica. Sollecitato dal direttore de L'Avvenire d'Italia, Raimondo Manzini — a sua volta contattato dal cardinale Pietro Boetto, arcivescovo di Genova —, Focherini organizzò il salvataggio di ebrei polacchi giunti in Italia. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 e l'occupazione tedesca, il pericolo aumentò. Focherini, sostenuto dalla moglie Maria che condivideva pienamente la sua scelta, si associò all'abate Dante Sala, parroco di San Martino Spino. Insieme, misero in piedi una rete clandestina molto efficace. Grazie a falsi documenti d'identità e a filiere di fuga, riuscirono a far passare in Svizzera più di cento ebrei (esattamente 105). L'11 marzo 1944, Odoardo Focherini fu arrestato dalle autorità fasciste all'ospedale di Carpi, mentre stava organizzando la fuga di Enrico Donati, l'ultimo ebreo che riuscirà a salvare.

    Martirio 03 / 05

    Cammino verso la santità

    Il suo arresto, la deportazione nei campi di concentramento e la sua morte da martire a Hersbruck.

    Dopo il suo arresto, Focherini inizia un lungo cammino di croce attraverso le prigioni e i campi di concentramento. Viene dapprima incarcerato nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna dal 13 marzo al 5 luglio 1944. È lì che confida al cognato Bruno Marchesi, che lo interroga su eventuali rimpianti: «Se tu avessi visto, come ho visto io in questo carcere, quello che fanno soffrire agli ebrei, non ti pentiresti che di non averne salvato un numero maggiore». Il 5 luglio 1944 viene trasferito al campo di Fossoli, poi il 4 agosto al campo di transito di Gries a Bolzano. Il 5 settembre 1944 viene deportato verso il campo di concentramento di Flossenbürg in Germania, prima di essere inviato al sottocampo di Hersbruck. Durante questi nove mesi di prigionia, riesce a inviare 166 lettere e biglietti alla sua famiglia, testimonianze struggenti di amore, serenità e fede incrollabile. A Hersbruck, sottoposto ai lavori forzati, contrae una grave infezione alla gamba che degenera in setticemia. Muore il 27 dicembre 1944 all'età di 37 anni. È assistito nei suoi ultimi istanti dall'amico Teresio Olivelli (egli stesso beatificato nel 2018), che trasmetterà le sue ultime parole: «Dichiaro di morire nella più pura fede cattolica, apostolica e romana e nella piena sottomissione alla volontà di Dio, offrendo la mia vita in olocausto per la mia diocesi, per l'Azione Cattolica, per il Papa e per il ritorno della pace nel mondo».

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Il riconoscimento civile e religioso del suo sacrificio, che ha portato alla sua beatificazione nel 2013.

    Il riconoscimento dell'eroismo di Odoardo Focherini è stato innanzitutto civile. Nel 1955, la comunità ebraica di Milano gli conferisce una medaglia d'oro. Nel 1969, l'istituto Yad Vashem di Gerusalemme lo dichiara «Giusto tra le nazioni». Nel 2007, il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, gli conferisce alla memoria la Medaglia d'oro al merito civile. Il processo di beatificazione si apre a livello diocesano nel 1996 e si chiude nel 1998, data in cui la causa viene trasmessa a Roma. Il 10 maggio 2012, papa Benedetto XVI firma il decreto che riconosce il suo martirio in odium fidei (in odio alla fede), il che dispensa dalla presentazione di un miracolo. La cerimonia di beatificazione viene celebrata il 15 giugno 2013 in Piazza Martiri a Carpi (la cattedrale era allora inagibile a causa di un terremoto). È presieduta, in nome di papa Francesco, dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi. Odoardo Focherini diventa così il primo giornalista italiano ad essere beatificato.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    La fede profonda di un laico impegnato e il suo duraturo esempio di carità cristiana.

    La spiritualità di Odoardo Focherini è quella di un laico impegnato, profondamente radicato nella preghiera quotidiana, nella frequenza dei sacramenti e nell'amore per la Chiesa. La sua azione umanitaria non era una semplice iniziativa filantropica, ma il frutto diretto della sua fede cristiana e della sua fedeltà al Vangelo. Per lui, soccorrere i perseguitati era un dovere di carità cristiana assoluta, riassunto dalla sua celebre formula scritta in una lettera intercettata dai nazisti: aiutava gli ebrei «non per interesse, ma per pura carità cristiana». La sua eredità rimane viva, particolarmente a Carpi e in tutta Italia, come un modello di coraggio civico e di santità laicale. Egli mostra come un padre di famiglia e un professionista della stampa abbia saputo, a rischio della propria vita, incarnare la verità e la carità di fronte alla barbarie totalitaria.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Domande frequenti su Odoardo Focherini

    Chi era Odoardo Focherini?

    Giornalista italiano e laico impegnato, Odoardo Focherini (1907-1944) organizzò il salvataggio di 105 ebrei prima di morire martire nel campo di concentramento di Hersbruck.

    Come è morto Odoardo Focherini?

    Odoardo Focherini subì il martirio per la fede cristiana (20° secolo).

    Quali santi furono contemporanei di Odoardo Focherini?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Mariano de Jesús Euse Hoyos, Teresa di Gesù delle Ande, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni e Paola di Gesù Gil Cano.

    Chi sono i familiari di Odoardo Focherini?

    Familiari di Odoardo Focherini: Tobia Focherini (padre), Maria Bertacchini (madre), Teresa Merighi (suocera), Maria Marchesi (moglie), Olga Focherini (figlia), Maddalena Focherini (figlia), Attilio Focherini (figlio) e Rodolfo Focherini (figlio).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1944
    2. Beatificazione nel 2013 da parte di Francesco

    Citazioni

    • Se tu avessi visto, come ho visto io in questo carcere, cosa fanno patire agli ebrei, non rimpiangeresti se non di non averne salvati in numero maggiore. https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQFCOnUFRWFe9X-YExHAK2FCuM9G5HUETu6lEjOfiQHDEXH_UtcBVHgt1f60j-jy2hmrDPoBkAjRf6GM_OaiHZzSesC8IK8hxbCWYGQAbn5NcKrwOBHdLT2A6ChHQfN_hoJHJNHFueWDfxcuWFDW2W34cE6Be0583A==
    • Dichiaro di morire nella più pura fede cattolica apostolica romana e nella piena sottomissione alla volontà di Dio, offrendo la mia vita in olocausto per la mia Diocesi, per l'Azione Cattolica, per il Papa e per il ritorno della pace nel mondo. https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQEHxzwPQJvBEUhuG3joFtFEKlZm0I9wqS8RQJVi0U3B075udDVy8nmLFBiRpMn9Jvm57irRoUH1dhw8qtA9kMxqwib71n_IYyHLv04J2V8P8Fr_d9uDDgNq03feyVyueJ8iT7Sdgw==