Maria Antonia Solimani
Maria Antonia Solimani (1688-1758), in religione Suor Giovanna Maria Battista, è stata una religiosa italiana, fondatrice delle Romite e delle Missionarie di San Giovanni Battista.
I suoi contemporanei
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Biografia
Giovinezza e primi anni di Maria Antonia Solimani a Genova.
Maria Antonia Felice Solimani (in religione Suor Giovanna Maria Battista) nasce il 12 maggio 1688 a Genova, in Italia, nella parrocchia di San Martino d'Albaro. È la nona dei quattordici figli di Giuseppe Solimani. Cresciuta in una famiglia profondamente cristiana, manifesta fin dall'infanzia una spiccata inclinazione per la vita religiosa. All'età di sedici anni, si trasferisce presso lo zio sacerdote, rettore del santuario di Santa Maria alla Castagna a Quarto (Genova). È qui che inizia il suo primo apostolato insegnando il canto e il ricamo alle giovani della parrocchia, impartendo loro al contempo il catechismo nei giorni di festa.
Durante la sua giovinezza, la sua personalità spirituale si modella al contatto di diverse influenze: le Clarisse di Albaro, la Confraternita di Nostra Signora del Monte Carmelo presente nella sua parrocchia, e soprattutto padre Atanasio da Voltri, un sacerdote cappuccino austero ed esperto nella direzione delle anime. Nutre inoltre una profonda amicizia spirituale con san Paolo della Croce (Paolo Danei), che le fa visita in diverse occasioni per intrattenersi sulla preghiera e la meditazione.
Vita e opera
La fondazione delle Romite e dei Missionari di San Giovanni Battista.
Il cuore della missione di Maria Antonia Solimani risiede nella fondazione di due istituti religiosi posti sotto il patrocinio di san Giovanni Battista, che ella considera il modello perfetto della vita monastica. Le Romite di San Giovanni Battista (Romite di San Giovanni Battista): Nel 1723, Maria Antonia riceve l'ispirazione spirituale di fondare una nuova famiglia religiosa contemplativa caratterizzata da una grande austerità. Nel 1724, incontra il sacerdote Domenico Francesco Olivieri, arciprete della parrocchia di Santa Croce a Moneglia. Nel 1730, si stabilisce a Moneglia con una compagna per aprirvi il primo monastero (allora un conservatorio) delle Romite di San Giovanni Battista (chiamate anche Suore Battistine). Le religiose vi conducono una vita di stretta clausura e di penitenza, pur assicurando una modesta attività apostolica presso i bambini e i malati a domicilio. Nel 1737, la comunità si trasferisce a Genova, dapprima vicino al Colle degli Angeli, poi in Salita dei Cappuccini (oggi Salita delle Battistine). Nel 1742, Maria Antonia si reca a Roma per sollecitare l'approvazione pontificia. Ricevuta da Papa Benedetto XIV, ne ottiene il sostegno. Il 23 gennaio 1744, il Papa autorizza l'erezione del monastero di Genova e approva la regola dell'istituto (composta da 24 articoli rivisti dal padre barnabita Mario Maccabei) il 25 gennaio successivo. Il 20 aprile 1746, Maria Antonia e le sue dodici prime compagne ricevono l'abito religioso. Prende allora il nome di Suor Giovanna Maria Battista e viene eletta badessa. I Missionari di San Giovanni Battista (Missionari di San Giovanni Battista): Desiderosa di estendere quest'opera, la fondatrice concepisce nel 1749 un ramo maschile composto da sacerdoti secolari viventi in comunità, dediti all'evangelizzazione delle popolazioni lontane. Con l'aiuto di padre Domenico Francesco Olivieri, il progetto viene presentato a Roma. Il 22 settembre 1755, Papa Benedetto XIV approva la congregazione dei Missionari di San Giovanni Battista (o "Battistini"), posta sotto la giurisdizione della Congregazione di Propaganda Fide. Questi missionari, che si impegnano con un voto di stabilità, partono per evangelizzare in Bulgaria, nel Caucaso e in Cina. Sebbene questo ramo maschile si sia estinto all'inizio del XIX secolo (soppresso nel 1810 sotto il regime napoleonico), esso testimonia lo zelo missionario della fondatrice.
Cammino verso la santità
L'ascesi rigorosa, le prove superate e gli ultimi istanti della fondatrice.
La vita di Suor Giovanna Maria Battista Solimani è segnata da una costante ricerca della perfezione evangelica attraverso un'ascesi rigorosa. Le religiose del suo monastero dormono vestite, camminano scalze, osservano un'astinenza perpetua dalla carne e si alzano a mezzanotte per l'ufficio del Mattutino.
Nonostante i numerosi doni mistici di cui è gratificata, la fondatrice si sforza di vivere nell'annullamento e nell'umiltà. Il suo equilibrio interiore le permette di superare le prove legate alle fondazioni e alle opposizioni politiche locali, in particolare da parte del doge di Genova, Lorenzo de Mari, che riesce a convincere ad abrogare un decreto repubblicano che vietava l'istituzione di nuovi ordini.
All'inizio della Quaresima dell'anno 1758, cade gravemente malata. Il 27 febbraio, sviene nel coro del monastero. Per quaranta giorni, sopporta vive sofferenze fisiche che offre in spirito di penitenza e di purificazione. Si spegne serenamente sabato 8 aprile 1758 alle ore 17, nel suo monastero di Genova.
Beatificazione e canonizzazione
Il processo di riconoscimento dell'eroicità delle sue virtù e la sua dichiarazione come venerabile.
La reputazione di santità di Suor Giovanna Maria Battista Solimani conduce alla rapida apertura della sua causa di beatificazione. Il processo informativo diocesano si apre a Genova il 24 luglio 1768 e si chiude il 22 agosto 1779. La causa è ufficialmente introdotta a Roma il 7 gennaio 1784. Dopo un lungo periodo di interruzione dovuto agli sconvolgimenti politici dell'Europa, l'inchiesta diocesana complementare viene aperta il 25 giugno 2002 e conclusa l'8 aprile 2008. La validità di tale inchiesta è riconosciuta con decreto il 19 gennaio 2012. Il 28 novembre 2019, Papa Francesco autorizza la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, conferendole così il titolo di Venerabile. I suoi resti mortali, esumati nel 1924 durante il trasferimento della comunità, riposano oggi nella chiesa di San Giovanni Battista a Sturla (un quartiere di Genova), accanto a quelli del suo cofondatore, padre Domenico Francesco Olivieri.
Spiritualità ed eredità
La spiritualità cristocentrica di Maria Antonia Solimani e la perennità della sua opera.
La spiritualità della Venerabile Maria Antonia Solimani è profondamente cristocentrica e segnata dal desiderio di unirsi alla Passione di Cristo in una dimensione di espiazione e di riparazione per la salvezza delle anime.
Il suo modello assoluto è san Giovanni Battista, di cui si sforza di imitare tre dimensioni fondamentali: la vita eremitica nel deserto, l'austerità penitenziale e la missione di annunciare e preparare le vie del Signore. Per la preghiera, si ispira largamente al metodo dolce e fiducioso di san Francesco di Sales.
L'eredità della fondatrice perdura attraverso le Monache Romite di San Giovanni Battista. Sopravvissuta alle soppressioni napoleoniche, la comunità contemplativa mantiene la sua presenza a Sturla (Genova) e ha fondato nel 1972 un nuovo monastero a Brovarone (Piemonte).
Domande frequenti su Maria Antonia Solimani
Chi era Maria Antonia Solimani?
Maria Antonia Solimani (1688-1758), in religione Suor Giovanna Maria Battista, è stata una religiosa italiana, fondatrice delle Romite e delle Missionarie di San Giovanni Battista.
Quali santi furono contemporanei di Maria Antonia Solimani?
Tra i suoi contemporanei figurano: Venerabile Agnese di Gesù, Beata Maria Anna di Gesù, Sant'Alfonso Maria de' Liguori e Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe di Gesù.
Quando morì Maria Antonia Solimani?
Maria Antonia Solimani morì verso il 1758.
Quali sono gli altri nomi di Maria Antonia Solimani?
Altre forme del nome: Giovanna Maria Battista e Maria Antonia Felice Solimani.
Chi sono i familiari di Maria Antonia Solimani?
Familiari di Maria Antonia Solimani: Giuseppe Solimani (padre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1688-1758
- Decreto di venerabilità di Francesco