Elia Dalla Costa
Cardinale e arcivescovo di Firenze, Elia Dalla Costa (1872-1961) si è distinto per la sua resistenza morale contro il fascismo e la sua azione eroica per salvare gli ebrei, che gli è valsa il titolo di Giusto tra le Nazioni.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nascita, studi e inizi del ministero sacerdotale di Elia Dalla Costa nella provincia di Vicenza.
Elia Angelo Dalla Costa nasce il 14 maggio 1872 a Villaverla, in provincia di Vicenza, nel Regno d'Italia. È l'ultimo dei cinque figli di Luigi Dalla Costa, segretario comunale, e di Teresa Dal Balcon. Rimasto orfano di madre in tenera età, viene cresciuto dal padre con l'aiuto di una zia. Dopo aver completato gli studi secondari presso il ginnasio di Vicenza, entra nel seminario diocesano nel 1886. Dotato di brillanti capacità intellettuali, viene autorizzato a iscriversi alla facoltà di lettere dell'Università di Padova, dove si laurea nel 1897 (o 1898 a seconda delle fonti) dopo aver discusso una tesi in letteratura latina. Nel frattempo, viene ordinato sacerdote il 25 luglio 1895 dal vescovo di Vicenza, monsignor Antonio Feruglio. Inizia il suo ministero come insegnante di lettere nel seminario della sua provincia natale. Tuttavia, a causa di problemi di salute di natura bronchiale, deve lasciare l'insegnamento per dedicarsi al ministero parrocchiale. Viene dapprima nominato vicario a Pievebelvicino, poi parroco di Pozzoleone nel 1902. Nel novembre 1910 diventa arciprete della parrocchia di Schio, incarico che ricopre per dodici anni. Durante la Prima Guerra Mondiale, trovandosi Schio nelle immediate vicinanze della linea del fronte, l'abate Dalla Costa si prodiga senza sosta per accogliere i feriti, sostenere i profughi e assistere gli orfani. La sua eccezionale dedizione gli vale l'onorificenza di Cavaliere della Corona d'Italia.
Vita e opera
Episcopato a Padova e poi a Firenze, resistenza contro il fascismo e il nazismo, e creazione della rete di salvataggio degli ebrei.
Il 23 maggio 1923, papa Pio XI lo nomina vescovo di Padova. Riceve la consacrazione episcopale il 12 agosto 1923 dalle mani di monsignor Ferdinando Rodolfi. Alla guida di questa diocesi, intraprende numerose visite pastorali, organizza un sinodo diocesano e si dedica alla ricostruzione delle chiese distrutte dalla guerra. Si distingue inoltre per la sua vigorosa difesa dell'Azione Cattolica di fronte ai tentativi di ingerenza del regime fascista.
Il 19 dicembre 1931, Pio XI lo promuove arcivescovo di Firenze. Fa il suo ingresso solenne nella città toscana il 21 febbraio 1932. Meno di un anno dopo, durante il concistoro del 13 marzo 1933, viene creato cardinale presbitero con il titolo di San Marco.
Il suo episcopato fiorentino è segnato da una resistenza spirituale e morale inflessibile di fronte alle derive totalitarie: - Opposizione al fascismo e al nazismo: Nel maggio 1938, durante la visita ufficiale di Adolf Hitler e Benito Mussolini a Firenze, il cardinale Dalla Costa rifiuta ostentatamente di partecipare ai festeggiamenti. Ordina di chiudere tutte le porte e le finestre del palazzo arcivescovile per segnare la sua riprovazione. Lo stesso anno, denuncia pubblicamente le leggi razziali italiane contro gli ebrei. - La rete di salvataggio fiorentina: Durante l'occupazione tedesca dell'Italia (1943-1944), mette in atto, in collaborazione con il rabbino capo di Firenze Nathan Cassuto e l'attivista ebreo Raffaele Cantoni, una vasta rete clandestina di aiuto ai perseguitati. Incarica il suo segretario particolare, don Meneghello, di coordinare queste operazioni di salvataggio. Il cardinale ospita egli stesso temporaneamente dei rifugiati nel suo palazzo e sollecita attivamente i superiori dei conventi e dei monasteri della regione affinché aprano le loro porte. Recluta inoltre dei corrieri di fiducia, tra i quali il celebre campione ciclista Gino Bartali, che trasporta documenti falsi nascosti nel telaio della sua bicicletta. Questa rete permette di salvare centinaia di vite.
Dopo la guerra, il cardinale Dalla Costa partecipa attivamente alla ricostruzione di Firenze. Collabora strettamente con il sindaco della città, Giorgio La Pira (la cui causa di beatificazione è anch'essa in corso), per difendere i diritti dei lavoratori e dei più bisognosi. Partecipa ai conclavi del 1939 e del 1958. Nel 1951, presenta le sue dimissioni per motivi di età, ma papa Pio XII le rifiuta e lo mantiene in carica. Si ritira progressivamente dalla gestione attiva della diocesi a partire dal 1958 con la nomina di un coadiutore, monsignor Ermenegildo Florit.
Cammino verso la santità
Morte del cardinale nel 1961 e apertura del suo processo di beatificazione a Firenze.
Il cardinale Elia Dalla Costa si spegne serenamente il 22 dicembre 1961 a Firenze, all'età di 89 anni. Le sue esequie, celebrate il giorno seguente nella cattedrale di Santa Maria del Fiore dove riposa tuttora, raccolgono una folla immensa di fedeli e di rappresentanti delle autorità civili, profondamente colpiti dalla sua rettitudine e dalla sua carità.
In ragione della sua costante fama di santità, l'arcidiocesi di Firenze introduce la sua causa di beatificazione e canonizzazione. Il processo diocesano d'inchiesta (processo conoscitivo) viene ufficialmente aperto il 21 dicembre 1981 (o 22 dicembre 1981 secondo gli atti della curia) dall'arcivescovado di Firenze, segnando il ventesimo anniversario della sua morte. Tale processo d'inchiesta è convalidato dalla Congregazione per le Cause dei Santi il 19 novembre 1993.
Beatificazione e canonizzazione
Riconoscimento delle virtù eroiche da parte di Papa Francesco nel 2017 e attuale status di venerabile.
La Positio che documenta l'eroicità delle sue virtù è stata ufficialmente depositata a Roma nel 2007. Dopo un esame approfondito da parte dei consultori teologi e dei cardinali della Congregazione delle Cause dei Santi, Papa Francesco ha autorizzato, il 4 maggio 2017, la promulgazione del decreto che riconosce le sue virtù eroiche. Da tale data, Elia Dalla Costa è dichiarato Venerabile dalla Chiesa cattolica. Per la sua beatificazione, un miracolo scientificamente inspiegabile e attribuito alla sua intercessione deve essere formalmente riconosciuto dalla Santa Sede. Ad oggi, nessun miracolo è stato ancora oggetto di un decreto di approvazione.
Spiritualità ed eredità
Spiritualità umile e austera, motto episcopale e riconoscimento come Giusto tra le Nazioni.
La vita spirituale di Elia Dalla Costa era profondamente radicata nell'umiltà, nel distacco dai beni materiali e in una fiducia assoluta nella Provvidenza divina. Il suo motto episcopale, Virtus ex Alto («La forza dall'alto»), riassumeva la sua convinzione che ogni azione pastorale e umana dovesse attingere la sua fonte dalla grazia divina. Noto per la sua austerità personale, rifiutava i privilegi e viveva poveramente, interamente dedito alla sua missione di pastore.
La sua eredità supera ampiamente i confini della Chiesa cattolica. In riconoscimento della sua azione eroica e della creazione della rete di salvataggio degli ebrei durante la Shoah, il memoriale di Yad Vashem a Gerusalemme lo ha ufficialmente riconosciuto come Giusto tra le Nazioni il 26 novembre 2012. Il suo nome è inciso sul Muro d'onore nel Giardino dei Giusti a Gerusalemme.
Domande frequenti su Elia Dalla Costa
Chi era Elia Dalla Costa?
Cardinale e arcivescovo di Firenze, Elia Dalla Costa (1872-1961) si è distinto per la sua resistenza morale contro il fascismo e la sua azione eroica per salvare gli ebrei, che gli è valsa il titolo di Giusto tra le Nazioni.
Quali santi furono contemporanei di Elia Dalla Costa?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Elia Dalla Costa?
Elia Dalla Costa morì verso il 1961.
Quali sono gli altri nomi di Elia Dalla Costa?
Altre forme del nome: Elia Angelo Dalla Costa.
Chi sono i familiari di Elia Dalla Costa?
Familiari di Elia Dalla Costa: Luigi Dalla Costa (padre) e Teresa Dal Balcon (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1872-1961
- Decreto di venerabilità di Francesco