Filippo Bardellini
Sacerdote oratoriano italiano (1878-1956), Filippo Bardellini è il fondatore dell'Istituto delle Poverelle della Casa di Nazareth, dedicato all'accoglienza e all'integrazione delle persone affette da disabilità mentale.
I suoi contemporanei
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Biografia
La giovinezza, la vocazione oratoriana e l'ordinazione sacerdotale di Filippo Bardellini a Verona.
Il venerabile Filippo Bardellini nasce il 19 maggio 1878 nel quartiere popolare dei «Filippini» a Verona, in Italia, in seno a una famiglia profondamente cristiana. All'età di sette anni, viene preservato da una grave malattia per l'intercessione di Nostra Signora di Lourdes, un evento significativo di cui conserverà sempre un ricordo commosso. Frequenta dapprima le scuole del suo quartiere, in particolare quelle tenute dai padri Stimmatini, prima di entrare nel seminario diocesano di Verona. Attratto dalla spiritualità di san Filippo Neri, diventa fratello esterno dell'Oratorio il 1° gennaio 1893, per poi integrarsi ufficialmente nella comunità dei padri Oratoriani di Verona nel 1901. Viene ordinato sacerdote il 10 agosto 1904 dal cardinale Bartolomeo Bacilieri nella cattedrale di Verona. Fin dall'inizio del suo ministero, padre Filippo si dedica attivamente alle classi più povere e alla gioventù del suo quartiere. Il 1° gennaio 1916, viene nominato rettore della chiesa di San Pietro Incarnario a Verona, un incarico che eserciterà per quasi trent'anni. Durante la Prima Guerra Mondiale, fonda con l'aiuto di padre Isacco Meggiolaro «L'Incontro del Soldato», un luogo di accoglienza e di conforto spirituale per i militari e i reduci.
Vita e opera
La fondazione dell'Istituto delle Poverette della Casa di Nazareth per l'accompagnamento delle persone disabili.
L'opera maggiore di padre Filippo Bardellini è intimamente legata alla fondazione dell'Istituto delle Poverette della Casa di Nazareth. Nel 1921, profondamente toccato dalla sofferenza delle persone affette da disabilità mentale o psichica — allora totalmente ignorate e marginalizzate dalla società —, decide di consacrare loro la sua vita. Incoraggiato dal suo direttore spirituale e amico, il futuro santo Giovanni Calabria, e sostenuto da sua sorella Elisa Bardellini nonché dalla sua prima collaboratrice Teresa Scaglia (1881-1958), getta le basi di questa nuova comunità religiosa. L'istituto inizia modestamente nel 1927 nella casa paterna di padre Filippo, dove accoglie i primi bambini disabili. Nel 1928, una seconda casa viene aperta a Ponton di Domegliara (Sant'Ambrogio di Valpolicella) per accogliere le giovani uscite dal sanatorio provinciale. Il 15 agosto 1933, la professione religiosa delle prime suore, guidate da Teresa Scaglia, viene celebrata con l'imposizione della Medaglia Miracolosa. Nel 1937, padre Filippo tenta di stabilire un ramo maschile, i «Poveretti della Casa di Nazareth», ma questa fondazione non ha seguito e i ragazzi accolti vengono trasferiti a Ponton, poi a Corrubio di Negarine. L'istituto delle Poverette riceve l'approvazione canonica diocesana il 25 dicembre 1958, due anni dopo la morte del fondatore, e viene riconosciuto come ente morale nel 1961.
Cammino verso la santità
Le prove della guerra, la malattia e gli ultimi anni di Filippo Bardellini.
Parallelamente alla guida della sua opera, padre Filippo Bardellini assume pesanti responsabilità ecclesiali, diventando preposto della Congregazione dell'Oratorio di Verona dal 1926 al 1948. Per tutta la vita, deve affrontare numerose prove e incomprensioni. La più dolorosa avviene durante la Seconda Guerra Mondiale: il 21 novembre 1944, l'esplosione di un vagone militare vicino alla località di Volargne distrugge interamente un edificio dell'istituto, provocando la morte di venti persone, tra cui bambini disabili e religiose. Di fronte a questa tragedia, padre Filippo manifesta una fede eroica e un totale abbandono alla volontà di Dio. Nel 1948, indebolito dalla malattia, viene sollevato dalla sua funzione di preposto. Trascorre gli ultimi otto anni della sua vita quasi interamente paralizzato e allettato presso la casa generalizia di Ponton, offrendo le sue sofferenze nella preghiera e nel silenzio. Si spegne santamente venerdì 24 agosto 1956 alle ore 15:00 (l'ora della morte di Cristo) a Ponton di Domegliara, all'età di 78 anni. Inizialmente sepolto nel cimitero di Verona, il suo corpo viene trasferito il 3 febbraio 1996 nella cappella della casa generalizia di Ponton.
Beatificazione e canonizzazione
Il processo di beatificazione e il riconoscimento dell'eroicità delle virtù da parte di Giovanni Paolo II.
La reputazione di santità di padre Filippo Bardellini, sia all'interno della Chiesa che della società civile, spinge il vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Carraro, a introdurre la sua causa di beatificazione. Il 25 aprile 1978, una richiesta ufficiale viene indirizzata alla Congregazione per le Cause dei Santi, che concede il Nihil Obstat il 31 luglio 1981. Il processo diocesano d'inchiesta sulla vita e le virtù del servo di Dio viene aperto il 20 gennaio 1982 e si chiude il 23 maggio 1989. Dopo l'esame della Positio da parte dei teologi e dei cardinali della Congregazione, il papa Giovanni Paolo II promulga, il 12 aprile 2003, il decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, conferendogli così il titolo di Venerabile.
Spiritualità ed eredità
La spiritualità dell'umiltà e della carità, e la perennità della sua opera presso le persone disabili.
La spiritualità di padre Filippo Bardellini è caratterizzata da una fiducia assoluta nella Divina Provvidenza, vissuta nell'umiltà e nella semplicità. Il suo leitmotiv spirituale riassume la sua vita: «Carità nell'umiltà, umiltà nella carità e semplicità in tutto». Soprannominato «il martire del sorriso», si sforzava di superare tutte le prove fisiche e morali con una gioia comunicativa e una dolcezza inalterabile. Fu un pioniere nel riconoscimento della dignità umana delle persone affette da disabilità mentale, affermando con forza: «Anche l'handicappato mentale è una persona: e come tale, deve essere rispettato e aiutato, al pari degli altri; ha diritto a che i suoi doni siano sviluppati e coltivati in tutti i campi dove ciò è possibile». Oggi, l'eredità di padre Filippo è perpetuata dalla Fondazione Poverette Casa Nazareth. Le religiose e i laici consacrati gestiscono diversi centri diurni, comunità alloggio e centri di formazione professionale (CFP) a Ponton, Volargne, Corrubio di Negarine, Verona e Mozzecane, offrendo alle persone disabili un percorso di integrazione sociale e professionale fondato sulla carità evangelica.
Domande frequenti su Filippo Bardellini
Chi era Filippo Bardellini?
Sacerdote oratoriano italiano (1878-1956), Filippo Bardellini è il fondatore dell'Istituto delle Poverelle della Casa di Nazareth, dedicato all'accoglienza e all'integrazione delle persone affette da disabilità mentale.
Quali santi furono contemporanei di Filippo Bardellini?
Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.
Quando morì Filippo Bardellini?
Filippo Bardellini morì verso il 1878.
Chi sono i familiari di Filippo Bardellini?
Familiari di Filippo Bardellini: Elisa Bardellini (sorella).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1878-1956
- Decreto di venerabilità di Giovanni Paolo II
Citazioni
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Carità nell'umiltà, umiltà nella carità e semplicità in tutto
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Anche la persona con disabilità mentale è una persona: e come tale, deve essere rispettata e aiutata, al pari degli altri; ha diritto a che i suoi doni siano sviluppati e coltivati in tutti i campi in cui ciò è possibile
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