Santina Maria Addolorata
Religiosa italiana del XX secolo, fondatrice della Congregazione delle Suore Discepole del Sacro Cuore, caratterizzata dalla sua devozione al Sacro Cuore e dal suo servizio verso i poveri.
I suoi contemporanei
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Biografia
Giovinezza di Maria Addolorata De Pascali, la sua precoce vocazione e l'ingresso tra le Suore Compassioniste.
Maria Addolorata De Pascali nasce il 10 giugno 1897 ad Acquarica di Vernole, in provincia di Lecce, in Italia. Cresce in una famiglia benestante e profondamente cristiana di sette figli, educata dai genitori, tra cui la madre Pantalea Rosaria De Masi. Nel 1903, la morte prematura del padre segna profondamente la giovane e orienta la sua sensibilità spirituale verso il servizio dei più bisognosi. Sua madre affida allora la sua istruzione elementare alle Suore della Carità dell'Immacolata Concezione d'Ivrea, che frequenta per cinque anni.
Fin dall'infanzia, Maria Addolorata sente la chiamata alla vita consacrata. Nel 1909, dopo i primi anni di scuola, si mette a disposizione della famiglia per le faccende domestiche, maturando al contempo la sua vocazione. Nel febbraio 1920, fa un incontro determinante con la beata Maria Maddalena della Passione (Maria Maddalena Starace), fondatrice della Congregazione delle Suore Compassioniste Serve di Maria. Ammessa al postulato di questo istituto lo stesso anno, vi pronuncia i voti temporanei nel 1921, poi la professione perpetua nel 1927, assumendo il nome religioso di suor Santina.
Durante questo periodo, suor Santina attraversa gravi problemi di salute polmonare e una profonda crisi spirituale. Si sente interiormente chiamata, attraverso ispirazioni spirituali, a fondare una nuova famiglia religiosa. Il 14 gennaio 1929, ottiene la dispensa dai voti e lascia le Suore Compassioniste per compiere quella che percepisce come la volontà divina.
Vita e opera
Fondazione e sviluppo della Congregazione delle Suore Discepole del Sacro Cuore.
L'11 aprile 1929, ad Acaya (comune di Vernole), Santina De Pascali fonda, con tre giovani compagne, la Congregazione delle Suore Discepole del Sacro Cuore. L'istituto nasce nella povertà e nella semplicità, con la missione di pregare per la santificazione del clero, la salvezza delle anime e di consacrarsi alle opere di carità, in particolare verso gli orfani, i poveri e gli anziani. La fondatrice dà alla sua comunità il motto «amare, soffrire e operare» con il Cuore di Gesù.
Sotto la sua guida, le suore adottano uno stile di vita rigoroso, scandito dal lavoro e dalla preghiera contemplativa, in particolare l'adorazione eucaristica. Madre Santina insiste affinché le sue religiose si mettano al servizio delle parrocchie e pratichino la questua per rimanere in contatto diretto con la popolazione e condividere la condizione dei più umili.
Il 20 maggio 1939, viene ufficialmente eletta superiora generale dell'istituto. Guida la congregazione attraverso le difficoltà materiali e gli sconvolgimenti della Seconda Guerra Mondiale. L'opera si sviluppa progressivamente. Il 25 dicembre 1967, Monsignor Francesco Minerva, vescovo di Lecce, erige l'istituto in congregazione di diritto diocesano. Alcuni giorni dopo, l'8 gennaio 1968, le prime sei suore della congregazione pronunciano i loro voti perpetui, e Madre Santina viene rieletta superiora generale.
Il coronamento dei suoi sforzi giunge il 1° luglio 1973, quando la congregazione ottiene da parte di papa Paolo VI il decreto di lode (Decretum laudis), elevando l'istituto al rango di diritto pontificio. Nonostante l'età avanzata, Madre Santina continua a dedicarsi attivamente all'organizzazione e all'espansione della sua fondazione.
Cammino verso la santità
La malattia di Madre Santina, la sua offerta per Papa Giovanni Paolo II e i suoi ultimi istanti.
Nel 1977, viene diagnosticato un carcinoma all'utero. Madre Santina rifiuta l'intervento chirurgico per rimanere presente in mezzo alle sue consorelle e accompagnare la sua comunità. Accoglie la malattia con una serenità esemplare, unendo le sue sofferenze alla Passione di Cristo.
Il 13 maggio 1981, giorno del tentativo di assassinio contro Papa Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro, Madre Santina, profondamente colpita, offre la sua vita e le sue sofferenze per la sopravvivenza e la salute del Sommo Pontefice. Il suo stato di salute si degrada rapidamente nei giorni seguenti. Si spegne serenamente il 19 maggio 1981 a Lecce, all'età di 83 anni.
Il 28 febbraio 1983, la sua salma viene trasferita nella cappella della casa generalizia delle Suore Discepole del Sacro Cuore a Lecce, dove riposa tuttora.
Beatificazione e canonizzazione
Il processo di riconoscimento delle virtù eroiche di Madre Santina da parte della Chiesa cattolica.
La reputazione di santità di Madre Santina conduce all'apertura della sua causa di beatificazione. Dopo aver ottenuto il Nihil obstat della Santa Sede il 24 agosto 1992, l'inchiesta diocesana si svolge presso la curia ecclesiastica di Lecce dal 6 febbraio 1993 al 29 marzo 1995. Durante questa fase, ventitré testimoni vengono ascoltati per attestare la sua vita e le sue virtù. La validità dell'inchiesta diocesana è formalmente riconosciuta da un decreto della Congregazione delle Cause dei Santi il 17 ottobre 1998.
La Positio, documento di sintesi sulla sua vita e le sue virtù eroiche, viene pubblicata nel 1999. Il 5 novembre 2015, i consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi esprimono un parere favorevole unanime sull'eroicità delle sue virtù.
Il 20 gennaio 2017, papa Francesco autorizza la promulgazione del decreto che riconosce le virtù eroiche della serva di Dio, conferendole così il titolo di Venerabile. Affinché la sua beatificazione sia pronunciata, il riconoscimento ufficiale di un miracolo attribuito alla sua intercessione è richiesto dalla disciplina canonica.
Spiritualità ed eredità
La spiritualità cristocentrica di Madre Santina e l'espansione internazionale della sua congregazione.
La spiritualità della venerabile Santina Maria Addolorata è profondamente cristocentrica, incentrata sul Sacro Cuore di Gesù contemplato nel mistero della sua Passione. Attingeva la sua forza spirituale dall'adorazione eucaristica quotidiana e da una fede incrollabile nella Divina Provvidenza. La sua offerta ultima per Papa Giovanni Paolo II illustra il suo acuto senso dell'ecclesiologia e del sacrificio di sé. Oggi, l'eredità di Madre Santina si perpetua attraverso la Congregazione delle Suore Discepole del Sacro Cuore. Le religiose proseguono la loro missione di assistenza ed educazione verso i bambini (scuole materne, accoglienza di minori in difficoltà), i giovani (convitti universitari) e gli anziani (case di riposo). Oltre ai loro insediamenti in Italia (in particolare nelle regioni di Puglia, Basilicata, Calabria, Lazio e Lombardia), le suore sono presenti anche a livello internazionale, in particolare in Canada, in Svizzera (a Lugano) e in Madagascar.
Domande frequenti su Santina Maria Addolorata
Chi era Santina Maria Addolorata?
Religiosa italiana del XX secolo, fondatrice della Congregazione delle Suore Discepole del Sacro Cuore, caratterizzata dalla sua devozione al Sacro Cuore e dal suo servizio verso i poveri.
Quali santi furono contemporanei di Santina Maria Addolorata?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Santina Maria Addolorata?
Santina Maria Addolorata morì verso il 1981.
Quali sono gli altri nomi di Santina Maria Addolorata?
Altre forme del nome: Maria Addolorata De Pascali e Sœur Santina.
Chi sono i familiari di Santina Maria Addolorata?
Familiari di Santina Maria Addolorata: Pantalea Rosaria De Masi (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1897-1981
- Decreto di venerabilità di Francesco