Nato nel 1250, Giovanni da Avellino condusse una giovinezza tumultuosa prima di convertirsi e diventare frate laico francescano. Riconosciuto per la sua umiltà estrema e le sue estasi mistiche, terminò i suoi giorni nel convento di Todi nel 1313. La sua vita fu segnata da un passaggio dalla violenza guerriera a una santità radiosa, punteggiata da miracoli e visioni divine.
I suoi contemporanei
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IL BEATO GIOVANNI DA AVELLINO,
FRATE LAICO DELL'ORDINE DI SAN FRANCESCO (1313).
Una giovinezza tumultuosa
Giovanni d'Avellino conduce una vita di dissolutezza e di guerra, opponendosi violentemente a suo padre che desidera ricostruire la chiesa di Avellino.
Il beato Giovanni d'Avellino, nato nel 1250 nel regno di Napoli, era figlio di Gian Giacomo A rmenio di Montfort e di Tomasina di Capua . La sua giovinezza fu tutt'altro che irreprensibile; si mescolò alle terribili guerre di quell'epoca e si lasciò trascinare in eccessi di ogni sorta. La sua pietà era più che dubbia; suo padre si stava preparando a ricostruire a proprie spese la chiesa di Avellino, che era stata bruciata. Giovanni fece ogni sforzo per convincerlo a destinare a un altro uso le somme di denaro già raccolte e, di fronte al rifiuto del conte, concepì contro di lui un odio mortale e giurò che avrebbe preso, con le armi in pugno, l'oro destinato alla chiesa.
La conversione
Un discepolo di san Francesco predice la conversione di Giovanni, che poco dopo diventa fratello laico francescano.
In quel momento, giunse ad Avellino un venerabile religioso, discepolo e compagno di san Frances co; Montfort corse da lui come a un inviato del cielo: «Amico mio», gli disse il monaco, «vostro figlio sarà u n giorno fratello laico e darà l'esempio di tutte le virtù». Poche settimane più tardi, questa profezia si realizzava.
Penitenza e apostolato
Divenuto religioso, pratica estreme mortificazioni e si adopera per convertire i suoi antichi compagni di dissolutezza.
Fin dall'anno del suo noviziato, questo empio convertito raggiunse la perfezione cristiana dei più santi religiosi. Lo si vedeva talvolta, per le strade della città, con gli occhi pieni di lacrime, gettarsi ai piedi di uno dei suoi antichi amici dicendo: «Tu che mi hai conosciuto come un miserabile peccatore, e per il quale sono stato motivo di scandalo, ti supplico, seguimi ora nella via del pentimento». Ricondusse al bene con il suo esempio un certo numero di persone, tra le altre una donna di malaffare che, nella speranza di sposarlo, aveva tentato di farlo ricadere nei suoi antichi traviamenti. Il beato Giovanni da Avellino non si risparmiava alcun tipo di mortificazione: digiunava, prolungava le sue veglie, si infliggeva severe discipline, camminava a piedi nudi, con gli occhi fissi a terra, temendo come un criminale di incontrare sguardi che lo condannassero.
Nella cappella, pregava con la pietà degli angeli. Nessun rumore lo distraeva dalle sue meditazioni e più di una volta i suoi confratelli lo videro con stupore sollevarsi da terra in un turbine di luce.
La fuga verso l'Umbria
Fuggendo la propria fama e le folle, si ritira a Todi in Umbria, dove continua ad attirare i fedeli suo malgrado.
Tuttavia la fama della sua santità si era poco a poco diffusa nella provincia, e si accorreva da ogni parte per chiedergli consolazioni, buoni consigli, esempi di virtù. Il rispetto che gli si testimoniava e di cui si credeva indegno, gli causava una vera sofferenza; chiese ai suoi superiori e ottenne di essere inviato in Umbria, dove sperava di trovare solitudine e calma. Si sbagliava; appena arrivato al convento di Todi, si vide esposto a que lle che chiamava le stesse persecuzioni. Si veniva a lui come a un inviato del cielo, i malati per essere guariti, i peccatori per convertirsi, gli uomini di bene per sostenersi e incoraggiarsi con il suo esempio. Il buon frate non sapeva come liberarsi da tale affluenza; a forza di preghiere, ottenne di non compiere più miracoli; non ebbe mai la felicità di sfuggire alla venerazione degli uomini.
Ultimi giorni e visioni celesti
Soggetto a estasi, riceve visioni della Vergine e di san Francesco prima di spegnersi nel 1313.
Durante l'anno che precedette la sua morte, fu soggetto a frequenti estasi, meritate senza dubbio da un raddoppio di austerità. Le sofferenze della sua ultima malattia furono temperate da colloqui spirituali del Beato con san Francesc o, la santa Ve rgine e il Figlio di Dio stesso, che gli apparve più volte nella sua piena e infinita maestà. È l'11 giugno 1313, all'età di sessantatré anni, che si addormentò dolcemente nel seno del Signore.
Culto postumo
Viene sepolto a Todi accanto a Giovanni da Todi, dove la sua tomba diviene luogo di miracoli.
La notizia della sua morte attirò nella cappella del convento una folla di uomini e donne, desiderosi di onorare i preziosi resti di frate Giovanni, di baciare i suoi piedi e le sue mani. Fu sepolto nella chiesa di T odi, nella stessa tomba di frate Gi ovanni da To di. Miracoli si compirono sulla sua tomba.
Iconografia
Segni e attributi
Entità
Rete del racconto
I nomi, luoghi e concetti più presenti nella scheda, pesati per centralità nel testo.
Il soprannaturale nella sua vita
I miracoli di Beato Giovanni da Avellino
Domande frequenti su Beato Giovanni da Avellino
Chi era Beato Giovanni da Avellino?
Nato nel 1250, Giovanni da Avellino condusse una giovinezza tumultuosa prima di convertirsi e diventare frate laico francescano. Riconosciuto per la sua umiltà estrema e le sue estasi mistiche, terminò i suoi giorni nel convento di Todi nel 1313. La sua vita fu segnata da un passaggio dalla violenza guerriera a una santità radiosa, punteggiata da miracoli e visioni divine.
Per cosa si prega Beato Giovanni da Avellino?
Beato Giovanni da Avellino è invocato per: guarigione dei malati, conversione dei peccatori e consolazione.
Come si riconosce Beato Giovanni da Avellino nell’arte cristiana?
Nell’iconografia, Beato Giovanni da Avellino è riconoscibile da: abito francescano, scalzo, levitazione e vortice di luce.
Quali miracoli sono attribuiti a Beato Giovanni da Avellino?
A questo santo sono attribuiti 4 miracoli, in particolare: Levitazione / bilocazione, Segno / prodigio e Guarigione.
Quali santi furono contemporanei di Beato Giovanni da Avellino?
Tra i suoi contemporanei figurano: San Tommaso d'Aquino, Sant'Antonio di Padova (Ferdinando), San Artaudo di Belley e San Pellegrino di Auxerre.
Quando morì Beato Giovanni da Avellino?
Beato Giovanni da Avellino morì verso il 1313.
Quali sono gli altri nomi di Beato Giovanni da Avellino?
Altre forme del nome: Jean-Jacques Armenius de Montfort.
Chi sono i familiari di Beato Giovanni da Avellino?
Familiari di Beato Giovanni da Avellino: Jean-Jacques Armenius de Montfort (padre) e Thomasine de Capoue (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita nel 1250 nel regno di Napoli
- Giovinezza dissipata e partecipazione alle guerre
- Conflitto con il padre riguardo alla ricostruzione della chiesa di Avellino
- Conversione in seguito alla profezia di un discepolo di san Francesco
- Ingresso nell'ordine dei Francescani come fratello laico
- Ritiro in Umbria presso il convento di Todi per sfuggire alla sua fama
- Visioni di san Francesco, della Vergine e di Cristo prima della sua morte
Citazioni
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Tu che mi hai conosciuto come un miserabile peccatore, e per il quale sono stato motivo di scandalo, ti supplico, seguimi ora sulla via del pentimento.
Parole riferite ai vecchi amici