Maria Anna Saltini Testi
Marianna Saltini, detta Mamma Nina (1889-1957), è stata una vedova italiana, fondatrice della Casa della Divina Provvidenza e della congregazione delle Figlie di San Francesco di Carpi, dedicata all'accoglienza delle bambine abbandonate.
I suoi contemporanei
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Biografia
Giovinezza, matrimonio con Arturo Testi, maternità e vedovanza di Marianna Saltini.
Marianna Saltini, meglio conosciuta come Mamma Nina, nasce il 28 agosto 1889 a Fossoli di Carpi, in Italia. È la terza figlia di Cesare Saltini e Filomena Righi, una famiglia di benestanti proprietari terrieri. Essendo morti i suoi due fratelli maggiori in tenera età, assume molto presto il ruolo di «seconda mamma» per aiutare la madre a crescere i suoi numerosi fratelli e sorelle, tra i quali figura il futuro Don Zeno Saltini, fondatore della comunità di Nomadelfia. All'età di 21 anni, nel 1910, Marianna sposa Arturo Testi, un sarto di modeste condizioni. Questo matrimonio suscita inizialmente una viva opposizione da parte della sua famiglia, in particolare del nonno Giuseppe. Determinata, la giovane donna fugge di notte per rifugiarsi presso una zia di Arturo. Il conflitto familiare si placa infine grazie alla mediazione di Mons. Eugenio Loschi, arciprete della cattedrale di Carpi. Da questa unione nascono sei figli: Sergio, Vincenzo, Enzo, Maria, Francesco e Gioacchino. Mentre cresce la sua famiglia, Marianna si dedica volontariamente ad assistere i malati poveri della città durante la notte. Nel 1928, dopo una lunga malattia, Arturo Testi muore, lasciando Marianna vedova all'età di 39 anni con sei figli a carico.
Vita e opera
La chiamata alla maternità allargata, la fondazione della Casa della Divina Provvidenza e delle Figlie di San Francesco.
Dopo la morte del marito, Marianna Saltini avverte un imperioso richiamo interiore a consacrarsi interamente alle bambine più povere e abbandonate. Per rispondere a questa vocazione, prende la dolorosa decisione di affidare i figli più piccoli ai parenti e di mandare i figli maggiori in collegio. I figli Vincenzo ed Enzo vengono inviati presso i Paolini ad Alba, Sergio parte per studiare a Parigi, mentre la figlia Maria viene accolta dalle Orsoline di Modena. Questa scelta lacera la sua famiglia e suscita l'incomprensione generale, con la popolazione locale che la definisce «la matta».\n\nNel 1933, Marianna si stabilisce temporaneamente a San Giacomo Roncole, presso il fratello Don Zeno Saltini, dove ha una visione spirituale di san Francesco d'Assisi. Nel 1934, inizia ad accogliere a Carpi le sue prime protette. Nel marzo 1936, il sindaco di Carpi le concede l'uso di Palazzo Benassi, che diventa la Casa della Divina Provvidenza. Sostenuta dal vescovo monsignor Carlo De Ferrari, viene raggiunta da cinque compagne: Ottorina Ballerini, Fernanda Forghieri, Maria Lodi, Ines Lugli ed Erminia Martinello. Insieme, formano la comunità delle Figlie di San Francesco, riconosciuta nel 1937. Il 19 marzo 1938, Marianna riceve l'abito religioso dalle mani del proprio figlio Vincenzo (divenuto Don Samuele) e assume il nome di Mamma Nina. Altri due suoi figli, Enzo (Don Maggiorino) e Francesco (Don Franco), diventeranno anch'essi sacerdoti.\n\nDurante la Seconda Guerra Mondiale, la Casa della Divina Provvidenza diventa un rifugio. Mamma Nina si impegna attivamente, al fianco di Odoardo Focherini e Don Dante Sala, per nascondere e salvare persone ebree perseguitate. Dopo la guerra, il numero di bambine accolte supera le 400 all'inizio degli anni Cinquanta. Complessivamente, avrà accolto ed educato più di mille giovani ragazze.
Cammino verso la santità
Fiducia assoluta nella Divina Provvidenza e ultimi istanti di Mamma Nina.
La vita di Mamma Nina è caratterizzata da una fiducia assoluta e radicale nella Divina Provvidenza. Rifiuta categoricamente di sollecitare sovvenzioni ufficiali o di accumulare ricchezze, affermando che Dio avrebbe provveduto ogni giorno ai bisogni dei suoi figli. I suoi contemporanei riportano numerosi episodi in cui, mentre le cucine erano completamente vuote, Mamma Nina faceva mettere a bollire le pentole d'acqua pregando, prima che donazioni di cibo inaspettate arrivassero all'ultimo momento alla porta dell'istituto. Epuizzata da una lunga malattia che oscurò i suoi ultimi anni, si spense il 3 dicembre 1957 a Carpi, all'età di 68 anni, circondata dalle sue «figlie» e dalle suore della sua comunità. I suoi solenni funerali radunarono una folla immensa giunta da tutta la regione di Modena per salutare colei che consideravano già come una santa.
Beatificazione e canonizzazione
Il processo di beatificazione e la dichiarazione di venerabilità da parte di Giovanni Paolo II.
Il processo di beatificazione è stato avviato a livello diocesano nel 1985 dal vescovo di Carpi, monsignor Alessandro Maggiolini. L'inchiesta diocesana si è svolta dal 9 giugno 1985 al 4 dicembre 1988. Il 23 aprile 2002, papa Giovanni Paolo II ha promulgato il decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, conferendole ufficialmente il titolo di Venerabile. Ad oggi, nessun miracolo è stato oggetto di un decreto ufficiale di convalida da parte del Dicastero delle Cause dei Santi. La causa di beatificazione rimane aperta in attesa del riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione.
Spiritualità ed eredità
La maternità soprannaturale, la continuità della sua opera e il Premio Mamma Nina.
La spiritualità di Mamma Nina si fonda sul concetto di «maternità soprannaturale». Per lei, l'accoglienza delle orfane doveva essere simile a una vera vita di famiglia. Vigilava personalmente sull'educazione umana, religiosa e professionale delle sue protette, preparando il loro corredo nuziale e accompagnandole lei stessa all'altare. Oggi, la Casa della Divina Provvidenza prosegue la sua opera di accoglienza presso il Palazzo Benassi a Carpi. L'eredità spirituale di Mamma Nina si è diffusa anche a livello internazionale, in particolare in Africa. Suor Ambrogia Casamenti, una delle sue ex figlie adottive divenuta religiosa, ha fondato in suo onore una scuola materna a Touba, in Costa d'Avorio, mentre un altro progetto scolastico le è dedicato a Maputo, in Mozambico. Ogni anno, la diocesi di Carpi conferisce il Premio Mamma Nina per ricompensare progetti di solidarietà, inclusione e aiuto ai più bisognosi sul territorio diocesano.
Iconografia
Segni e attributi
Domande frequenti su Maria Anna Saltini Testi
Chi era Maria Anna Saltini Testi?
Marianna Saltini, detta Mamma Nina (1889-1957), è stata una vedova italiana, fondatrice della Casa della Divina Provvidenza e della congregazione delle Figlie di San Francesco di Carpi, dedicata all'accoglienza delle bambine abbandonate.
Come si riconosce Maria Anna Saltini Testi nell’arte cristiana?
Nell’iconografia, Maria Anna Saltini Testi è riconoscibile da: Crocifisso, Velo e Mantello.
Quali santi furono contemporanei di Maria Anna Saltini Testi?
Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.
Quando morì Maria Anna Saltini Testi?
Maria Anna Saltini Testi morì verso il 1889.
Quali sono gli altri nomi di Maria Anna Saltini Testi?
Altre forme del nome: Marianna Saltini e Mamma Nina.
Chi sono i familiari di Maria Anna Saltini Testi?
Familiari di Maria Anna Saltini Testi: Cesare Saltini (padre), Filomena Righi (madre), Don Zeno Saltini (fratello), Arturo Testi (coniuge), Giuseppe (nonno), Sergio Testi (figlio), Vincenzo Testi (Don Samuele) (figlio) e Enzo Testi (Don Maggiorino) (figlio).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1889-1957
- Decreto di venerabilità di Giovanni Paolo II